G.O.D. è un blog polimorfo pensato dalle sette peggiori menti di un paio di generazioni: il palindromico Batman,
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amore attualità berlusconi che cazzo dice che cazzo dico che te lo dico... cinema crisi economia elezioni usa faschifo finanza godsgods godtube humour humour fou immagini le parole per ... libri morte musica news nun fa ride pensieri politica politically sc... queste incredi... riflessioni s-fascio satira scuola sesso settemani signore dimmi ... stentube televisione unico gioco in... vignette vita
I circoli fanno quadrato attorno a Bersani.
Quando Luke e Obi-One (che, nobi?) cercano un tassinaro nell'astroporto, Jan Solo (Jan Sboro nella versione dei Gem Boys), dice che con il Millennium Falcon ha attraversato la galassia in 13 parsec.
Nel 1977 all'uscita del cinema mio padre mi fa notare che era una cazzata, essendo il parsec un'unità di lunghezza e non di tempo, pari tra l'altro, aggiunge, a 3.26 anni luce: tanta roba.
Io c'era rimasto male, perché Jan mi stava assai più simpatico di quel signorino di Luke, e non volevo che fosse un cazzaro.
Poi una volta a cena coi cugini tutti più grandi e coi nonni per farmi bello e per salvare Jan dico che le galassie sono lunghe tredici parsec. Ma sempre mio padre mi corregge che col cazzo, le galassie sono lunghe decine di migliaia di parsec, e ne cita anche una, forse una banalissima andromeda, lunga 30000 parsec. (Non dovete giudicare male mio padre: lo faceva per sincero entusiasmo astronomico).
Ma quel giorno del 1977 mi alleai con Jan Solo (e con Edipo) contro mio padre. il mio primo contatto con la relatività avviene attraverso libri divulgativi in cui non si capiva nulla, come sempre avviene con i libri divulgativi, ma si intuiva che lo spazio e il tempo erano la stessa cosa. Quindi la prima obiezione di mio padre era superata: posso misurare i tempi con le unità di misura delle lunghezze. Restava il problema dei tredici parsec, comunque troppo pochi. Allora iniziai a inerpicarmi sulle formule per tirare fuori i tredici parsec e associarli alle galassie: ma niente da fare: misurale come vuoi ma sono sempre più grandi.
E' qualche giorno fa, ritagliando un cazzeggio plastico, che rileggo di quella cosa che si chiama tempo proprio e, all'improvviso, capisco: dovete sapere che più corriamo più lentamente il nostro tempo passa, tanto che se andassimo alla velocità della luce il tempo non passerebbe. Allora Jan quel giorno del 1977 all'astroporto voleva dire che il Millennium falcon andava così veloce da percorrerela galassia in un tempo che il suo orologio biologico ha computato in 13 parsec/luce = 3.26 anni per 13, un po' più di 40 anni.
Se li portava pure bene.

CHICAGO - Scoperta una nuova particella responsabile di una interazione finora sconosciuta. Ancora non si sa se la particella abbia carica zero o molto negativa. Quel che è certo è che ha vita media brevissima, a meno che non venga accoppiata ad altre particelle più massicce. Paradossalmente, però, proprio nel corso di esperimenti cruciali la particella abbandona le compagne, andando incontro a decadimento e disintegrazione immediata. Inspiegabilmente, dalla sua disintegrazione non si sprigiona alcun tipo di energia.
Ancora non c'è accordo sul nome da dare a quella che si configura come la quinta interazione della materia: chi propone forza debole debole, chi forza debolissima, chi debolezza tout court. La comunità scientifica è invece unanime su come chiamare la nuova particella: il Weltrone.
(Fonte: Physical review and rereview and rerereview)
Colpiscono, nell'ultima puntata di Anno Zero, le parole di Anna Lupi.
Laurea in Fisica, dottorato di ricerca a Firenze all'età di 26 anni con una tesi su oscillazioni dei neutrini (roba difficile), esperienze di ricerca all'estero (Glasgow e Amburgo).
Santoro le chiede se all'estero un ricercatore guadagni più che in Italia. "Circa il quadruplo", risponde la ricercatrice.
Ma un brutto giorno il grande errore: la decisione di tornare in Italia, per dare un contributo alla cultura del proprio Paese e per far crescere i figli nello stesso posto dove sono cresciuti i genitori.
Comincia un calvario di assegni di ricerca (leggi: contratti biennali a mille euro al mese) e concorsi senza speranza. Fino alla decisione di abbandonare la ricerca.
In studio ci sono due signori che si chiamano Tiraboschi e Della Vedova. Rispondono che è tutto vero, occorre che l'università assuma i giovani.
Nessuno fa notare loro che la legge 133 o legge Gelmini prevede che si possa assumere un giovane ricercatore solo se vanno in pensione cinque professori anziani.
Il luminare, con le sue strane idee, ha fatto qualcosa di poco chiaro. Da www.corriere.it:
GINEVRA - Il superacceleratore di particelle del Cern di Ginevra dovrà stare fermo due mesi. I danni riportati dal Large Hadron Collider (Lhc), entrato in funzione lo scorso 10 settembre, sono maggiori del previsto. Lo hanno reso noto fonti del Cern. Poco dopo l'accensione c'è stata una fuga di elio superraffreddante a causa di un problema elettrico tra due magneti.
Il buio (nella mente) ci aspetta alla riga seguente:
Per operare la riparazione l'acceleratore dovrà essere portato a temperature superiori allo zero assoluto.
E meno male!
Se Borges non ti ha illuminato, lo farà un microapologo contenuto in uno dei libri del Dottor Djembè: "Se nella vita mi fossi trovato di fronte a un bivio, e avessi dovuto scegliere tra due strade, le avrei prese entrambe". E' più chiaro adesso?
Prof. Oscuroni, se devo essere sincero, no. Meno di zero.
Allora, IKEA...
Scortichini Guido, per gli amici Scortico. (Credo che siamo maturi per la presentazione).
Allora, Scortico, sei qui da due settimane, e hai imparato un po' di cose: c'è un anello organizzato per essere percorso da protoni sparati quasi alla velocità della luce. Immagina che i protoni siano due, uno che viaggia in senso orario, l'altro in senso antiorario. Ad un punto ben previsto dell'anello sbattono. Dalla collisione escono nuove particelle, che prendono il posto dei protoni di partenza. Ci sei?
Ci sono. E ho imparato che tra i prodotti della collisione non ci possono essere minchiatelle quali micro buchi neri, strangelets, monopoli magnetici o bolle di vuoto. Ci può essere però il Bosone di Higgs (anche se decade in fretta).
Perfetto. Il punto che mi preme sottolineare è quel ci può essere che hai enunciato poco fa. Nel senso che non è detto che ci sia: ma non per un difetto della teoria: se anche la teoria fosse perfetta, noi non potremmo dire con certezza che ci sarà un bosone di Higgs. E' come se i due protoni, sbattendo, fossero liberi di decidere quali nuove particelle costruire. O meglio, come se potessero scegliere da un catalogo, fornito dalla teoria, in quali nuove particelle decadere: le scelte sono molte.
