G.O.D. è un blog polimorfo pensato dalle sette peggiori menti di un paio di generazioni: il palindromico Batman,
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"Signore! Aiutami a sopravvivere in mezzo a questo amore mortale." Dmitrij Vrubel', 1989 (rest. 2009).
Herbert George Wells, The First Men in the Moon, copertina dell'edizione cecoslovacca, 1964. Illustrazioni di Adolf Hoffmeister. Altre immagini qui.

Non appartengo a nessuno e appartengo a tutti.
Eravate cornuti prima di vedermi, e lo sarete ancora quando me ne andrò.
Denì Diderò, Tori di cuori (trad. it. di Scortichini Guido), Pizzighettone 2008.
A quella stessa ora i poliziotti che smontavano dalla notte si ritrovavano a far colazione da Trejo's, una tavola calda lunga e stretta, con poche finestre, simile a una bara. Là bevevano caffè o mangiavano uova alla ranchera o uova alla messicana o uova con la pancetta o uova fritte. E si raccontavano barzellette. A volte erano monotematiche. Le barzellette. E abbondavano quelle sulle donne. Per esempio, un poliziotto diceva: com'è la donna perfetta? Be', alta mezzo metro, con gli orecchi grossi, la testa piatta, senza denti e bruttissima. Perché? Be', di mezzo metro perché ti arrivi esattamente ai fianchi, imbecille, con gli orecchi grossi per maneggiarla con facilità, con la testa piatta per avere un posto dove appoggiare la birra, senza denti perché non ti faccia male all'uccello e molto brutta perché nessun figlio di puttana te la rubi. Certi ridevano. Altri continuavano a mangiare le loro uova e a bere il loro caffè. E quello che aveva raccontato la prima barzelletta continuava. Diceva: perché le donne non sanno sciare?
Colgo l'occasione del post precedente per rendere omaggio a un morto che mi sarebbe davvero piaciuto incontrare.
I nostri contemporanei non si meritano neppure i discendenti di Pavolini. E questa destra si merita solo disprezzo.

L’11 settembre 1962 Nicholas Ray crollò sul set dei 55 giorni a Pechino (il film venne terminato dall’ozioso Guy Green, e per le scene di battaglia dal subalterno Marton). Dopo essere andato a trovare Ray all’ospedale, Charlton Heston annota il 15 settembre nel suo diario: “He looks… not bad, really, but quelled, somehow”. La parola quelled è traducibile in modo imperfetto, perché indica al contempo l’annientamento e la calma che segue l’annientamento.
Jean-Patrick Manchette, Les Yeux de la momie, Rivages / Ecrits noirs, Paris 1997, p. 312.




In memoria ho un sms di Sandra. È il mio prozac. Ancora mi capita di rileggerlo quando l'umore peggiora, o nelle lunghe sere romane, quelle in cui per un impegno o un altro non riesco a tornare nella mia tana di Ceppaloni.
Quasi d'istinto mi ritrovo a tirar fuori il telefonino dalla tasca della giacca e ad armeggiare con la tastiera. «Messaggio», «archivio», «apri»: è così che non avendone mai fatto uso, ho imparato a somministrarmi una dose giornaliera di antidepressivo.
«Clem ti prego, non mollare, pensa a Elio e a quanto ha bisogno di te. Pensa a Pelle e Alessia. Pensa a Sascha, che ha solo noi. E pensa a me, che non so se sopravviverò a tutte queste cattiverie.»
Clemente Mastella [Vedi NOTA dopo il "continua a leggere"] (con Marco Demarco), Non sarò clemente — Memorie dell'ultimo democristiano, Rizzoli, Milano 2009, p. 7.
Del resto, figlio mio, sta' in guardia: si fanno dei libri in numero infinito; molto studiare è una fatica per il corpo.
Ecclesiaste 12:14
Una volta volevo fare lo scrittore. Volevo scrivere una cosa che un giorno una persona inferiore avrebbe citato. Ma non l’ho mai fatto. Sono io la persona inferiore, Patricia. Non dico mai niente di significativo che non sia stato già detto. Sono da buttare via. Ho buttato via le persone e sono da buttare via.
