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il massiccio Scortichini Guido, l'impalpabile JoMontalban, l'imprevedibile ilgaffeur, lo zombie Stenelo, la spia Mirumir e l'inaggettivabile Dust

Altamante Fruzzetti presenta GOD

Misurati nelle prove del "Cimento godardo":
scaricare l'unico calendario riutilizzabile per almeno quattro anni, scoprire perché Altamante Fruzzetti è l'uomo più intelligente di tutti i tempi, unirsi alla dissennata ricerca dell'uomo sessuale e scartare gli erotici "Regali di Putin"™

Berlusconi: "Rete 4 sul satellite? Un insulto alle nostre radici catodiche" == Sircana, Marrazzo, Gasparri: Gli uomini preferiscono beyond == Contro la rimozione del crocefisso si invoca il sagrato di Stato == La sentenza UE offende le nostre tradizioni. Dobbiamo reagire: appendiamo in aula anche la pizza. == Il Vaticano: "Sentenza miope". L'invisibile legnetto verrà quindi sostituito da una riproduzione 1:1 del Cristo di Arezzo di Cimabue == Berlusconi chiede il rinvio dell'udienza Mediaset perché piove == Barbarie italiane: picchiati in sezione, crocifissi a scuola == Un trans confessa: "Con Casini, e non da solo"

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giovedì, 08 ottobre 2009
Capovolgere il risultato

B. la sta ascoltando in continuazione, malinconico, da ieri sera

Postato da G.O.D. a 08/10/2009 13:20 | link | commenti
musica, news, humour, berlusconi

giovedì, 17 settembre 2009
Who's next - gli obituaries di GOD

Peter, Paul, ...

Postato da G.O.D. a 17/09/2009 10:34 | link | commenti (2)
musica, obituaries

martedì, 11 agosto 2009
Gasgarismi & vodcalizzi

Postato da G.O.D. a 11/08/2009 16:13 | link | commenti (5)
musica, economia, attualità, che cazzo dice, faschifo, perché non si sa mai, sistavapegghioquando sistavapegg, humour involontary, pag 666 di godvideo

giovedì, 02 luglio 2009
Vieni nella mia tinozza

È meglio piangere in Jaguar che nel metrò.
Pierre Doris

Postato da G.O.D. a 02/07/2009 12:08 | link | commenti
pensieri, viaggi, musica, sesso, crisi, che cazzo dice, humour fou, godsgods, lo sconsumato

domenica, 28 giugno 2009
Todo sobre las rubias del caballero

Perché se c'è qualcuno che fa un grosso sacrificio a ripresentarsi come candidato, sono io. È un enorme sacrificio, per me. È un enorme sacrificio! Perché tutto in me dal punto di vista mio, personale e privato, mi spingerebbe a dire: "Si accomodi un altro". È un enorme, enorme, ENORME sacrificio.
Mosca, 29 agosto 2005: Silvio Berlusconi alla stampa durante una visita all'amico Vladimir Putin.

Postato da G.O.D. a 28/06/2009 19:28 | link | commenti (1)
musica, sesso, berlusconi, che cazzo dice, puttanopoli, s-fascio, faschifo

venerdì, 26 giugno 2009
La morte è un thriller

Michael Jackson è morto stroncato da arresto cardiaco

La notizia sui siti americani dopo il ricovero d'urgenza del cantante. Il malore mentre si trovava nella sua residenza di Los Angeles. I medici: "Non respirava più". Tre mesi fa l'annuncio di una serie di concerti a Londra, a luglio. Alla conferenza stampa aveva detto: "E' la mia ultima chiamata sul palco"
(Fonte: repubblica.it [al momento per tutti gli altri siti starebbe in ospedale, ma si sa che "Repubblica" è un  giornale che mette in giro solo notizie pessimistiche])

Polso assente, cuore fermo. Se le condizioni non cambiano, quest’uomo è morto.
Sagace diagnosi dell’ispettore Sidney Wang (Peter Sellers) in Invito a cena con delitto (Murder by Death, 1976) di Robert Moore.

Le creature della notte chiamano
E i morti camminano, macabra danza.
Stavolta non si sfugge alle fauci dell’alieno.
Sono spalancate.
È la fine della tua vita.

Son venuti a prenderti, demoni accorrono da ogni parte.
Ti possiederanno a meno di cambiare il tuo numero di telefono.
Ora è il momento di abbracciarci stretti.
Per tutta la notte ti salverò dal terrore sullo schermo.
Ti farò vedere.
Michael (Michael Jackson) nel videoclip Thriller (John Landis, 1983). (Ma poi perché cambiar numero di telefono dovrebbe salvarci dai demoni?)

Siccome non siamo riusciti a trovare nessun video di Michael Jackson embeddable, riproponiamo questa dignitosissima imitazione nostrana.

Postato da G.O.D. a 26/06/2009 00:27 | link | commenti
musica, news, attualità, obituaries, che cazzo dice, housezombies, che cazzo dico, noi lo avevamo detto, nun fa ride

lunedì, 15 giugno 2009
All'anima

Ho fatto il test "Che torre pendente sei?" e la risposta è "La torre di Pisa".
Dalla pagina fb dell' On. Min. A. Fruzzetti.


Bar Settimiano, esterno giorno.

GOD1: Questa m'era sfuggita.



Peccato che il filmato ce lo siamo già bruciati, perché la prima cosa che mi viene in mente è lui che manda a fare in culo i turisti tedeschi.
(E già che ci sono, ne approfitto per sputtanarmi definitivamente, confessandovi che per me il più grande attore di tutti i tempi è proprio lui.)

Niinetto er barista:
ma chi sarebbe quella che fa il saluto fassista?

GOD2:
La signora M.V. Brambilla, che già in precedenza aveva rilevato: "I nostri avversari si sono ridotti a misurare l’angolazione del mio gomito quando saluto i cittadini o a calcolare l’altezza delle mie braccia".
Si capisce™ che è solo una questione di angolazione.

Niinetto: Ah! Quella di Magic Italy!

GOD3: Quella che fa le ronde notturne. Come un faro nella notte. Più che una certezza, una sicurezza.

GOD4: La lucciola preferita dei turisti. A volte ritornano.

GOD5: I turisti?

GOD4: No, 'fanculo i turisti. Le lucciole.

Niinetto: Ostia!

GOD1:
Infatti anche quella del saluto romano può essere una questione molare.
Sospetto sia una leggenda, ma pare che all'inizio del ventennio (l'altro, non questo), mio nonno fosse stato condannato a soli 5 anni di galera, per motivi politici. Ma la Corte gliene avrebbe appioppati altri 10, all'ultimo momento, per vilipendio. L'avvocato insisteva perché lui facesse il saluto romano ai magistrati. E riuscì a vincere la ritrosia di mio nonno, il quale temeva che la Corte non apprezzasse il vero saluto romano.