Ma in molte di queste scelte compare il Bosone?
No: ci aspettiamo che il Bosone compaia una volta ogni cento miliardi di collisioni.
Ommamma. Ecco perché questi esperimenti durano una vita: coppie di protoni devono scontrarsi un'infintà di volte perché si formi un numero piccolissimo di Bosoni di Higgs e voi possiate esserne sicuri...
...proprio così. Ma ecco che arrivano Borges, il Dottor Djembé, la Minchia di Mobius e persino Veltroni.
Potremmo fermarci alla minchia, per cortesia?
Se noi viviamo nel giardino dei sentieri che si biforcano, se ad ogni biforcazione prendiamo entrambe le strade, se riusciamo a mantenerle in contatto tra di loro mentre le percorriamo contemporaneamente, e soprattutto, se crediamo ciecamente nel ma anche, ecco che ci basta una sola coppia di protoni che si urtano. Due, va, per sicurezza.
Scusi la schiettezza, ma come dice Giovannone il Sottocuoco ("neanche cuoco: sottocuoco!"), non ho capito un cazzo!
Vedila così: invece di pensare che la coppia di protoni, scontrandosi, scelga liberamente quali nuove particelle generare, pensa che ogni volta che due protoni si scontrano l'universo si biforca, triforca, multiforca: un universo per ogni possibile esito dell'esperimento: su cento miliardi di universi, ce ne è uno che contiene il Bosone di Higgs.
Ma come facciamo a capire che siamo esattamente dentro quell'Universo, quello giusto?
Eh: dobbiamo riuscire a stare in tutti gli universi simultaneamente, e, guardandoli tutti insieme, capire qual è quello dove sta in bosone e tuffarci dentro di esso.
E hai detto cazzo. Senta, Oscuroni, è una prospettiva interessante, ma sa un po', come dire, di... sì, ecco, di stronzata.
Lascia perdere se è una stronzata: ma pensa: non solo io sarei contemporaneamente Arcibaldo, Alcibiade e Agesilao, alcuni dei quali ti danno del tu, altri del lei, alcuni raffinati scienziati, altri volgari come scaricatori di porno, ma pensi al calcolo parallelo...
Cioè?
Centinaia di computer che svolgono ognuno una parte di un calcolo. Ci si mette cento volte di meno che con un computer solo, ma si centuplicano i prezzi. Pensa invece ad un solo computer, che riesce a lavorare in cento universi paralleli, e quando i calcoli sono finiti riunisce tutti i risultati e li elabora insieme: salvi i tempi e i costi.
Ma rimane in bocca quel sapore di puttanata...
E invece no: eh, t'oo messo ar culo! Il computer l'hanno fatto, lo stanno facendo. Ci sono ricerche "open", e altre secretate. Ma quello che è certo è che riescono a lavorare in parallelo, pur essendo... da soli!
Budellodisumà! Ma allora sti universi paralleli sono veri, esistono. E perché non li vediamo?
Ecco, buona domanda. Ma abbiamo una buona risposta, un'ottima risposta (si frega le mani, mette un po' paura). Quando due protoni si scontrano si creano molti universi. Corrispondentemente si creano molti Scortichi. Questi cominciano subito ognuno a fasse li cazzi sua: uno scrive una lettera d'amore, un altro una lettera di odio, un altro ancora si ficca un dito nel naso e pensa "sticazzi dee lettere". Cioè: ognuno interagisce con gli elementi del suo proprio universo in modo diverso e indipendente dagli altri. Questo fa sì che il legame con gli altri universi si spezzi. Il processo si chiama decoerenza: un bel nome del cazzo, lo so.
Quindi bisognerebbe trovare il modo di mantenere i vari Scortichi sufficientemente isolati dall'universo in cui si trovano, in modo da abbattere questa deprimenza...
Decoerenza. E' quello che sto facendo io, in modo segreto.
Eh, che fa?
Intanto mi creo molte identità, poi mi isolo. Mi faccio i cazzi miei. Sparisco per giorni interi. Non mi rado se non di rado. Non mi lavo. Manco i denti. Non voglio che nulla vada perso.
Sì ma che ci guadagna?
Minchiatelle, ad esempio l'immortalità.
Seeee...
Va bene, questa è una mia idea, e ammetto che la comunità scientifica, per ora, non mi segue. Seguimi tu. Metti che uno ti spari.
Quasi quasi preferivo i SUV.
Vanno bene anche i Suv, ma facciamo che uno ti spara. O, come dice Mordecai Richler, he fucken air-condition you. La sua mira dipende dallo stato dei suoi occhi e dalle cellule nervose che trasmettono il segnale al cervello. Ora, è estremamente improbabile, ma non impossibile, che una cellula nervosa produca un cortocircuito, e che l'origine del corto risieda in un processo quantistico al livello delle molecole della cellula.
E quindi?
E quindi c'è una probabilità, che so, su mille miliardi che lo sparatore abbia un piccolo corto circuito nervoso del quale non si accorge nemmeno, ma che gli fa sbagliare mira e tu ti salvi: scappi, o you fucken air-condition him.
E quindi quindi?
In una prospettiva a molti universi il ragionamento probabilistico si traduce in: c'è un universo su mille miliardi in cui ti salvi. Se tu hai imparato a controllare la decoerenza e tieni in comunicazione tutti gli universi, potresti anche riuscire a saltare nell'universo (magari l'unico) in cui ti salvi. E potresti ripetere l'acrobazia tutte le volte che stai per morire.
Comincia a interessarmi. Però mi chiedo: non potrebbe essere già così?
Così come?
Così che non si muore mai. Dopotutto io non sono mai morto, lei nemmeno. Mi spiego: se c'è una sola coscienza che vive in uno solo degli infiniti universi, potrebbe avere già scelto l'unico universo in cui il soggetto cui quella coscienza appartiene non muore mai.
Cazzo! Orcoddù! Cozzìo! E' possibile: della coscienza non sappiamo nulla, non ci capisce niente nessuno, nemmeno in Svizzera. Però è una teoria che non mi piace.
Perché?
Perché spinge a non fare una mazza, a fottersene: tanto siamo tutti immortali, ognuno nel suo universo. Invece la mia prospettiva è anche più Veltroniana, con il ma anche la sfida è riconoscere l'universo in cui Wally ha vinto le elezioni e riuscire a tuffarcisi quando comincia lo spoglio.
Ma magari la coscienza di Veltroni è piazzata nell'unico universo in cui il Pd ha vinto le elezioni.
No.
Come no?
Non ti ho detto che anche nella meccanica quantistica non tutto è possibile: gli eventi devono avere probabilità maggiore di zero.
Quindi anche stavolta la fisica non risolve i problemi dell'uomo?
Risolve i marginalia, tipo l'immortalità. Sulla politica siamo impotenti.
E finisce così, tutto sommato maluccio, il nostro viaggio. GOD non finanzia un extended play, e il vostro Scortico ritorna nei suoi Paesi dell'Est (le Marche). Ad minora.
Ma per caso lei è parente del noto tenore Arcibaldo Confusoni?
Non in questa coda del cronotopo.