Chuck Barris (Sam Rockwell) a Patricia Watson (Julia Roberts) in Confessioni di una mente pericolosa (George Clooney, 2002).
— Come ha detto Bertrand Russell, “L’unica cosa che riscatta il genere umano è la collaborazione”. E so che adesso faremo nostre queste parole.
— Non erano su un sotto bicchiere?
— Sì, della Guinness doppio malto.
Shaun (Simon Pegg) e Liz (Kate Ashfield) ne L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, 2004) di Edgar Wright.
L’attore, invece di voler dare l’impressione di improvvisare, dovrebbe mostrare piuttosto cosa è la verità: citare.
Bertolt Brecht.
— Se quell’aereo decolla senza di te, finirai col pentirtene. Forse non oggi, forse non domani, ma presto, e per il resto della tua vita.
— Oh, che belle parole…
— Sono di Casablanca. Ho aspettato tutta una vita l’occasione di usarle.
Allan Felix (Woody Allen) e Linda Christie (Diane Keaton) in Provaci ancora Sam (Herbert Ross, 1972).
Amer savoir, celui qu'on tire du voyage !
Le monde, monotone et petit, aujourd'hui,
Hier, demain, toujours, nous fait voir notre image :
Une oasis d'horreur dans un désert d'ennui !
Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal ("Le Voyage").
Ma gli italiani non hanno gli occhi bendati, vedono che mentre noi andiamo avanti voi proseguite con la testa voltata all'indietro.
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio della Repubblica italiana al 1° Congresso nazionale del Popolo della libertà, 27 marzo 2009.
Noi tedeschi abbiamo dei problemi con le nostre “storie”. L’ostacolo vero è la nostra “Storia”. Il 1945, anno zero della Germania, ha cancellato molto, ha creato una voragine nella capacità di ricordo della gente. Un intero popolo – come afferma Mitscherlich – “è diventato incapace di essere in lutto”, il che significa “incapace di raccontare”.
Il regista Edgar Reitz.
[…] e poi Lima fece un'affermazione misteriosa. Secondo lui, gli attuali realvisceralisti camminavano all'indietro. Come all'indietro? domandai.
— Di spalle, guardando un punto ma allontanandosene, in linea retta verso l'ignoto.
Roberto Bolaño, I detective selvaggi, traduzione di Maria Nicola, Sellerio Editore, Palermo 2003, p. 21.
12 Dicembre — 1 1969. Mio zio Luigi, detto Lulù, scompare fra gli agrumi, sancendo la fine di un incanto impossibile. Aveva per me, mi aveva detto, un portentoso fucile-giocattolo. Ma io nel fondo già sapevo: Lo zio Luigi non promette mai. E forse è stato meglio così: le armi sono pericolose. V. Okla(h)oma; Spianata. 2 1969 (nello stesso momento). Alla banca dell'Agricoltura, a Milano, scoppiano due bombe potentissime: è strage, si accusano gli anarchici, la sinistra — il paese è in tumulto. Ma gli altri capirono, e il 12 dicembre cominciarono a cantare: ♫ Il 12 dicembre, un anno era passato, dal giorno delle bombe della strage di stato… E poi ancora l'anno dopo, e l'anno dopo, e l'anno dopo: si sarebbe creduto per sempre. V.: Compagna; Compagno; Violenza, et alia. 3 1999: in cui di anni ne sono passati 30. Quando si smise di cantare? Dove è finito il profumo di agrumi? (Sela, Psalmenende, si potrebbe suggerire; ma cfr. Reitano, Mino: ♫ Era il tempo delle more, per cui v.: Al; Allucinante; Bestiale…).
Giuseppe A. Samonà, Quelle cose scomparse, parole (Dizionario), Ilisso, Nuoro 2004, p. 11.
Il grande scrittore inventa il verismo a lieto fine. Il prossimo romanzo si intitolerà "Come trucidare un botto di gente e vivere felici a Copacabana".

Lo hanno riacciuffato dopo due giorni.
Cercando la fuga giù per il tubo si credeva Harry Lime. Ma ha confuso prater, partire e partorire. Così madre natura ha vomitato l'embrione fecale.