(Ma ripeto: pare che le cose in realtà siano andate diversamente.)
(E poi dicono che la Turchia nun rimane in Europa.)

Niinetto: In Turchia intanto sono vietate le processioni religiose in strada mentre in italia, a Pisa, si mette la multa a chi non espone il lumino alla finestra al passaggio del "santo" loro. un San Carciofone qualsiasi di quegli idolatri là.
500 neuri la multa, eh.


GOD1: S'è magnati tutti i ceri / Taccitu e de san Ranieri.

GOD6: Questa invece era sfuggita a me. Bianchinerituttiuguali.

GOD3: Magari ce lo meritassimo ancora, Alberto Sordi.
Sarebbe da inventare un nuovo tag "indignazzione tardiva".

GOD7: Poi personalmente san Ranieri lo odio. Intendiamoci: la prima volta è uno spettacolo. Il massimo è alle 4 di notte, fare i lungarni in bici, ti tocca perché tutti dormono dopo aver trombato, tu non puoi se per esempio la partner ti spiega che lei ha problemi di sonno, si è messa i tappi per le orecchie, una specie di turbante, doppie calze, triplo pigiama: e dice che se vuoi puoi dormire nell'anticamera. Ma tu sei fiero e dici ma me ne torno nella mia stanza doppia, mi fermo un attimo alla fontana a bere e poi vado su per i lungarni, che vuoi che sia, anzi, a me piace molto di più così.
E già che ci sono mi godo Pisa di notte, che è il massimo perché non c'è nessuno, nessuno, nessuno neanche la sera della festa. Le candele bruciano ormai alla cazzo di cane, senza rispettare nessun progetto geometrico, ed è ancora più bello, perché sa di Monet, ma non Claude, un Monet diverso, un Monet alla cazzo di cane, guardarle, le candele, riflesse sull'arno, che è un fiume che fa veramente schifo a tutti tranne stanotte in cui a te, e solo a te perché non c'è nessun altro, non fa schifo. Quelli sono i momenti di cui ho nostalgia massima, personalmente.

GOD1
: Personalmente la nostalgia / Taccitu e de tu' zia.

Postato da G.O.D. a 15/06/2009 14:37 | link | commenti (5)
musica, immagini, cinema, sesso, le parole per male dirlo, storie damore, che cazzo dice, humour fou, s-fascio, che cazzo dico, meglio 50 giorni da godardi, hai la face come il book, altamante fruzzetti, sistavameglioquandosistavameglio, morte del testo lungo, faschifo, sistavapegghioquando sistavapegg, io bene e voi , troppo autoreferenziale, indignazzione tardiva

lunedì, 08 giugno 2009
Dal tramonto all'alba

I (20.00-22.30) — IL FIUME ROSSO E L'USCITA POSTERIORE

I Tempi moderni coltivavano il sogno di un’umanità che, divisa in varie civiltà separate, avrebbe trovato un giorno l’unità e con essa la pace eterna. Oggi, la storia del pianeta è giunta a costituire un tutto indivisibile, ma ciò che realizza e assicura quest’unità così a lungo sognata è, ambulante e perpetua, la guerra.
L’unità dell’umanità significa: non c’è possibilità di fuga, in nessun posto e per nessuno.

Milan Kundera, L’Arte del romanzo.


Gin outlet + Schweppes light, limone finito, niente fettina, due gocce di concentrato basteranno. Televisore acceso su canale di Stato francese, il cui processo di autononomia dal potere, ufficialmente avviato il 31 dicembre 1974, è stato arrestato qualche mese fa grazie a una riforma dell'audiovisivo applaudita da tutti. Ora la televisione è tornata a essere quella pre-'68: come fosse la RAI, di niente, di meno. Stasera Brice Hortefeux gongola. Penso che l'unica ragion d'essere al Governo di questo sinistro personaggio era garantire l'anello mancante tra Sarkozy e il Fronte Nazionale, nel 2012: just in (suit)case. (Ma non "full of blues", purtroppo.) Ora il Presidente non ha più bisogno di lui. Sono consolazioni.
Figlia7 intanto cerca di controllare una mandria di cavalli in fuga: devono attraversare il fiume che separa il salone dalla cucina. La guardo come fosse Monty Clift in un ultimo spettacolo: "Take 'em to Missouri, Matt". (Sì, orsopio, mo' non cominciare: lo so che nella realtà, ossia al cinema Royal, erano 8000 buoi, ma tu zitto e mosca, altrimenti mi invade la casa di playmobil.)
Ma sì, spegniamo la caja tonta. Andiamo in cucina. Uova, parmigiano, pepe da una parte. Pancetta (ma anche cipolla e vino bianco, sì sì, è la morte sua) dall'altra.
Mentre mangiamo la carbonara, decido che è giunta l'ora di mostrarle la seconda parte di quel film. Io avevo nove anni, quando lo vidi la prima volta. All'epoca, quando un film mi piaceva, tornavo a guardarlo. Quello lo vidi almeno 10 volte, in un solo mese. La prossima volta le farò vedere "Il fiume rosso".
Arrivano le 22.00. Domani c'è scuola. Dovrebbe andare a letto. Ma non si può. A quel punto del film bisogna andare avanti per forza. Yahoo. Volume a manetta, finestre aperte, nessun vicino protesta. Ci alziamo e ci mettiamo a ballare, è la prima volta che lo vede, ma i gesti sono precisi, giusti: come se lo conoscesse a memoria. Sembra Joliet Jake: stessa leggerezza, stessa grazia, mentre cheek to cheek ci buttiamo saltellanti nella fossa dei leoni, dal podio alla rampa, in quel R'n'B, in realtà un tango camuffato, che infatti inizialmente pare fosse un ballo per soli uomini. Come faccia a conoscere i passi è un mistero. Deve essere un fatto ereditario, non c'è altra spiegazione.
Fino al minuto 5'36''. A partire da lì, il filmato è per soli adulti.



Visto? Bene. Ora: lavati i denti, spazzolali bene, ovunque, almeno due minuti, attenta che se bari me ne accorgo, sai, anche quando sono in cucina a lavare i piatti collosi di carbonara io ti vedo, ho un terzo occhio dietro la testa, io, come Peter Lorre. No, niente, lascia perdere, sbrigati, chi era Peter Lorre te lo spiego un'altra volta. Su, dai pigiama, a letto, presto. Dice "Scosta un attimo la tenda". Io "No, è ora di dormire e basta, domani c'è scuola". Lei: "Ti prego, un attimo solo, unattimosolounattimosolounattimosolounattimosolounattimosolo". Io scosto, e guardandola esasperato: "E allora?". "C'è ancora luce: è proprio estate!"