Vuol dire che non derattizzate?
Vuol dire che mi chiamo Arcibaldo, ma anche Alcibiade, ma anche Agesilao.
Comincio però a capire perché si chiama Oscuroni.
Ma anche Appio Tuscolano.
(Ah, già, mica ve l'ho detto: cerca cerca cerca convinco Appio Tuscolano a portarmi da Oscuroni. Mezz'ora per fargli sputare che lui conosce l'ubicazione dello studio del luminare. Poi si scopre che ci ha pure le chiavi. Lo studio è vuoto, ma in mezzo troneggia uno scranno, e a fianco scranneggia un trono. Si siede sul trono, a me lo scranno. "Ma se entra Oscuroni e ci becca?" "Ahò, ma allora ce sei!"
Minchia, è lui. Era lui. Non solo: sapeva benissimo del mio passato nel noto mobilificio svedese del quale non possiamo fare il nome, sapeva benissimo che ero infiltrato, sapeva che ero godardo, seguiva tutti i pezzi di fisica che passavano. E non solo quelli. Ma qui, intronato, è tutto più strano. "Sò er massimo d'aambigguo", sembra scherzare.
Ah di nuovo: ovviamente, lo studio è immerso nella semioscurità)
Non sconvolge che lei, Oscuroni, sia un luminare?
Da bambino andavo a Messa. Il prete parlava della necessità di essere "Illuminato dal mistero". Ma non sconvolgeva nessuno.
Eh, è strana la messa. Pensi a quando dice "non son degno di partecipare alla tua mensa".
Embé?
Immediatamente dopo tutti in coda per l'ostia.
Uguale sulla Cristoforo Colombo (risate).
Restiamo su Dio, scusi. Perché la particella di Dio conferisce massa alle cose? Se non ci fosse Higgs (o Dio) non avremmo massa?
Ah sì, ho letto l'intervista a McOheoo. Allora: la risposta è no. Noi avremmo comunque massa.
MA ALLORA NON HO CAPITO UN CAZZO! MA ALLORA MI AVETE PRESO PER IL CULO!!
Scelga una sola delle due possibilità. Ma anche l'altra.
Senta, Oscuroni, senti, Appio Tuscolano: famme capì o nun esci vivo de qui.
Rilassati, a secco. Il fatto è che tu non sei una particella elementare: tu sei fatto di tante particelle elementari (quark, elettroni), tenute insieme da forze di varia natura (elettrostatica, nucleare...)
...gravitazionale...
Gravitazionale no.
(Mavaffanbrodo)
(Vacce tu che te c'affogo) Qual è la formula più famosa della fisica contemporanea?
Questa la so: e uguale emmecciqquadro. Una massa può trasformarsi in energia: molta energia.
Si, ma anche il contrario: se in un sistema c'è energia, allora c'è anche inerzia, ossia, il sistema oppone resistenza ai tentativi di far variare la sua velocità. Che è esattamente l'idea di massa, quella sussunta nella formula più famosa della fisica di tutti i tempi.
Effe uguale emmeà.
Esatto, qualcosa hai imparato in questo (ormai lungo, eh) soggiorno.
Sì, ma non ho capito una mazza.
Consideri un maritozzo freddo. Ha un peso, che si può misurare mettendolo sulla bilancia. Ora scaldi il maritozzo e lo metta sulla bilancia: il peso sarà aumentato. In realtà la differenza è davvero nanoscopica, la bilancia non se ne accorgerebbe. Ma una piccola differenza c'è, ed è dovuta al fatto che le molecole del maritozzo caldo hanno più energia (in particolare sono più veloci) di quelle del maritozzo freddo.
Ho capito: l'energia ha un peso. (Ma non ho capito perché questo un po' mi dà del tu, un po' del lei).
Proprio così. E i quark legati nei nuclei degli atomi che compongono il nostro corpo, per stare tutti attaccati, esprimono un'energia di legame.
Cioè che se non ci fosse il campo bosonico di Higgs (mazza che parole che so usare) la mia massa sarebbe tutta dovuta al fatto che sono fatto di tante particelle legate insieme in qualche modo.
Applauso. Ma il problema è che anche le singole particelle elementari hanno una massa, eccettuata qualcuna come il fotone: e questa massa non può essere spiegata come energia di legame di particelle più piccole.
Immagino che ora stia per arrivare il Bosone di Higgs.
Sì: è lui che ci dà la massa.
Detta così sembra proprio un brano della messa.
Guardi che posso anche andare avanti: il campo di Higgs è dappertutto. Quando una particella si muove, lo attraversa, come un oceano, come burro di arachidi (è un paragone che ho imparato da studente, i fisici lo fanno sempre, non mi chieda perché).
Forse rende l'idea: c'è una "sostanza" che si oppone al moto.
Allora è un'idea ingannevole: la sostanza si oppone non al moto, bensì alla variazione del moto: non alla velocità bensì all'accelerazione. E ancora: ci sono particelle elementari molto sensibili a questo "freno", altre meno. Dal fotone, che non se ne accorge, al quark top, pachiderma delle particelle.
...e anche il bosone di Higgs, che, a sentire il prof. Verde sarebbe bello peso pure lui: serpente che si morde la coda...
...cane che si fa una pompa...
Scusi?
No, niente, è che ogni tanto mi cade la decoerenza.
Allora, l'esperimento che fate qui. In fondo è semplice, almeno concettualmente: fate sbattere l'uno contro l'altro due fasci di particelle (protoni, se ho ben capito), e, dopo l'urto, studiate i pezzettini, i frammenti, o i pezzettoni, le nuove particelle che si formano. Ma perché fa quella faccia ?(all'improvviso è vuoto, sgonfio, come se gli avessero soffiato via la vita)
E' sempre così. Tutti gli esperimenti per trovare nuove particelle sono sempre così. Fai sbattere, poi fai l'appello. Una volta su centomila miliardi c'è la particella che ti interessa. Champagne, Nobel, soldi, donne, tv. La fisica. Si pensava che sarebbe sempre stata così.
Non capisco.
C'è una teoria, il Modello Standard. Ci hanno lavorato i migliori. Ha predetto tutto quello che si è visto, e tutto quello che si è visto lei lo ha predetto. Forse siamo arrivati in fondo, forse no.
Capisco sempre meno.
Per caso, ha con sé quel foglio che le ho dato?
Come no. Borges. Il giardino dei sentieri che si biforcano. Qualcuno sul blog ha scritto che dietro ci sarebbe una teoria fisica. E' vero? E' una nuova teoria? Soppianterà il Modello Standard? Il buco nero arriverà?
IL BUCO NERO E' UNA STRONZATA. FALLA FINITA.
(L'ho fatto incazzare). Scusi. Mi parli della nuova teoria. E mi spieghi cosa c'entra Borges.
Non c'è nessuna nuova teoria. Al limite una vecchia teoria. C'entra Borges, e c'entra anche qualcosa di geometrico-erotico.
Mamma, Oscuroni, lei è davvero omen! Che c'è di geometrico-erotico?
Mai sentito parlare della minchia di Mobius?