Per il primo dell'anno, GOD ti mostra uno dei 5 monologhi di Marco Paolini per "Report", se non hai i soldi per comprarti i dvd o magari il libro a cui si è ispirato. Poco più di mezz'ora per raccontare un'Italia che non esiste più.(1)
Se non lo hai mai visto, "te tocca".
Fidati.
Mio nonno soleva dire: “La vita è straordinariamente corta. Ora, nel ricordo, mi si contrae a tal punto che, per esempio, non riesco quasi a comprendere come un giovane possa decidersi ad andare a cavallo sino al prossimo villaggio senza temere (prescindendo da una disgrazia) che perfino lo spazio di tempo, in cui si svolge felicemente e comunemente una vita, possa bastar anche lontanamente a una simile cavalcata”.
Franz Kafka, Il prossimo villaggio.
Se si potessero misurare gli spostamenti dell’attenzione, il lavoro dei muscoli oculari, le oscillazioni dell’anima e tutti gli sforzi cui un uomo deve sottoporsi per mantenersi in piedi nella corrente del traffico, probabilmente si otterrebbe una grandezza a paragone della quale la forza necessaria ad Atlante per sollevare il mondo è irrisoria, e si potrebbe misurare l’immane fatica compiuta oggigiorno anche da un individuo che non fa nulla.
Robert Musil, L'uomo senza qualità.

M[ondo]. Che diavolo è questo che mi vieni ingarbugliando? Che ha da fare il Mondo colla natura? (Che ho da far io) Sempre che ti sento parlare stimo che sia risuscitata mia nonna, o di trovarmi ancora in conversazione (compagnia della) colla balia. Siamo ai tempi d’Abramo o dei re pastori, o della guerra troiana? La natura mi fece la scuola da fanciullo, ma ora, come succede spesso in fatto di maestri, è mia somma e capitalissima nemica, e la mia grande impresa è questa di snidarla da qualunque minimo cantuccio, dov’ella sia rannicchiata. Ed oramai son vicino a riuscire, e spero che fra poco le farò dare un bando generale che la scacci da tutto quanto il genere umano, e non si troverà più vestigio della natura fra gli uomini.
G[alantuomo]. V. E. senza fallo dev’essere amica della ragione.
M. Si, ma di quella fredda freddissima, e dura durissima come il marmo. A questa sì le voglio bene, povera vecchia, debole quanto una pulce.
G. È stata sempre cosi debole, o solamente dopo invecchiata?
M. Sempre da quando nacque. Appena ha forza di dare il fiato. E non solamente è stata debole, ma ha snervato e snerva chiunque l’ha seguita o la segue. Fo che tenga una bottega dove una quantità di politici filosofi ec. ci stanno da garzoni, e lavorano il giorno e la notte a farmi il sorbetto e altre cose ghiacciate che mi piacciono sommamente e mi giovano moltissimo.
Osserva infatti, ogni volta che raggi trapelano
e infondono la luce del sole nell'oscurità delle stanze:
vedrai molti corpi minuscoli vorticare
in molteplici modi nel vuoto nella stessa luce dei raggi,
e come in un'eterna contesa muovere contrasti e battaglie
scontrandosi a torme, senza mai trovar pace,
continuamente agitati da rapidi congiungimenti o effrazioni;
così che puoi arguire da ciò quale sia l'eterno
agitarsi degli elementi primordiali delle cose nell'immenso vuoto;
per quanto un piccolo fenomeno può offrire l'immagine
di grandi eventi e una traccia per la loro conoscenza.
Tanto più giusto è perciò che tu volga il tuo animo
a questi corpuscoli che appaiono rimescolarsi nei raggi del sole,
poiché tutto quel turbinio rivela per di più che in essi
si celano moti segreti e invisibili della materia.