Non si è neppure addormentata che squilla il telefono. Un amico che fa il matematico nel deserto di Sonora. Non riceve la tv italiana, e non ha internet. Mi chiede dei risultati. "Non li conosco, e non me ne frega assolutamente nulla. Cosa? Eh? Parla più forte, c'è il vento che fischia nella cornetta. Eh? iesuichen? No no, guarda, non possumus proprio, ma manco per niente. Piuttosto six and three is nine, nine and nine is eighteen, gli altri calcoletti elettorali fatteli da solo e poi buttati nel Rio Grande."

II (08.00) — COME SE L'AVESSI LETTA E HO UN ALTRO PROGETTO

— Vorrei fare un gran colpo, e poi ritirarmi.
— Ritirarsi? E dove?
Pike Bishop (William Holden) e Dutch Engstrom (Ernest Borgnine) ne Il mucchio selvaggio (Sam Peckinpah, 1969).

Lei intontita dal sonno mangia biscottini davanti a "Dora l'esploratrice". È un cartone animato senza ubi consistam, se non la vaga intenzione di iniziare alla lingua inglese. A tre anni, lo guardava con passione. A quattro, ha iniziato a insultare Dora e i suoi amichetti ad alta voce. A partire dai cinque anni, lo guarda con un occhio solo, muta e con una smorfia sprezzante stampata sul volto. Dora pensa forse "non mi tenere il broncio", mentre dice sempre e soltanto la stessa frase, da almeno quattro anni: "letzgo". Non l'ho mai sentita pronunciare un'altra parola di inglese. Bevo il caffè scorrendo i siti d'informazione, e mi dico che forse dovrei scrivere agli sceneggiatori, per suggerire un'innovazione, mica si può andare avanti per anni con "letzgo". E poi per andare dove, questo penso mentre guardo le foto di una ripugnante cozza che all'anagrafe denuncia diciotto anni, ma io lo so benissimo che è un lifting, che in realtà quella non è sua figlia ma sua nonna, ritoccata dalla plastica playmobil. Allora appena ho il tempo, scrivo agli sceneggiatori di "Dora l'esploratrice", cerco di farli ragionare: tenuto conto che a) non c'è più nulla da esplorare, gli antropologi lo sanno da più di mezzo secolo, che i Tropici sono tristi; b) Dora è in missione per conto di Dio, ossia insegnare ai mocciosi l'inglish, provino a infilarle in bocca un bel: "Dear World, I am leaving because I am bored. I feel I have lived long enough. I am leaving you with your worries in this sweet cesspool. Good luck". Distinti saluti.
Bastano i titoli dei giornali, e le foto pornoelettorali. Via dalla pazze folli, andiamo su youtube. Su youtube c'è il canale di
giuliodavid. Il migliore (assieme al mio, eh, che cazzo): Bene, Pietrangeli, Godard, Bergman, Fellini, Antonioni, Renoir, Sordi, Volonté, Guzzanti: di tutto, di più. Un anno fa, quando ero ancora molto maldestro, cliccai inavvertitamente su "contenuto offensivo", credo fosse in quella scena in cui lui dice: "Non sono d'accordo: andiamocene via". Gli scrissi scusandomi, lui Tranquillo, la RAI mi ha già chiuso il canale una volta, ormai sono abituato. Poi: Ma sei francese o italiano? Io: Italiano, purtroppo. Lui: Mi piace quel purtroppo.
Stamattina il mio canale mi avverte che giuliodavid ha messo su un film minore, bello solo a tratti. Ma questo, nella sua ovvia banalità, oggi direi che "ci sta".



08.25. È ora di andare a scuola. Ci incamminiamo come due zombi. Poi a un certo punto io comincio a canticchiarle all'orecchio: "Come on... baby don't you wanna go... back to that same old place... sweet home Chicago...". Lei non batte ciglio, una maschera di cera assonnata e con lo sguardo fisso sul marciapiede davanti. Ci riprovo: "Hidehidehidehi...". Le punto il dito addosso. Niente. Come onomatopare a un muro. "Hodehodehodeho." Peggio che andar di notte, l'inverno. "Hedehedehedehe." E lì, improvvisamente, spunta un mezzo sorriso. Poi si volta, e il mezzo diventa pieno, dentini compresi e forniti dalla ditta. Solitamente, quando arriviamo davanti al portone della scuola, lei scappa dentro tutta contenta, senza neppure salutarmi. Questo non lo ha preso da me. Andare all'asilo dall'età di nove mesi ti aiuta a sorridere al mondo, là fuori. Ma stavolta si ferma sulla soglia, si volta e mi dà un bel bacino.

Scusate, non abbasso perché mi piace troppo, eh? Volume a manetta, è vero che questa canzone è proprio bella bella bella.

Postato da G.O.D. a 08/06/2009 10:50 | link | commenti (7)
musica, politica, cinema, europee 2009, stentube, nun fa ride, morte del testo lungo, settemani

sabato, 06 giugno 2009
Where have all the CDs gone ? They are all in Amazon

Sapevo che era successo, ma solo oggi, davanti alle vetrine vuote e alle serrande calate ho realizzato che ha chiuso Nannucci.
Se avessi un euro per tutte le volte che ho nominato quel negozio di dischi acquattato vicino a via Rizzoli potrei recuperare almeno una parte dei soldi che ci ho speso, prima in LP e poi in CD. Be', non tutti gli LP li ho pagati molto: mi ricordo di aver acquistato "Strange days" dei Doors per 990 lire. E all'inizio dei '70 i controlli interni al negozio lasciavano parecchio a desiderare, non so se mi spiego.

Ormai il centro di Bologna ha pochi negozi di dischi: Ricordi, che quanto ad assortimento di jazz è piuttosto scadente, il Disco d'oro e qualcuno molto specializzato come Bongiovanni (classica, lirica. Una volta vendeva anche ottimo jazz).
Poi ci sono le sezioni musicali tristi e anonime dei centri commerciali. A volte, scavando fra le offerte, trovi qualcosa di buono allo stesso prezzo della pura merda che lo circonda e lo acchiappi contento come se avessi portato via a un rigattiere un Picasso a dieci euro. Oppure ti fermi a una stazione di servizio e scopri, in una polverosa colonnina girevole, "Black Light" dei Calexico. Come cazzo ci è finito ? Mette tristezza, vederlo che si patina di fumi di benzina e si torce al sole. Provi subdolamente a consigliarlo a chi ti accompagna, ma niente. Vien voglia di ricomprarlo solo per portarlo via di lì.

Postato da G.O.D. a 06/06/2009 18:20 | link | commenti (1)
musica, vita

domenica, 31 maggio 2009
L'ultimo gioco in città

XIX — JELLYFISH

Non mi ricordo di ieri. Oggi pioveva.
Joseph Turner (Robert Redford) ne I tre giorni del Condor (Sydney Pollack, 1975).