(Continua. Ma anche finisce, poi)
Sottotitolo: Un let strange and teribbile
"Domani? Domani un par de cazzi". E' ancora lui, Appio Tuscolano, l'uomo che non conosce understatement. Mi ha strappato all'articolo quarantotto ore fa. Motivo? Viti da avvitare. Bulloni da abbullonare. Brugole d'abbrugolare. "A IKEA, e datte na mossa, mortacci". (Ma come fa, lui, a sapere di IKEA?).
Rientro sfinito solo ora. Eccolo, l'Articolo delle Mie Brame, la tavoletta di Spiritika, e l'oggetto conoscitivo dei miei sogni: gli strangelets. Gli strangelets, diceva Silvano il Talibano, sono nuclei atomici fatti di quark strani.
Art, ma cosa sono i quark strani?
Orcoddù, ma tu manco i fondamentali.
Art, è tardi. I Godards sono rimasti a secco due giorni e due notti.
Allora, la materia è fatta di quark, i quark sono sei...
Non così veloce, Art. Intanto una vecchia querelle. A scuola ti insegnavano una volta che l'unità indivisibile è la cellula, una volta l'atomo, una volta la molecola. Qual è sta unità indivisibile?
O mamma. Ma tu stai messo male. Ma male male male.
Basta moralismo da strapazzo. Giustizialismo, benaltrismo e panciafichismo. Sii pragmatico, coddùe.
Se me lo chiedi così... La cellula è fatta di molecole, le molecole sono fatte di atomi.
Quindi l'atomo è l'unità indivisibile.
Una tripla cippa di cazzo con carpiato. Dentro l'atomo ci sono gli elettroni e il nucleo.
Vero, mì: gli elettroni orbitano intorno al nucleo.
Ma quand'è che ci stai zitto? Della traiettoria degli elettroni non sappiamo nulla (c'è chi dice che non esista, c'è chi dice che gli elettroni stiano addirittura fermi). Ma noi qui degli elettroni ce ne vogliamo catafottere, ci interessa il nucleo. Nel nucleo ci sono protoni e neutroni.
E gli indivisibili?
Sì, i numeri primi... I protoni e i neutroni sono fatti di quark, e sotto i quark non siamo ancora scesi. C'è una certa varietà di teorie, anche molto accreditate, che sostengono che le particelle siano manifestazioni di realtà soggiacente, dette stringhe.
Oggesummìo, le stringhe di Appio Tuscolano... E i quark strani?
Allora, come cercavo di dire all'inizio [odio questo articolo, stanotte giuro la farò a coriandoli], di quark ce ne sono sei: Up, Down, Strange, Charm, Bottom, Top.
Che nomi...
Come direbbe Roscellino, i nomi sono flatus vocis.
C'entra mica il fumus persecutionis?
No, vuol dire che i nomi sono nomi e non significano nulla: il quark top non sta in alto, il bottom non sta in basso, lo strange non è strano.
Qual è la differenza tra i vari tipi di quark?
Le più importanti sono la massa e la carica. Siccome diverse combinazioni di quark danno particelle cariche positivamente (i protoni) e particelle elettricamente neutre (i neutroni, e qui nomina sunt consequentia rerum), è chiaro che i vari quark devono avere cariche diverse.
Ci deve essere sotto della matematica ma lasciamo perdere.
Un protone è fatto di tre quark, un neutrone di altri tre. Inoltre, per fare un protone...
Ci vuole un fiore (canticchio: stasera sono così, faccio il catenaccio)
..per fare un protone si utilizzano solo quark up e down, così come per fare un neutrone. In particolare: un protone è fatto di due up e un down, viceversa un neutrone è fatto di due down e un up.
Cioè sono gli stessi pezzi, solo ricombinati insieme.
Se non fossi di carta applaudirei. Con un minimo di algebra lineare...
Che figata! (bluffo)
Si vede chiaramente che, posta uguale a 1 la carica del protone, il quark up deve avere carica pari a 2/3 e il quark down a -1/3.
Elementare, Art (se qualcuno a casa ha capito commenti). Ma se la materia è fatta di quark up e down, a che servono gli altri?
Ecco, qui entra in scena il quark strano. Il quale ha carica uguale a -1/3.
Madò! Come il down.
Bravissimo. E infatti possiamo immaginare (teoricamente) che i quark strani sostitusicano i down nei protoni e negli elettroni dei nuclei atomici.
E questa "materia strana" sarebbero gli strangelets?
Non ancora, abbiamo dato una definizione troppo restrittiva. Con il termine (che tu hai usato alla Hundschwanz) materia strana si intende un vasto agglomerato di materia che contenga pressappoco lo stesso numero di quark up, down e strange. Uno strangelet è un frammento di materia strana, con massa paragonabile a quella dei nuclei ordinari.
Orcoddé! E sono pericolosi?
Intanto bisogna vedere se esistono, ancora non si sa. Per ora si conoscono solo nuclei a due particelle, una delle quali è un quark strano. Poi c'è una cosa che abbiamo imparato con i micro buchi neri: ossia, una bestia può anche essere pericolosa assai, però può farci del male solo se...
.....solo se vive abbastanza a lungo per mordere!
Esatto! E qui abbiamo le spalle abbastanza coperte: i nuclei a due particelle di prima vivono qualche nanosecondo.
Il nano primo è Silvio. Il secondo?
Vuol dire un miliardesimo di secondo. E questo è il tempo di vita teoricamente atteso per uno strangelet.
Allora tranquilli.
Sì, anche se c'è chi sostiene la possibilità di produrre strangelets grandi e più stabili della corrispondente materia ordinaria. Questo implicherebbe che uno strangelet, urtando un nucleo, potrebbe catalizzarne la conversione un nucleo strano, il quale, unendosi allo strangelet di partenza, formerebbe uno strangelet ancora più grosso e così via. Il processo finirebbe per coinvolgere tutti i nuclei di tutti gli atomi della terra, compresi nostri.
Scusi l'apotropaicità. C'è un antidoto?
Innanzitutto queste sono speculazioni, sorrette solo in parte dalla teoria.
Resto apotropaico.
Ma soprattutto c'è l'esperienza di RHIC.
RHIC Forrester, quello con la mascella craxiana?
Relativistic Heavy Ion Collider, Brookhaven, Upton, New York.
Mekoyò.
Senza dilungarci sul tipo di esperimenti che si fanno laggiù, lasciamo dire che sono dello stesso tipo di quelli a LHC. Solo che sono meno energetici (in particolare, i protoni sono meno veloci).
Quindi niente Higgs.
No. Tuttavia prima che RHIC entrasse in funzione i catastrofari erano già fibrillanti, ed elencavano esattamente gli stessi rischi attribuiti a LHC: bolle di vuoto, monopoli, buchi neri e strangelets.
E poi non è successo nulla?
Nada.
Sì, ma a LHC si va a energie maggiori.
Vero: ma la probabilità formazione di strangelets stabili decresce all'aumentare dell'energia di collisione. In particolare, gli strangelets erano molto più probabili a RHIC che a LHC.
Quindi stamo tranquilli!
Ma sì, vai a nanna che è davvero tardi.