Tito Lucrezio Caro, La natura delle cose (trad. Luca Canali), II, 114-128
Due godardi lo avevano appena disperso nel Pacifico…

Chi, di fronte a uno stabile parigino, ha mai pensato che non fosse indistruttibile? Una bomba, un incendio, un terremoto possono abbatterlo certo, ma che altro? Agli occhi di un individuo, di una famiglia, di una dinastia perfino, una città, una via, una casa, sembrano inalterabili, inaccessibili al tempo, agli accidenti della vita umana, tanto da farci credere di poter confrontare e opporre la fragilità della nostra condizione all’invulnerabilità della pietra. Ma la stessa febbre che, verso il 1850, alle Batignolles come a Clichy, a Ménilmontant come alla Butte-aux-Cailles, a Balard come a Pré-Saint-Gervais, ha cavato su dalla terra tutti quei casamenti, si accanirà adesso a distruggerli.
Verranno i demolitori e con le loro mazze schianteranno intonaci e ammattonati, sfonderanno pareti, torceranno serramenti, sfasceranno travi e capriate, strapperanno via pietre e lastroni: immagini grottesche di una casa crollata, ricondotta alle materie prime di cui i ferraioli dai grossi guanti verranno a disputarsi il mucchio: piombo di tubature, marmo di caminetti, legno di armature e parquet, di porte e plinti, rame e ottone di maniglie e rubinetti, specchiere e dorature delle loro cornici, lavandini, vasche, il ferro battuto delle tante ringhiere…
I bulldozer instancabili si porteranno via il resto: tonnellate e tonnellate di calcinacci e briciole.
Georges Perec, La vita istruzioni per l'uso.
Il tg1 di stasera chiede a varie "personalità" di votare il loro libro preferito del 2008.
Paolo Mieli: "L'università truccata" di Roberto Perotti.
Alberto Arbasino: "La folie Baudelaire" di Roberto Calasso.
Alessandro Baricco: "2666" di Roberto Bolaño.
Ferruccio De Bortoli: "Un cappello pieno di ciliege" di Oriana Fallaci.
Vittorio Feltri: "I sinistrati" di Edmondo Berselli.
Roberto Saviano: "Il paese delle spose infelici" di Mario Desiati.
Baricco sarà pure uno scrittore mediocre. Ma ha buon gusto (sempre pensato). Hai detto niente.
P.S.: Pregasi evitare, negli eventuali commenti, considerazioni demenzial-chic tipo "Saviano deve ringraziare la camorra perché sennò col piffero che il suo libro diventava un best seller" o "Non mi piace Saviano perché ha detto che vive per la boxe". Non per altro. È solo che non mi piacciono, ecco.
Non mi sarei mai azzardato a girare per i locali con il Tractatus logico-philosophicus, perché c'era già W che lo faceva, e la sua ragazza, S, era perfetta.
Dopo vari tentativi infruttuosi (Montagna Incantata, Uomo Senza Qualità, Pessoa, Cioran, Zichichi), capii che la scelta ideale era Massa e Potere. All'epoca non era facile procurarsi la versione tedesca, così dovetti ripiegare sull'edizione Adelphi, ben sapendo che ciò avrebbe comportato, per me, la figura del coatto (qualunque cosa ciò significhi).
Rispetto al Tractatus, Massa e Potere è un testo assai più problematico: laddove il primo riesce a passare quasi inosservato, e scivola agilmente nei tasconi dei giacchetti, il secondo troneggia dovunque lo si ponga, e ogni tentativo di occultarlo scatena la sua ignobile vendetta, che si estrinseca nella produzione di protuberanze goffamente allusive.
Ma la verità era che amavo S: e non potevo farne a meno, essendo lei perfetta.
La sera in cui il suo amore con W era transitato dalla potenza all'atto, in principio nel letto eravamo in tre. E a ripensarci avrei almeno potuto cercare di competere. Ma dal taschino del pigiama di W a un certo punto era spuntato il Tractatus, e io mi ero allontanato con una scusa (miserabile).
La sera in cui S e W si lasciarono S venne a cercarmi, come nella canzone (di Adriano Celentano), ma proprio quella sera io stavo con K, che non era assolutamente perfetta, anzi, ed esibiva un disprezzo (davvero fuori luogo e inspiegabile) per Massa e Potere.