Questa casa è un garage Olimpo! Ma in un altro appartamento si impicca quel che quassù (o laggiù?) chiamano la "crémaillère", termine intraducibile, lì (o qui?).
Ma in questa camera con tuffo manca il titolo di un film. Forse lo si nota di più guardandone altri. Dicci come si chiama, vinci tre fiammiferi made in Los Teques (o Marienbad?)



P.S.: Ti ricordiamo che le regole de L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ™ sono depositate presso gli eredi del notaio Altamante Fruzzetti e possono essere consultate qui. Se non ti piace la medusa in piscina, chiedi asilo alla Gorgone nel labirinto.

Attenzione: la partita si è conclusa sull'altro tavolo da gioco domenica 31 maggio alle 22.13. Il film invisibile era Vengeance (Johnnie To, 2009). Quando abbiamo preparato il filmato non lo avevamo neppure visto, sapevamo solo che era un film con Johnny Hallyday. L'abbiamo visto pochi giorni fa.

Il film racconta l'incontro tra Johnny e due dei killers (tanto per restare al bar Hué Ming-wai) della banda di The Mission: il ciccio che pensa solo a magnare (a destra in piscina) e l'eurasiatico silenzioso e vaiolato (quello che si becca il fiammifero nella sigaretta), due tra le meglio facce da poker di tutta la storia del cinema (non che il cinema abbia una storia, perlatro). Johnny ha un problema. Prima si chiamava Frank Costello e faceva il samurai. Poi si beccò una bullet nella head, e da allora si ritrova con letteralmente con una spada di Damocle sulla testa, come Lara Croft in Tomb Raider 2 o 3, non ricordiamo. Ora si chiama Francis Costello, e sa che prima o poi non ricorderà più nulla, e allora calerà la notte e lui dormirà in silenzio, e nel sonno si metterà in posizione di tiro. Dimenticando persino perché vuole vendicarsi, e di chi. E poi nei film di To piove sempre. Perché a To piace da matti mostrare strade piene di ombrelli. Esergo di GOD. Allora si segna tutto, come in Memento. Sulla pistola, traccia con il pennarello indelebile (quello che uso per scrivere i titoli dei film sui dvd) il nome di George Fung. Ma se Fung non indossa sempre lo stesso cappotto, lui non lo riconosce. Forse. Forse basta una faccina autoadesiva, come con The Comedian o nei messaggini predefiniti. Esergo su ealcinemavaccitu. Il vincitore è il solito ignoto. Gli abbiamo appena dedicato un omaggio nella nostra pagina di facciabucio.
Omaggio ad afasol, vincitore del quiz domenicale. Non riesco quasi mai a fregarlo. La musica di "Election" 1 e 2, regia di Johnnie To, l'angelo. Le immagini non c'entrano un vermicello secco.


La prossima sfida si terrà domenica 7 maggio. Segnatevelo sulla pistola.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA
afasol: 14 fiammiferi made in Hong Kong, France.
arcomanno : 11 fiammiferi made in Hong Kong, France.
bianca: 3 fiammiferi made in Hong Kong, France.
YagaBaba: 3 fiammiferi made in Hong Kong, France.
gegio: 3 fiammiferi made in Hong Kong, France.
maxeramax:
fiammiferi made in Hong Kong, France.

Postato da G.O.D. a 31/05/2009 10:58 | link | commenti (5)
musica, unico gioco in città, godsgods, funesgod, stentube, montaggino mio

mercoledì, 20 maggio 2009
Prima o poi lo abbiamo detto tutti: E se mettessimo su un giornale?

Oggi Stanley Kubrick è morto e io non mi sento tanto bene.
In realtà è morto più di dieci anni fa, ma l'errore mi ispira un progetto editoriale molto redditizio. Mettiamo su un giornale che porti la data giusta, ma presentiamo notizie del passato, date presentate e commentate come se il fatto fosse contemporaneo. Qualche esempio:
— CORRE PER CHILOMETRI E MUORE ALLA META — "Da Maratona ad Atene sola andata" — Il medico della delegazione persiana: "tracce sospette all'antidoping": ed è subito polemica. — La madre di Fidippide in lacrime: "Me l'hanno rovinato!" — Il record in discussione alla commissione Guinness: mancava il notaio — Foto esclusive.
— LA FOLLA PREMIA UN LADRO DI POLLI E METTE IN CROCE UN POVERO CRISTO! — Un suo amico dichiara: "Non l'ho mai visto, non so chi sia, sono solo un onesto lavoratore" — La madre di Gesù affranta dal dolore accusa: "Era tanto un bravo ragazzo, guardate come me l'hanno conciato" — Infuria la polemica: la crocifissione, una pedagogia antiquata? — Foto shock!
— GOSSIP DEL GIORNO: Enrico IV e Matilde di Canossa : Amore sincero o invenzione giornalistica? — Il nostro reporter sotto le lenzuola!
— IN CULTURA: Il nuovo libro di Stevenson divide la critica — Jekyll e Hyde: una metafora della condizione umana? — Ma la comunità scientifica mette all'indice il romanzo: "Del tutto inverosimile, basato su presupposti infondati".
— La ditta Hermes presenta la sella del futuro: cuoio ricoperto di strass, briglie di pizzo, design anticonformista: il cavallo è femmina. Divampa la polemica sui limiti di velocità.

Eccetera. In fondo pare che in Argentina, ogni volta che trasmettono Gardel, la gente dica: "canta meglio ogni giorno che passa" o addirittura, variante ancor più didascalica: "Oggi Gardel canta meglio di ieri".
Il titolo del giornale: "L'ETERNO RITORNO": troppo scontato? Magari con un sottotitolo sobrio, tipo "Quotidiano d'informazione e d'attualità". Ma se preferite continuare a sorbirvi le dichiarazioni di La Russa e Maroni, liberi voi.

Postato da G.O.D. a 20/05/2009 12:48 | link | commenti (2)
musica, humour, godsgods, funesgod, che cazzo dico, io bene e voi , troppo autoreferenziale, i post che non si devono postare, settemani

martedì, 19 maggio 2009
Plèibòi

Postato da G.O.D. a 19/05/2009 14:58 | link | commenti
musica, amore, vita, , storie damore, godsgods, sistavameglioquandosistavameglio, sistavapegghioquando sistavapegg

sabato, 16 maggio 2009
8 secondi, ovvero Stella, stellina

Ora preferisco raccontar delle storielle.
Ne racconterò di tali che quelli torneranno apposta, per accopparmi, dai quattro venti.
Allora la sarà finita e ne sarò arcicontento.

Louis-Ferdinand Céline, Morte a credito, 1936.