Ma che paura, però. Senti, Art. Io non ci sto capendo molto, sai. Siamo partiti con i quark, ma dicevano che non se li caca niuno, poi il campo di Higgs, SUV che infrociano, il bosone di Dio e poi abbiamo perso un mare di tempo a parlare di cose che con tutta probabilità non esistono. Inoltre, tu non lo sai, ma qui gli scienziati si passano di nascosto frammenti di Borges. Ma cos'è sta fisica? Come si fa a raccapezzarsi?
Questo non lo so, io sono un articolo e quello che potevo dirti lo ho detto.
Ma c'è qualcuno che sa?
Forse solo una persona può aiutarti a questo punto.
Chi?
Il prof. Oscuroni.
Oscuroni?
Oscuroni. Arcibaldo Oscuroni.
Pe' falla corta, pe' falla breve, devono essersi accorti che come fisico sono un po' farlocco, e nunmesenculenodepezzo. Tranne sempre lui, il mio amico di Subaugusta o giù di lì, a cui ora, sì, darò un nome imperiale. Appio Tuscolano.
"T'è piaciuto er messaggino?" Qui faccio il figo, grazie agli amici di GOD: "Ah, certo, il Borges. E' una rappresentazione della teoria di Oxford, gli universi paralleli". "E bravo er frascicone, ma allora nun j'ammolli solo cor cacciavite. Mo' beccate questo, vedemo se è quello che te interessa".
Occazzo. Ma è tutto qui. E'la Sintesi, il Sunto, l'Onphalos "Ma vaffanculo, è n'articolo de fisica. T'o leggi e capisci". Sì, ma io non ho mai letto articolo di fisica. Sai cosa? Lo intervisto, come in una seduta spiritica. Con la tavoletta, come nel film Spiritika che qualcuno nel blog ricorderà. Ci siamo: ora sapremo se vivremo.
O articolo articolo: vivremo? (Tuoni, fulmini e sagitte)
Sì. Salvo smentita.
Eh no, pure tu. Ma la certezza, la certezza apodittica?
Cercala nelle sette religiose. O nel Mago Otelma. Io sono un articolo di fisica. Io, al limite, stimo delle probabilità.
(Ha un tono tipo "cara la mia testina di minchia", ma non lo dice)
E qual è la probabilità che il mondo finisca a causa di un microbuconero, di una strangelet, di un monopolo magnetico, o di una bolla di vuoto prodotti in una collisione tra nucleoni qui all'LHC?
Praticamente zero.
E ci darebbe un aiutino che ci consenta di capire perché (di grazia)?
I raggi cosmici.
I raggi cosmici che?
Volevi un aiutino, mica una risposta. L'aiutino è i raggi cosmici. Che poi è un aiutone.
Allora, io so che i raggi cosmici sono fasci (e come tali assai coerenti con il momento storico) di particelle che bombardano la terra in continuazione.
Lo vedi che se ti impegni ce la fai? Lasciami aggiungere che sono una miscela di particelle un po' di tutti i tipi, ma soprattutto protoni.
Come qui all'LHC. Quindi urti tra protoni avvengono in continuazione nell'atmosfera. Un momento, ma le energie di questi urti naturali sono paragonabili con quelle in gioco all'LHC?
I raggi cosmici comprendono particelle a bassa energia ed altre ad altra energia. In essi, i protoni più veloci raggiungono energie pari a 1000 volte quelle dei protoni dell'LHC.
Azzo. Ma aspetta un attimo: qui l'acceleratore funzionerà giorno e notte, magari nei raggi cosmici questi protoni molto energetici sono rari, che so, uno all'anno, quindi alla fine si libera molta più energia qui dentro che nei raggi cosmici. E' così?
Ma manco per idea. Se mi leggi attentamente riporto un calcolo che stima che, dalla sua nascita, la Terra ha sopportato qualcosa come centomila LHC, a causa dei raggi cosmici. Eppure è ancora qui.
Scusi ma non mi sembra un grande argomento: centomila programmi diluiti su cinque miliardi di anni. Uno ogni cinquantamila anni.
Appunto: l'ultimo sarebbe finito che l'uomo c'era già. Questo basta a escludere bolle di vuoto e monopoli magnetici: avrebbero già avuto modo di estrinsecare il loro potere distruttivo. Ma sono d'accordo, anch'io che lo riporto, che questo non sia un argomento definitivo per quanto riguarda i buchi neri: infatti i buchi neri prodotti dai raggi cosmici potrebbero allontanarsi immediatamente dalla terra. Quelli che produrremmo noi resterebbero confinati qui. Gli argomenti definitivi sono nei paragrafi successivi.
Occazzo, speravo di saltarli.
Non si saltano i passaggi, sennò si diventa cialtronazzi. Mi segua che è carino:
Le collisioni all'LHC sono tra protoni molto accelerati: ma sono pur sempre protoni, roba piccola, per cui se convertissimo tutta l'energia che gli diamo in massa (E = mc^2) troveremmo...due zanzare.
Zanzare zanzare, quelle che fanno zzz...?
Sì. E secondo la relatività generale con due zanzare non hai abbastanza massa per fare un buco nero. La gravità è troppo debole.
Quindi stiamo tranquilli, niente buchi neri?
Monento: secondo teorie BSM..
Bondage Sado-Maso?
Quasi: Beyond Standard Model
Era la seconda possibilità.
A distanze molto piccole lo spazio rivela un certo numero di dimensioni extra.
Urca.
E la presenza di queste dimensioni provocherebbe un drastico aumento dell'attrazione gravitazionale a brevissime distanze. E quindi la possibilità di formare un (piccolo) buco nero diventerebbe concreta.
E allora siamo fritti.
Calma: un buco nero non è un oggetto stabile, in particolare non è strettamente vero che non emetta nulla: emette una radiazione speciale, detta di Hawking. Tale emissione determina l'evaporazione del buco nero in tempi brevissimi.
Hawking, quello dei Simpson. Fantastico. E com'è questa radiazione? lei l'ha vista?
Veramente non l'ha mai vista nessuno. (E comunque io sono un articolo: non vedo, non sento, non parlo).
E allora siamo punto e a capo.
Ma a capo c'è un nuovo capoverso, che dice così: anche se la radiazione di Hawking fosse una panzana (cosa che nessuno pensa), un buco nero costruito urtando particelle elementari avrebbe una probabilità non nulla di decadere nelle medesime particelle. Abbiamo calcolato che sparirebbe in un miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo. E il risultato vale anche nelle teorie sadomaso di cui prima.
Via, sistemamo gli strangelets e tutti a nanna.
No: tutti a nanna ora. Gli strangelets domani.
Agli ordini!!
Ancora dobbiamo capire se qui al Cern si creeranno bolle di vuoto, monopoli magnetici, strangelets o micro buchi neri: e se sì, quale di questi prodigi ce se magnerà a tutti.
Non riesco a trovare qualcuno che sappia o voglia o abbia il tempo per rispondermi. Proverò a cercare la risposta dentro di me, ma sarà certamente sbagliata.