La sera in cui S e me medesimo ci siamo rincontrati, venti anni dopo, lei era sempre perfetta. Abbiamo parlato dei rispettivi figli, e delle rispettive monogamie. Abbiamo deplorato la caduta del desiderio che le monogamie, almeno nel medio periodo, inevitabilmente generano. Ci siamo trovati d'accordo sull'opportunità di relazioni extraconiugali, nell'indubbia certezza (quindi indubbia al quadrato), che tali relazioni non scalfirebbero l'amore coniugale.
Dopo un minuto di silenzio ci siamo salutati: non posso dire se S mi guardasse, perché non la guardavo io.
Arrivato a casa, ho ordinato via internet la versione tedesca di Massa e Potere, e ora aspetto impaziente che il corriere suoni alla mia porta.
Aò, de gustibus non sputacchiandum est: non sarà stato Hermann Broch, ma a me Congo, Andromeda, L'uomo terminale e Mangiatori di morte erano piaciuti un frego.
E poi non era certo Kubrick, ma Il mondo dei robot, col pelatone a terminare tutti dieci anni prima del futuro ministro di Obama, è invecchiato maluccio, ma lo dobbiamo proprio buttare via? E Runaway non è forse una piccola perla di cinema boro, con Magnum contro il cattivissimo cantante dei Kiss e Kirstie Alley quand'era gnocchissima e non il sosia di Ave Ninchi che è diventata oggi?
Vabbe', celoso che Ben Hecht è un'altra cosa, ma almeno fino alla morte del dottor Greene, di' la verità: E.R. ti faceva davvero così schifo?

Quando il suo corpo venne ritrovato, Pasolini giaceva disteso bocconi, un braccio sanguinante scostato e l’altro nascosto dal corpo. I capelli impastati di sangue gli ricadevano sulla fronte, escoriata e lacerata. La faccia deformata dal gonfiore era nera di lividi, di ferite. Nerolivide e rosse di sangue anche le braccia, le mani. Le dita della mano sinistra fratturate e tagliate. La mascella sinistra fratturata. Il naso appiattito deviato verso destra. Le orecchie tagliate a metà, e quella sinistra divelta, strappata via. Ferite sulle spalle, sul torace, sui lombi, con i segni degli pneumatici della sua macchina sotto cui era stato schiacciato. Un’orribile lacerazione tra il collo e la nuca. Dieci costole fratturate, fratturato lo sterno. Il fegato lacerato in due punti. Il cuore scoppiato.
Perizia del medico legale, 2 novembre 1975.

It's close to midnight and something evil's lurking in the dark
Under the moonlight you see a sight that almost stops your heart
You try to scream but terror takes the sound before you make it
You start to freeze as horror looks you right between the eyes
Come gracchia sempre la mia colf transilvana quando stira le camicie, "Se tu scruterai a lungo GOD, anche GOD scruterà dentro di te". Una volta, stufo di sentirla ripetere la stessa frase come un disco rotto di discorsi di Ceaucescu, sbottai: "Ma insomma, lo sanno anche i vermi che GOD è morto! Pensa piuttosto a non rovinarmi il colletto!". E lei, senza batter ciglio (ha delle ciglia lunghissime, che si congiungono al centro: ma in compenso in calze a rete e stivali di cuoio nero con tacchi a spillo è uno schianto): "Morire, essere veramente morti: dev’essere splendido!".
Un giorno metteremo su uno spettacolo di varietà, la mia colf transilvana e io: faremo furore. Un duetto da far impallidire Harpo e Chico.
Aspettando la gloria cabarettistica, at the midnight hour noi GOD abbiamo frugato nella nostra memoria millenaria, per riesumare cinque orrori primordiali. Cosa si prova a vivere nella paura? chiedeva un eroe antico. Ora lo saprai. E potrai anche divertirti a indovinare la scelta di ogni GOD. Ma attento, l'errore verrà punito con la morte. E sarà una morte lenta, che te lo dico a fare.
Siamo in un mondo dove coloro che fanno
meno rumore non saranno ascoltati
(il che forse non è così grave: basta saperlo)
Daniel Biga citato in Jean-Bernard Pouy, Le Cinéma de papa, "Folio" Gallimard, pp. 109-10.