I
n tutta Italia c'era un'unica persona convinta che il Governo Prodi avrebbe tenuto un'intera legislatura: Prodi.
Io che il Governo sarebbe caduto l'ho capito l'indomani delle elezioni, quando qualcuno mi svegliò con una telefonata, per comunicarmi che "avevamo vinto": grazie agli elettori residenti all'estero. Un ennesimo, inutile risveglio. Per avere notizie di
quelli che vivono altrove, e che vogliono dirci che c'è qualcosa di nuovo oggi nell'AIRE.
E glielo dissero subito, e glielo ripetevano, almeno due volte alla settimana. Lui non ascoltava mai. Voltava le spalle e tornava a "lavorare", perché Prodi è un vero lavoratore, e ha il senso del dovere e dello Stato, non può perder tempo a sentire stupide battute.
Dimenticò di segnarsi su un pizzino "ricordati che devi morire", e allora non ci restò che piangere, altro che battute da bagaglino o da God. Prodi aveva un solo compito da svolgere, durante la sua seconda, inutile presenza a Palazzo Chigi: cadere bene. Saper celebrare il seppuku al momento giusto, essere il Mishima della politica italiana. Oggi, ne sono quasi sicuro, ci troveremmo in un'altra realtà. Bastava poco: impuntarsi su un punto del programma elettorale, un punto magari minore ma popolare, sapendo di avere probabilmente con sé la maggioranza del Paese, ma certamente la minoranza nelle Camere. I Dico, per dirne uno.
Ma Prodi non è Mishima, è uno che passa il tempo a lavorare: davanti alle finestre aperte, come Pinelli. E il Governo fu defenestrato perché Prodi si era dimenticato di fare una telefonata, no, meglio, una telefonatina (o magari addirittura il messaggino predefinito "doveseicosafai?") a un tappetto di Ceppalonia. (Ricordo ancora, quel giorno madrileno in cui lessi la composizione del Governo, ed ero furioso. Tra le altre cose che urlai, lasciando i churros a poltrire nella cioccolata: pur ammettendo che purtroppo, considerati i numeri della maggioranza, con la sua pugnetta di voti quel "giornalista" è determinante, sì, insomma, capisco tutto, ma addirittura il Ministero della Giustizia?!)
Poi un giorno Clemente Mastella decise di ritirare l'appoggio esterno al Governo. E disse che il suo gesto non lo avrebbe spiegato alle Camere, ma in sede più appropriata. Ossia alla televisione.
E così il Governo cadde a "Porta a Porta". Cinque milioni di italiani e i destini del Paese appesi alle sue labbra. E lui parla, parla. Della moglie. Del figlio. Della suocera. Del cognato. Delle zie. Della mamma. Dei
cugini di secondo grado.

Quella sera, prima di andare a dormire, spedii una ninnananna a un cugino di primo grado:

Mastella mastellina
la notte si avvicina:
la fiamma tricolore balla,
La Russa è nella stalla.
La Russa e Schifani,
Calderoli e Tajani,
Berlusconi cogl'italiani,
la mamma coi bambini.
Ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna.

E appena prima avevo scritto a un piccolo giornale locale, con il quale collaboravo sporadicamente. Tanto poco importa la maggiore o minore notorietà delle testate, ormai piccoli e grandi giornali sono tutti altrettante macchine celibi, che come in una
greve notte d’estate del 1924, ballano al suono di Valencia o di Tea for Two, passeggiano, fanno il bagno nella piscina, "come villeggianti sistemati da molti giorni a Los Teques o a Marienbad". A giocare con qualche fiammifero, in un'autorappresentazione rotatoria, in una recita senza spettatori, a parte qualche naufrago casuale.

E siccome non sapevo quale battuta improvvisare, scelsi di fare come l’attore brechtiano, che "dovrebbe mostrare piuttosto cosa è la verità: citare".

Nella vecchia Inghilterra la punizione per un traditore era la decapitazione. Dopo l’esecuzione tiravano su la testa tagliata per i capelli: non, come molti pensano, per farla vedere alla gente, ma affinché la testa vedesse la gente, perché la coscienza dura altri 8 secondi.
L’agente speciale dell’FBI Alexander Mahone (William Fichtner) al collega e traditore Wheeler (Jason Davis) nella serie televisiva creata da Paul Scheuring Prison Break (stagione II, episodio 20: “Panama”, 2007).

Lo pubblicarono. Ma in una pagina che parlava della Borsa. I mezzi di comunicazione tutti, blog compresi, e la classe politica tutta, almeno quella che siede ora sulle poltrone delle Camere e di "Porta a Porta", avevano deciso che il Governo non lo aveva fatto cadere Mastella. Lo avevano fatto cadere "le sinistre". Il problema dell'Italia era la sinistra. E ora la nostra gloriosa democrazia era pronta, finalmente, a compiere il grande passo, il salto in avanti verso la maturità definitiva: liberarsi in saecula saeculorum della sinistra, cancellarla forever and ever and ever dal panorama della politica italiana. Come nelle fotografie della dittatura sovietica.
E ora che ci siamo riusciti, ci sentiamo tutti molto meglio, e guardiamo al futuro con fiducia e speranza, sorridenti viaggiatori nella lunga, interminabile notte del grande e strano spazioazzurro.

MONSIEUR DUCON: Che peccato. Nutrivo molte speranze, in quel ragazzo.
MADAME LABEUVE: Non potevamo mica sapere che era pazzo.
MONSIEUR DUCON: Ha vissuto in un ambiente marcio. Il suo talento non lo ha salvato. La buona sorte è venuta troppo tardi, per lui.
MADAME LABEUVE: Fortuna che ha potuto invocare la follia, al processo.
MONSIEUR DUCON: Fortuna soprattutto che possiamo continuare lo spettacolo senza di lui.
Jean-Patrick Manchette, brano della sceneggiatura Mésaventures et décomposition de la compagnie de la danse de mort, scritta nel 1968 e mai girata.


Titoli di coda del film "Too Late Crocodile" con credits, ringraziamenti e buonanotte ai suonatori in una singola playlist youtube.

Postato da G.O.D. a 16/05/2009 14:17 | link | commenti (7)
musica, politica, riflessioni, televisione, morte, berlusconi, signore dimmi perché, che te lo dico a fare, s-fascio, funesgod, il riconformista, meglio 50 giorni da godardi, noi lo avevamo detto, nun fa ride, sistavameglioquandosistavameglio, morte del testo lungo, i post che non si devono postare, settemani

giovedì, 07 maggio 2009
Godiving for pearls

Il mio amico Hayao Yamaneko ha trovato una soluzione: se le immagini del presente non cambiano, allora si cambiano le immagini del passato.
Voce narrante in Bez solntsa — Sunless — Sans soleil (Chris Marker, 1983).



Fotogramma del film preso dal mare di perle http://unpalombaro.tumblr.com/.

Dopo il continua a leggere, ti aspetta un'altra perla. Oggi God è generoso, approfittane.