Nel frattempo il mio angelo custode mi ha dato un documento interessante. Mi ha detto sta tutto qua, nun te preoccupà. Ma tutto cosa? A fisica, no? E de cche stamo a parlà. La fisica è tutto. W la fisica. Tira più un pelo di fisica... Aaahhh
Vabbè, io lo riporto: ma poi qualcuno del blog mi spieghi cosa c'entra la fisica.
En todas las ficciones, cada vez que un hombre se enfrenta con diversas alternativas, opta por una y elimina las otras; en la del casi inextricable Ts'ui Pên, opta —simultáneamente— por todas. Crea, así, diversos porvenires, diversos tiempos, que también, proliferan y se bifurcan. De ahí las contradicciones de la novela. Fang, digamos, tiene un secreto; un desconocido llama a su puerta; Fang resuelve matarlo. Naturalmente, hay varios desenlaces posibles: Fang puede matar al intruso, el intruso puede matar a Fang, ambos pueden salvarse, ambos pueden morir, etcétera. En la obra de Ts'ui Pên, todos los desenlaces ocurren; cada uno es el punto de partida de otras bifurcaciones.Alguna vez, los senderos de ese laberinto convergen; por ejemplo, usted llega a esta casa, pero en uno de los pasados posibles usted es mi enemigo, en otro mi amigo. [...]
A diferencia de Newton y de Schopenhauer, su antepasado no creía en un tiempo uniforme, absoluto. Creía en infinitas series de tiempos, en una red creciente y vertiginosa de tiempos divergentes, convergentes y paralelos. Esa trama de tiempos que se aproximan, se bifurcan, se cortan o que secularmente se ignoran, abarca todas la posibilidades. No existimos en la mayoría de esos tiempos; en algunos existe usted y no yo; en otros, yo, no usted; en otros, los dos. En éste, que un favorable azar me depara, usted ha llegado a mi casa; en otro, usted, al atravezar el jardín, me ha encontrado muerto; en otro, yo digo estas mismas palabras, pero soy un error, un fantasma.[...]
Ieri poi niente. Tutti spariti. "Stanno tutti a fasse e pippe", dice il mio amico del primo giorno, accompagnando le parole con il caratteristico gesto Gestaltico, un'oscillazione approssimativamente armonica del pugno destro, in direzione verticale. "Non è che ho nominato troppo Caforio (evocando implicitamente Ferilli)?". "No, è che se stanno a cagà sotto. Per questo se stanno affà e pippe". E riprende il gesto, accompagnandolo con un fischio ritmico, che verosimilmente simula l'effetto di una forza di attrito.
Non ho capito. Il Cern è pieno di cose che non si capiscono: questa delle pippe, ma anche il Bosone di Dio, che non è una bestemmia. "Domani cominciano le prove?" "Se, e prove cor prosciutto, pevvedé si cce sta tutto". Certo: è l'osteria numero nove, proprio quella che non ho mai capito.
Oggi hanno fatto le prove. E noi ci siamo ancora. E tutti hanno voglia di parlare. Perfino Silvano Il Talebano, il mito, l'uomo che al buco nero non ci ha mai creduto.
Professore, allora?
Allora che?
No, dico, la fine del mondo?
E' qui. Questo esperimento. E' la fine del mondo.
Ma i buchi neri?
Calma, oggi abbiamo fatto girare il primo fascio di protoni. Nessuna collisione, nessuna reazione, nessun bosone. Adesso, giorno per giorno, il gioco si farà sempre più duro.
Quindi non possiamo ancora stare tranquilli?
Signorsì, tranquillissimi. Non succederà nulla: ci terremo Berlusconi almeno fino al 2013, e Andreotti per sempre.
Ma i buchi neri?
L'ha già chiesto.
Ma lei non ha già risposto.
Già. Allora. Gli apocalittici hanno evidenziato quattro possibili (secondo loro) pericoli: bolle di vuoto, monopoli magnetici, strangelets e i famigerati buchi neri.
Tutte minchiate, stronzate del cazzo?(E' solo per impressionare, far vedere che sono del giro).
No, per carità. Tutti oggetti sensati, scientificamente ben definiti e non rigorosamente impossibili: voglio dire, non si tratta di segnalazioni pervenute da una setta religiosa o dal Mago Otelma. Ma anche se, ripeto, a rigore non impossibili, estremamente estremissimamente improbabili.
Mi scusi, ma così mi cago addosso! (Mentre lo dicevo mi sentivo Fazio: è andata così, me ne vergogno).
Per un fisico un evento estremamente improbabile è qualcosa che un profano definirebbe impossibile: ad esempio, qual è secondo lei la probabilità di passare attraverso quel muro?
Zero, cioè, è impossibile!
Ecco, per un fisico, magari un po' fondamentalista, non è zero: potrebbe avvenire sfruttando l'effetto tunnel. Solo che per un pezzo d'uomo come lei la probabilità è davvero bassa. E infatti non ci prova nemmeno.
Visto che state cercando la Particella di Dio, non è che sto effetto tunnel spiega la verginità di Maria?
No, troppo improbabile: anche se qui si parla di oggetti piccoli per la vita quotidiana non si tratta comunque di particelle elementari.
Torniamo ai pericoli: bolle di vuoto?
Vede, il nostro universo si è assestato su un livello energetico che per quello che ci riguarda è stabile: nel senso che la situazione è più o meno sempre quella da quando c'è l'uomo, ma anche da molto prima. Chiamiamo "stato di vuoto" questo livello energetico. E' però possibile che esistano altri stati di vuoto, ancora più stabili di quello in cui giace l'universo. Per capirci, chiamiamoli di "supervuoto". Perché l'Universo non vi si assesta? Perché è schermato da una "barriera di potenziale", per superare la quale ci vorrebbe molta energia. Ora, i catastrofisti temono che le densità di energia raggiunte nell'esperimento siano tali da creare, se non uno stato di vuoto in tutto l'universo, una sorta di piccola bolla locale di supervuoto, che potrebbe catalizzare una reazione in cui l'universo tutto si stabilizza nel supervuoto. Chiaro?
Minchia. E cosa succederebbe nel supervuoto?
Tutto, nulla, chissà. Di certo la transizione non sarebbe una crociera, come minimo saremmo tutti annichilati.
Ah. Potremmo passare ai monopoli magnetici, grazie?
Questa è più fantasiosa. Lei sa che quando ha una calamita si presentano sempre un polo nord e un polo sud. E se la spezza in due, ognuno dei due frammenti ripropone i due poli. Giusto?
Giusto.
Un monopolo magnetico è invece un polo nord senza polo sud, o viceversa.
Hegel vaffanculo. Ma il pericolo?
Esistono teorie, estranee al Modello Standard della fisica delle particelle, secondo cui i monopoli potrebbero provocare il decadimento dei protoni e dei neutroni in elettroni, positroni o altro.
E chi se ne frega.
Mica tanto: siccome la materia è fatta di atomi e i nuclei degli atomi sono fatti di protoni e neutroni, la materia verrebbe distrutta. E siamo materia pure noi, e tutta la terra.
Però. Gli stangelets, invece, sono più tranquilli?