Postato da G.O.D. a 07/05/2009 16:26 | link | commenti (2)
musica, immagini, riflessioni, cinema, cinema autarchico, prenditi un gachet, un giorno da god, godsgods, sistavameglioquandosistavameglio

sabato, 28 marzo 2009
Una playlist dal Bada Bing!

All’Inferno fa caldo. E nessuno lo ha mai messo in discussione.
Paulie Gualtieri detto “Walnuts” (Tony Sirico) nella serie televisiva creata da David Chase I Soprano (seconda stagione, episodio 9: “Incubi d’inferno”, 2000).

È la miglior serie televisiva degli ultimi quindici anni, "end of the story" direbbe Tony Soprano. I titoli di coda di (quasi) tutti gli 86 episodi comportano una colonna sonora diversa. Le abbiamo trovate (quasi) tutte. Fatevi avanti, ce n'è per (quasi) tutti, persino per i fan di Bocelli e Jovanotti.

Postato da G.O.D. a 28/03/2009 12:25 | link | commenti
musica, televisione, politically scorrett, godsgods

venerdì, 27 marzo 2009
E ne siamo pure orgogliosi, pendejo!

Ma gli italiani non hanno gli occhi bendati, vedono che mentre noi andiamo avanti voi proseguite con la testa voltata all'indietro.
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio della Repubblica italiana al 1° Congresso nazionale del Popolo della libertà, 27 marzo 2009.

Noi tedeschi abbiamo dei problemi con le nostre “storie”. L’ostacolo vero è la nostra “Storia”. Il 1945, anno zero della Germania, ha cancellato molto, ha creato una voragine nella capacità di ricordo della gente. Un intero popolo – come afferma Mitscherlich – “è diventato incapace di essere in lutto”, il che significa “incapace di raccontare”.
Il regista Edgar Reitz.

[…] e poi Lima fece un'affermazione misteriosa. Secondo lui, gli attuali realvisceralisti camminavano all'indietro. Come all'indietro? domandai.
— Di spalle, guardando un punto ma allontanandosene, in linea retta verso l'ignoto.
Roberto Bolaño, I detective selvaggi, traduzione di Maria Nicola, Sellerio Editore, Palermo 2003, p. 21.

Postato da G.O.D. a 27/03/2009 20:19 | link | commenti
pensieri, musica, libri, attualità, berlusconi, che cazzo dice, godsgods, s-fascio

sabato, 14 marzo 2009
Vertige de la mort

ALAIN BASHUNG, 01/12/1947 - 14/03/2009

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musica, obituaries

martedì, 10 marzo 2009
L'homme. Ce soir

Riceviamo da un anonimo e visto che non c'è altro pubblichiamo. Anzi no, rilanciamo pure: se qualche gentile lettore dispone di una delle due versioni del brano di cui si narra, è pregato di mettersi in contatto con noi.

Cari God,

noto che spesso parlate dell'uomo sessuale, di uomini sessuali, talora anche di uomi sessuali. Potrà forse interessarvi che "l'uomo sessuale" è il titolo di una hit immortale (per forza: è una canzone e non un essere vivente) degli anni Ottanta.

L'ho scritta io. Mica da solo: eravamo in quattro (io, l'etrusco, martello e il santo). eravamo eccezionali e in città tutti lo sapevano: L'etrusco e martello erano chitarristi di chiara fame (ma d'estate suonavano alle crociate e tornavano dicendo che avevano scopato, noi li guardavamo con invidia ma era un'invidia simulata perché nessuno ci credeva e infatti era certamente falso); il santo era piccoletto e ticcio conciosiacosaché era un mostro in tutti gli sport, compresa la formula uno che si ostinava a praticare sulla litoranea cagionando gioia in famiglia quando arrivavano le multe.
E io? Io lo si scoprirà solo leggendo.

Postato da G.O.D. a 10/03/2009 10:55 | link | commenti (6)
musica, racconti, sesso, queste incredibili storie vere, meglio 50 giorni da godardi, uomo sessuale, sistavameglioquandosistavameglio

lunedì, 09 marzo 2009
Polvere di stelle: just whistle

Si cambia musica: nella nuova playlist non perdetevi la rarissima interpretazione di Stardust, cantata dal suo stesso autore, Hoagy Carmichael. Uno standard di cui esistono centinaia di versioni (io ne possiedo almeno trenta), ma lui la canta meglio di tutti, ossia di malavoglia, a un certo punto la butta sul fischiettìo, tanto sono solo canzonette e la classe non è acqua: either you have it, either you don't.

Postato da G.O.D. a 09/03/2009 12:11 | link | commenti (10)
musica, amore, cinema, godsgods

sabato, 07 marzo 2009
Sentimental tarzanel

BLONDES : Plus chaudes que les brunes (v. brunes).
Gustave Flaubert, Dictionnaire des idées reçues.

Ma poi dice che gli piacerebbe fare sesso con le francesi, anche se è un po' preoccupato, perché insomma i francesi non hanno il bidé in casa. "Eh già, vecchio problema" faccio io, "ma cosa c'entra il cesso col sesso?" (e abbandono subito la prospettiva di una lunga discussione sulle contraddizioni antropologiche: il bidet, termine francese, che si trova solo nelle case italiane, mentre in quelle francesi il cesso è in un bugigattolo, tutta la cultura borghese punitiva in quel laico redimere i propri peccati scaricandoli nello sciacquone; ma lasciamo perdere, lasciamo). "Sì, insomma, perché solitamente prima ci si lava." "Ah sì, cioè una dice sul più bello Aspetta che mi lavo?" "Ma no, che c'entra, è che in Italia quasi sempre [mi ricordo precisamente quel "quasi"] dopo che uno o una ha fatto la cacca si lava col bidé". "E vabbe'" dico, "però il sesso che c'entra?" "Mah, sai… pensavo per quella cosa che si chiama cunnilingus…"

Postato da G.O.D. a 07/03/2009 19:17 | link | commenti (4)
musica, sesso, signore dimmi perché, che cazzo dice, queste incredibili storie vere, meglio 50 giorni da godardi, settemani

lunedì, 02 marzo 2009
... and softly murmured "Someday soon"

L'Italia è un'esperienza cattolica fondata sul dolore.
Nuova Costituzione italiana, art. 1.

Por su parte, los intelectuales sin sombra están siempre de espaldas y por lo tanto, a menos que tuvieran ojos en la nuca, les es imposible ver nada. Ellos sólo escuchan los ruidos que salen del fondo de la mina. Y los traducen o reinterpretan o recrean. Su trabajo, cae por su peso decirlo, es pobrísimo. Emplean la retórica allí donde se intuye un huracán, tratan de ser elocuentes allí donde intuyen la furia desatada, procuran ceñirse a la disciplina de la métrica allí donde sólo queda un silencio ensordecedor e inútil. Dicen pío pío, guau guau, miau miau, porque son incapaces de imaginar un animal de proporciones colosales o la ausencia de ese animal.
Oscar Amalfitano.