Sono analoghi di protoni e neutroni fatti però di quark cosiddetti "strani", più pesanti di quelli ordinari. Se fossero tanti potrebbero raggruparsi in una formazione detta stella strana che potrebbe interagire catastroficamente con la terra.
E infine i buchi neri.
Sì, ma piccoli però. Spauracchio degli anni 70, come le BR, periodicamente ritornano. Ma più piccoli, appunto.
Come le BR.
Già.
Professore, la vedo provato. Le chiedo solo se può spiegarmi l'osteria numero nove.
La servetta fa le prove?
Sì. Non l'ho mai capita.
E' un classico equivoco culturale, dovuto all'urbanizzazione a alla fine della cultura contadina.
Cioè?
Il prosciutto non è (o non ancora) a fette.
Oh, quella volta là ho preso un bosone che sarà stato lungo così, eh, senza esagerare
Con i mocassini mi ci hanno fatto entrare, al night. Night ginevrino, e ho detto tutto. A dire il vero no: non ho detto che, circonfuso di donne, alcool, e rock'n roll, c'era un giovanotto ben piazzato, sicuro di sé, con l'aria di chi ha sbancato ma non è ancora sazio. Mi avvicino, giusto per raccogliere le briciole, presente Lazzaro e il ricco Epulone?
Così ci conosciamo, mi lascia l'e-mail. Manco a dirlo, e-mail del cern. E il login: Verde. Lui, il Fisico Verde, l'uomo che sa tutta la fisica ma non basta, la sa pure raccontare, e non basta mica ancora, perché ci scrive i libri, e con quei libri ci fa la temperatura dell'universo al tempo di formazione del campo di Higgs: miliardi di miliardi di miliardi.
Mi sbraco, è la mia ora. Posso usare il neretto, perdìo, questa è un'intervista.
Prof. Verde. Devo spiegare agli amici cosa sta succendo su all'acceleratore. Le collisioni tra particelle. Finirà il mondo?
Prima o poi sì. Ma non credo che potremo esibirlo quale nostro risultato. Immagini, per esempio, due Suv...
Schizzi di sangue. Pezzi di cervello. Ginocchia girate. Lo so. Sembra una puntata di Mixer. O di Porta a Porta. Ma non provi a fottermi così: non c'entra niente con il Bosone di Higgs. Il Bosone di Higgs non è un costituente della materia. La materia ne è soffusa come lei di fi...sica, ma il bosone è un'altra cosa.
Ci stavo arrivando... I Suv rappresentano due fasci di protoni, sparati ad una velocità prossima a quella della luce. Questo implica che abbiano un'enorme quantità di energia, che liberano sbattendo l'uno contro l'altro.
E fino a qui tutto funziona come per i Suv.
Ma qui l'analogia cessa: mentre l'energia dei Suv, liberandosi, viene utilizzata solo per frantumare le vetture e i passeggeri, l'energia liberata dai protoni può essere impiegata per creare nuove particelle.
Cioè, se due Suv sbattono abbastanza forte, fanno una 500?
Se vuole. Ma noi vogliamo farli sbattere così forte da creare un Tir, un cingolato, un Eurostar, un Boeing: il Bosone di Higgs pesa, immaginiamo, come 170 protoni. Ma questa è solo una stima. Potrebbe pesare molto di più.
Quindi: fate sbattere due protoni (o meglio, tante coppie di protoni) così forte che poi quando andate a vedere cosa è rimasto chiedendovi "dove cazzo sono i due protoni?", scusi eh, lo champagne, trovate un ente estremamente ciccione, il Bosone, la particella di Dio. Giusto?
No, non potremo catturare un Higgs vivo.
Madonna, ma la fisica è strana: quando la capisci, o meglio, quando capisci che in fondo è una cazzata, c'è sempre qualcosa che non torna. Ma Cristo, non volevamo prendere la particella di Dio?
Il problema è che Dio non sta lì a farsi catturare. Piuttosto, decade.
Guardi che non può bestemmiare.
Abiuro.
Vecchio vizio di voi fisici. Ma si può sapere cosa trovate al Cern, se il Bosone vi fa cucù, marrameo, taggiucuntatufatt?
Comiciamo dal principio: arrivano due protoni energetici, sbattono: si formano una coppia di quark (top e antitop) e, rullo di tamburi, lo Higgs. Ma dura poco: decade immediatamente in una coppia di quark bottom e antibottom. Anche il top, nel frattempo, decade, in un bottom e in un bosone W positivamente carico. Il quale decade anche lui, formando, che so, un muone e un neutrino. Anche l'antitop decade come il top, ma i prodotti di decadimento hanno carica elettrica opposta ai prodotti del top.
Alla fine troviamo un sacco di gente: due coppie bottom e antibottom, due muoni, due neutrini. Ci capite qualcosa?
Eccome: questo "raccolto" dei prodotti di decadimento ci dice che deve essere vissuto un Higgs, almeno per breve tempo.
(Ed ora l'asso nella manica): E se per caso nel raccolto si trovasse un buco nero?
...
...
...
Amico, qui stiamo entrando in un campo minato. Non ho nessuna difficoltà a farlo. Ma ho dei principi, io. E nei campi minati entro solo per soldi: tanti tanti soldi.
Come avrete immaginato, la conversazione è finita. La mutua GOD non copre certi extra. Domani provo per altre vie. Abbiamo due giorni.
Se il mondo finisce, noi del blog lo sapremo: appena prima che finisca.
Sottotitolo: Un tempo qui era tutto campo.
Poco da ridere: intanto ieri siamo andati in un night, ma non ci hanno fatto entrare per via degli infradito dei colleghi. E oggi ho guadagnato udienza dal prof. McOheeo, scozzese con la tipica inflessione di Tor de' Schiavi.
E' che ho riscosso un certo credito per via di una peraltro oscura conversazione con un collega pare importante, in sede di catena di montaggio (leggasi: cacciaviti e rivelatori). Riporto la conversazione, nel caso qualcuno me la voglia spiegare:
"A coso, cor cacciavite sei un drago."
"Mi sono specializzato, in Svezia"
"A me ar pieiccddì m'hanno insegnato solo le stringhe"
"Che poi con l'infradito non ti servono a un cazzo".
Risate che percorrono l'LHC come luce di sincrotrone (cos'è? ne parlano tutti, ho portato i rayban e si sono messi a ridere pure lì). Comunque, passa McOheeo, con stile da primario prof. Tersilli, e tutti gli fanno "ce sta uno nuovo, è simpatico, ahò", e il capo mi convoca, per conoscerci, fare due chiacchiere. Manco il tempo di dare un'occhiata al Caforio (Ferilli non lo nomino più, che tutti qui s'ingrifano) ed eccomi nell'ufficio.
"Capo, io amo la fisica. Che poi non è difficile, è come quando rompi l'uovo di Pasqua e guardi cosa c'è dentro. Ci sono i quark. Servono per la cheese cake. Solo che ora non se li incula più nessuno [ho preso lo slang scientifico in una notte sola, notare], probabilmente, come dite voi a Ginevra, hanno rotto er cazzo. Ora c'è la Particella di Dio, il busone."
Fa una faccia concentrata.
"Il parallelo dell'uovo di Pasqua è suggestivo, ma impreciso, temo"
"No, non sono parallele le uova, perché si incontrano, sennò..."
"A parte che le parallele si incontrano sempre, il fatto è che se rompi le uova scopri il contenuto, invece le particelle elementari dovrebbero rappresentare i costituenti delle uova"
"E... adunque?" (Con questo bisogna parlare fine, me sa... anzi... temo).
"Mi permetta un altro esempio: un frontale, tra due Suv"
"...." Comincia bene.
"Se il frontale avviene a bassa velocità i suv si accartocceranno, ma siccome chi guida il suv è in media, come dire, un po'..."
"Un po'... testa di minchia?"
"Ignoro cosa intenda, tuttavia, diciamo che è un po'... esuberante, ecco, la velocità dei suv sarà un po' sostenuta, per cui a seguito dell'impatto troveremo per terra elementi delle carrozzerie, distaccatisi. Se poi la velocità fosse ancora maggiore troveremmo gocce di sangue, brandelli di carne, magari arti staccati. Potremmo inferirne che le vittime constavano di arti, dita, unghie. A velocità ancora più alte potremmo rinvenire frammenti ossei, resti di midollo, cerv.."
"Mi scusi, per dare più oggettività all'argomento potremmo rimanere sulle parti meccaniche, che so, pistoni, puntine, bielle, manovelle..."
"Mi scuserà lei, ma io di meccanica, ehm, diciamo..."
"Non sa un ca.. villo, come tutto ciò che attiene i motori, visto su scala cosmologica, in fondo, è"
"Sia come sia, in fondo il concetto è semplice: più gli oggetti sbattono veloci, più i frammenti sono piccoli. E la fisica delle particelle è interessata ai frammenti ultimi. Per questo facciamo sbattere particelle grandi l'una contro l'altra ad altissima velocità."
"E quindi, la Particella di Dio è la più piccola che c'è, la costituente ultimissima..."
"Dice il Bosone di Higgs? Sta scherzando?"
"Certo che sì, lo so benissimo che la particella di Dio non si trova dentro la materia, bensì... si trova..." (agito le mani)
"Esatto, proprio come dice lei, si trova qui, qua, là, dappertutto. O meglio, dappertutto, nell'Universo, si trova il campo bosonico di Higgs."
"Oddio. Cioè, infatti. E mica da ieri, saranno settimane che l'aria si è fatta pesante..."
"Ammiro la sua voglia di scherzare. Sappiamo benissimo che il campo di Higgs si è formato quando l'Universo, raffreddandosi, raggiunse la temperatura di dieci miliardi di miliardi di miliardi di gradi"
"Intende gradi centigradi o Fahrenheit?" (Eh, voglio mostrare le mie letture: grazie Caforio. E il capo non risponde, mi sa che non lo sa...)
"Circa dieci miliardesimi di miliardesimi di miliardesimi di miliardesimi di secondo dopo il BB"
"Brigitte Bardot o Beatrice Borromeo?"
"?"
"Ma mi scusi, se la particella di Dio non sta dentro le cose, ma tutte le permea, a cosa serve? Voglio dire, è un parabordo, un ammortizzatore..."
"Fa sì che tutti noi possediamo qualcosa che a volte non vorremmo, o vorremmo un po' meno".
"Andreotti? Berlusconi?"
"Peggio: la massa".
Amici godardi, aiutatemi voi: non ho capito se era una gigantesca pigliata per il culo, ma ci proverò stanotte. A domani, almeno tre giorni di mondo sono garantiti.
Ecco, no: al Cern donne zero. Questo per gli altri GOD, che quando ho tirato fuori il fiammiferino corto con la scritta "il volo per Ginevra parte tra due ore" mi hanno detto "ecchecculo, Ginevra, te la sbattono in faccia": fottetevi, tutti e cinque che siete.
Per meglio infiltrarmi passo la notte sull'Assimil di Inglese, mi metto elegante e allego alle mie spoglie i due capisaldi di fisica che ornarono il mio spirito: l'Amaldi e il Caforio-Ferilli. Non so se mi sono capito.
Arrivo Troisiano: "but is it true, that ef equals em ei? And e equals emmecciqquadro?". Solo che al Cern sono tutti de roma: ma mica Piazza Navona, o il Pincio: si parla di Pigneto, Tor Pignattara, Centocelle, Alessandrino: le mejo teste sbocciate sulla Casilina stanno qui.
Ignorando le questioni da me pur così chiaramente poste, mi mettono in mano un cacciavite: "a secco, fatte sti rivelatori che nun me regge la pompa". Non ho capito se si parla di benzina o di Carfagna, ma avvito tutto quello che trovo: siccome di mestiere ho fatto il montatore IKEA (occhio: c'è un errore nelle istruzioni dell'Hopen), la mia prestazione viene apprezzata: "a coso qui je dovemo mette er nome sul papero, tacci sua, cor contribbuto che ccià dato", ed ecco che mi ritrovo con la firma su una dozzina di pubblicazioni scientifiche (assieme ad altri cento, più o meno).
Così m'introduco nell'ambiente dei fisici. E capisco un po' di cose. Cioè, ancora non so dirvi se il 10 settembre il mondo finirà. Qui molti ci sperano ("è l'unico modo de sfilasse Andreotti da li cojoni"). Ma vi prometto che riuscirò a scoprirlo, ho ben cinque giorni scarsi.
Intanto ho capito che la fisica quella che so io, e forse anche voi, cioè vaghe rimembranze da bignami di Caforio-Ferilli, insomma, non voglio dire che siano tutte stronzate, ecco no, però di certo non c'entra molto con quello che facciamo qui. Qui è tutto più semplice.
"Si cciai un ovo de pasqua, e vuoi sapé che cci stà dentro, come fai?"
"Beh, in genere lo rompo"
"E come lo rompi?"
"Non so, coltello, colpo di karate, lo sbatto sul pavimento..."
"E si ce ne hai due e li vuoi rompere in una mossa?"
"...Mmmm... Li sbatto uno contro l'altro..."
"A moré, ma te cciai la fisica ner sangue: è quelo che famo noi. Vuoi vedé li quark? sbatti contro du particelle più grandi, che contengono li quark. Si le particelle infrociano abbastanza forte, se spezzano in tanti quark, e te li acchiappi"
"Ma che quark vogliamo vedere noi, qui, il 10 settembre?"
"Er quark de Piero Angela e de su fijo. Ma ce stai a cojonà? Li quark li amo visti da mò, ce famo la cheese cake"
"E allora scusate, ma cosa cerchiamo?"
"De ppiù: volemo er Bosone de Higgs"
"Busone di X..? X files?"
"A dio Thor der cacciavite, er Bosone di Higgs, la Particella de Dio (OMISSIS)".
Allora io sono arrivato a questa conclusione: al Cern, il 10 settembre, o finirà il mondo, e con esso il governo, o troveranno la Particella di Dio. Ma cosa sia sull'Amaldi non c'è scritto, ho chiesto e non ci ho capito nulla. Stay tuned, a secchi.