You say to yourself, "How hot can it get?" Then, in Acapulco, you find out.
Jeff Bailey (Robert Mitchum) in Le catene della colpa (Out of the past, 1947) di Jacques Tourneur.

Nelle ultime settimane della sua gloriosa carriera, Veltroni non ha parlato d'altro che di difendere la Costituzione (variando a volte il termine — la "Carta" — o la declinazione — le "Istituzioni"), suppongo italiana.  Comunque io non l'ho mai letta, una Costituzione, italiana o francese o brasiliana, non è un motivo di vanto, solo una constatazione di fatto, la constatazione di una Costituzione non letta, nient'altro, mica che vi dovete arrabbiare.
Poi l'altra sera ho visto in tv Franceschini (è il nuovo leader del PD, mi pare di aver capito) che giurava sulla Costituzione. Non ho capito cosa giurasse, ma suppongo che si tratti di un atto performativo: giuro sulla Costituzione in sé, oppure giuro sulla Costituzione che sono il leader del PD, giuro che sono Franceschini dunque almeno sono, andate in pace la messa è finita. Poi ha detto a tutti i giornalisti che Berlusconi non rispettava la carta, per un attimo ho pensato che Franceschini fosse un rappresentante della Fabriano, io ne conoscevo uno, che lavorava alla Fabriano, ma un secondo dopo ho capito che parlava della "Carta". (Ricordo che mentre parlava la sua espressione era costipata o forse incazzata, dietro di lui c'era un recinto e dietro il recinto una sorta di terreno abbandonato, brullo, tipo campetto di calcio improvvisato a Spinaceto, però deserto, ma davanti a Franceschini tesissimo o sul punto di correre al gabinetto si vedeva qualche microfono quindi non era solo, non parlava al vento di Spinaceto, che infatti era Ferrara, non ho capito perché, ah già, perché i nazifascisti ci avevano ammazzato dieci o dodici o tredici persone, Vancini ci ha fatto pure un film che non ho visto.)

teschiAlcuni giorni dopo la caduta del Governo Prodi, guardai per una delle ultime volte della mia vita "Porta a Porta" (breve excursus tecnico: non guardo "Porta a Porta" perché la considero una dignitosa trasmissione politica, e Bruno Vespa non risveglia nessun mio impulso — latente, latente! — di omossessualità; è che in America Latina la tv via cavo propone solo RaiUno, c'è anche la ZDF ma non parlo il tedesco, sorry, disculpe). C'era gente tipo "personalità politiche", non ricordo chi, ricordo solo Giordano, quello lo ricordo, ed è buffo che lo ricordi perché da mesi non riuscivo a mettere un volto su quel nome e viceversa, dopo la nomina di Bertinotti a Presidente della Camera mi ci volle più di un anno per capire chi era il nuovo capo di Rifondazione, e quando ci arrivai era il Governo che se n'era andato e Rifondazione non esisteva più, si era fusa nella Sinistra credo Arcobaleno, la quale a sua volta si sarebbe dissolta un mese dopo nel vuoto siderale delle urne. Comunque c'era Giordano e davanti a lui uno del PD, forse Veltroni, boh. O forse era Franceschini, ma allora vorrebbe dire che Franceschini esisteva già quasi un anno fa, prima di giurare sulla Fabriano di esistere, che Franceschini era in qualche modo preesistente a se stesso, che poi pare sia proprio così, pare fosse l'allievo di Zaccagnini, sebbene mi chieda quante persone della mia generazione e meno perverse e polimorfe di me sappiano chi era Zaccagnini, io lo so a malapena, intravedo un nome senza volto a cui incollo come un'etichetta il confuso ricordo di un signore molto dispiaciuto per la morte di Moro e nient'altro. Comunque c'era qualcuno, di fronte a Giordano. E Giordano gli chiedeva perché non si alleava con loro. E l'altro diceva quelle cose tipo "con voi mai più, è stato brutto finché è durato, ma ora è finito, siete inaffidabili", robe così. E Giordano era esterrefatto, come suppongo moltissimi altri italiani, diciamo più di dieci e meno di cento, e tra questi 10-100 italiani c'ero anch'io, solo che non lo dicevo ufficialmente perché non c'erano i microfoni e comunque io non esisto, o esisto pochino. L'altro diceva "No, tu no", Giordano "Ma perché?", e l'altro "Perché no" o "Perché Sanremo è Sanremo" o "Perché stavolta [o per sempre] corriamo [o camminiamo o strisciamo] da soli". E allora Giordano diceva qualcosa di patetico, col tono tipo di quelli che ti attaccano il bottone in mezzo alla strada, ansiosi e concitati, vogliono chiederti dei soldi o venderti delle poesie o dei disegni di carcerati o magari ammazzarti, per poco non mi sembrava di annusare il sudore acido di Giordano, mentre implorava qualcosa del genere "Ma non potremmo metterci d'accordo su pochi punti fondamentali, visto il pericolo [o la minaccia o l'urgenza]?". E l'altro, con tono tss-tss, retorico: "E quali sarebbero, questi punti?". Nella memoria, pure l'eco di Vespa: "Già, quali sarebbero, sì?". E ricordo Giordano rispondere, ma flebile, ha capito l'antifona, ormai lo fa solo per questioni di ritmo, di sceneggiatura, per non restare a bocca aperta e con la lingua penzoloni, che in tv figurati l'effetto che fa: "Ma... ad esempio... la difesa della Cost... della Costituzione...". A lui sembrava bastasse, forse, e sono certo che moltissimi italiani, diciamo non meno di otto non più di cinquanta, tra cui me, pensavano la stessa cosa. E giù quello Veltroni (o era questo Franceschini? o codesto Rutelli?) a ridere. Hahaha. Credo che ridesse in coro con Vespa, ma forse è la memoria che m'inganna. Bisogna immaginare la scena. Veltroni fa: Hahaha. Vespa fa: Hahaha. Ma non consecutivamente, non prima l'hahaha di Veltroni e poi l'hahaha di Vespa. No. Insieme.
E vabbe'.

detectives
P.S.: Poi non ho capito, ma pare che il PD di Franceschini voglia mollare Di Pietro e comunque mai più, nevermore come dice la Marcegaglia, con Rifondazione, anzi no, quella non esiste più, con la Sinistra Arcobaleno, no, neppure quella, insomma la sinistra estrema, ditemi voi dov'è e soprattutto come si chiama perché mi sono perso il film. Ora vuole allearsi con quell'altra cosa di cui mi sono definitivamente rassegnato a non ricordare il nome, CCD, UDC, DCD, CDC (ah no, quello è Fruzzetti), insomma quella cosa con Casini dentro, che non so come si chiama ma credo di sapere che Casini era il portaborse di Forlani che era uno che stava dentro quella cosa che si chiamava CAF (Forlani era la effe, mi pare) e quindi avremmo un partito che è fatto dal portaborse di Forlani e da quello di Zaccagnini, di cui improvvisamente ricordo anche che era chiamato ZAC, ma lì lui non era dentro ZAC, era proprio ZAC, tutto ZAC, nel senso del diminutivo insomma, forse allora si scrive Zac ma comunque ci siamo capiti, o almeno voi avete capito perché io non so se mi spiego e soprattutto vorrei spiegarmi come faremo a mettere nero su bianco sulla Fabriano CAF e ZAC e PDC e soprattutto cosa cazzo c'entra Sanremo, in tutto questo.

— No entiendo nada de lo que has dicho — dijo Norton.
— En realidad sólo he dicho tonterías — dijo Amalfitano.

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viaggi, musica, politica, morte, governo ombra, che te lo dico a fare, che cazzo dice, humour fou, funesgod, che cazzo dico, nun fa ride, settemani

venerdì, 30 gennaio 2009
La scaletta dell'orchestra non è quella di salvataggio



Most likely


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musica

mercoledì, 28 gennaio 2009
Di anni ne sono passati 40

12 Dicembre — 1 1969. Mio zio Luigi, detto Lulù, scompare fra gli agrumi, sancendo la fine di un incanto impossibile. Aveva per me, mi aveva detto, un portentoso fucile-giocattolo. Ma io nel fondo già sapevo: Lo zio Luigi non promette mai. E forse è stato meglio così: le armi sono pericolose. V. Okla(h)oma; Spianata. 2 1969 (nello stesso momento). Alla banca dell'Agricoltura, a Milano, scoppiano due bombe potentissime: è strage, si accusano gli anarchici, la sinistra — il paese è in tumulto. Ma gli altri capirono, e il 12 dicembre cominciarono a cantare: ♫ Il 12 dicembre, un anno era passato, dal giorno delle bombe della strage di stato… E poi ancora l'anno dopo, e l'anno dopo, e l'anno dopo: si sarebbe creduto per sempre. V.: Compagna; Compagno; Violenza, et alia. 3 1999: in cui di anni ne sono passati 30. Quando si smise di cantare? Dove è finito il profumo di agrumi? (Sela, Psalmenende, si potrebbe suggerire; ma cfr. Reitano, Mino: ♫ Era il tempo delle more, per cui v.: Al; Allucinante; Bestiale…).
Giuseppe A. Samonà, Quelle cose scomparse, parole (Dizionario), Ilisso, Nuoro 2004, p. 11.

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musica, libri, obituaries

mercoledì, 14 gennaio 2009
Chi si accontenta GOD

Se non vi piace il mare, se non vi piace la montagna, se non vi piace la città… andate a farvi fottere!
Michel Poiccard (Jean-Paul Belmondo) agli spettatori in Fino all’ultimo respiro (Jean-Luc Godard, 1959).

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musica, amore, televisione, sesso, desperate househusbands, godsgods

sabato, 10 gennaio 2009
Rom fingers ovvero Offri un dito a Maroni reloaded

I'm the greatest in the world. Well, you know… in France there's… Django.
Lo ripete a tutti il chitarrista Emmet Ray (Sean Penn) in Accordi e disaccordi (Sweet and Lowdown, 1999) di Woody Allen.



No, niente, solo per dire che noi si sarebbe cambiata la playlist.
Poi ci sono gli epigoni, per i lead wrestlers tipo Jimmy Superfly Snuka o El Borbah.

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musica, godsgods

mercoledì, 07 gennaio 2009
Hamas? No tanks


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musica, cinema, le parole per male dirlo, attualità, signore dimmi perché, humour fou

mercoledì, 24 dicembre 2008
Tecniche di consumo diminutivo: bastan du' palle

A tutti i cari lettori che quest'anno non possono permettersi l'albero di Natale, GOD provvede. Invece di buttarlo dal treno, in tempi di crisi fai partecipare tuo nonno (1), per la gioia di grandi e piccini.


(1) Se il nonno è morto funziona ancora meglio e sporca meno. E comunque...

Postato da G.O.D. a 24/12/2008 13:10 | link | commenti (2)
musica, economia, televisione, natale, crisi, politically scorrett, humour fou, godsgods, s-fascio, god cielo sa

martedì, 23 dicembre 2008
Fate la nanna, scrotini di pollo borracho y pendejo

Ancora a spasso per il Messico, i nostri tre pendejos, reduci dall'estenuante fiesta di Santo Poco, si concedono un meritato riposo. Ma Scortichini Guido, oltre a dire come suo solito un mucchio di tonterías, non ha rispettato la dieta che da massiccio lo ha fatto diventare smilzo e si è strafogato di enchiladas, nachos, burritos, chile nogado, tamales, huachinango y otras schifosissimas esquisitezas tipo chilaquiles, il tutto annaffiato con litri di disperante Corona. La laboriosa digestione montezumesca e la paura dei coyotes lo rendono insonne. A soccorrere l'amigo cabrón ci pensano gli altri due compañeros, il canuto Gaffeur e l'impareggiabile Dusty (sempre con la chitarra a portata di mano), che intonano un duetto virile, da veri caballeros.

Postato da G.O.D. a 23/12/2008 15:49 | link | commenti
viaggi, musica, cinema, godsgods, queste incredibili storie vere, che cazzo dico, meglio 50 giorni da godardi

mercoledì, 17 dicembre 2008
La fiesta es aquì, pendejos!

Dopo essersi pateticamente esibiti in un numero musicale davanti a una platea di sconcertati mezcaleros, i tre godardi perduti in Messico (come tutti i messicani, secondo Roberto Bolaño) sono ospiti di disonore alla festa del patrono di Santo Poco, amena cittadina dello Stato di Tequila.
La televisione locale "Todo sobre nadie" ha ripreso i momenti più imbarazzanti: il canuto Gaffeur rischia di strangolarsi con un lazo mentre lo smilzo Scortichini Guido si dimena come un ossesso e infine decide di ascoltare l'infallibile consiglio dell'amico Stenelo ("quando non sai più che dire, parla di cinema: successo garantito"). Dusty realizza finalmente in un colpo solo il suo doppio sogno di sempre: lanciarsi nella carriera di mariachi e scoprire cos'è l'amore.
Veer para creer!


Postato da G.O.D. a 17/12/2008 19:35 | link | commenti (4)
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lunedì, 15 dicembre 2008
Non avrai altro GOD all'infuori di lui

Postato da G.O.D. a 15/12/2008 11:19 | link | commenti (4)
musica, televisione, humour fou, godsgods