G.O.D. è un blog polimorfo pensato dalle sette peggiori menti di un paio di generazioni: il palindromico Batman,
il massiccio Scortichini Guido, l'impalpabile JoMontalban, l'imprevedibile ilgaffeur, lo zombie Stenelo, la spia Mirumir e l'inaggettivabile Dust

Altamante Fruzzetti presenta GOD

Misurati nelle prove del "Cimento godardo":
scaricare l'unico calendario riutilizzabile per almeno quattro anni, scoprire perché Altamante Fruzzetti è l'uomo più intelligente di tutti i tempi, unirsi alla dissennata ricerca dell'uomo sessuale e scartare gli erotici "Regali di Putin"™

Berlusconi: "Rete 4 sul satellite? Un insulto alle nostre radici catodiche" == Sircana, Marrazzo, Gasparri: Gli uomini preferiscono beyond == Contro la rimozione del crocefisso si invoca il sagrato di Stato == La sentenza UE offende le nostre tradizioni. Dobbiamo reagire: appendiamo in aula anche la pizza. == Il Vaticano: "Sentenza miope". L'invisibile legnetto verrà quindi sostituito da una riproduzione 1:1 del Cristo di Arezzo di Cimabue == Berlusconi chiede il rinvio dell'udienza Mediaset perché piove == Barbarie italiane: picchiati in sezione, crocifissi a scuola == Un trans confessa: "Con Casini, e non da solo"

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domenica, 08 novembre 2009
Ostequi

— What in fact has been created? An international community. A perfect blueprint for world order. When the sides facing each other suddenly realize that they're looking into a mirror, they'll see that this is the pattern for the future.
— The whole world as the Village?
— That is my hope. What's yours?
— To be the first man on the moon.
Il n° 2 (Leo McKern) spiega al n° 6 (Patrick McGoohan) che dal Villaggio non si evade nella serie televisiva creata da Patrick McGoohan The Prisoner (1967, 2° episodio: “The Chimes of Big Ben”).

"Signore! Aiutami a sopravvivere in mezzo a questo amore mortale." Dmitrij Vrubel', 1989 (rest. 2009).

Letto l'editoriale della Spinelli, bellissimo.
Solo due domande:
1. Quale crollo del muro? Non sarebbe meglio parlare di momentanea flessione?
2. In che senso Stalin dismetteva?

Insomma, io non mi ricordo tanto bene.
 
Dio non esiste, Marx è morto, e io non mi ricordo tanto bene.

Meno Adorno e più contorno!
Meno Marcuse e più Mabuse!
...
...
Meno Horkheimer, più Alzheimer!

Herbert George Wells, The First Men in the Moon, copertina dell'edizione cecoslovacca, 1964. Illustrazioni di Adolf Hoffmeister. Altre immagini qui.

Postato da G.O.D. a 08/11/2009 17:49 | link | commenti (1)
immagini, libri, televisione, salute, humour fou, che cazzo dico, sistavameglioquandosistavameglio, perché non si sa mai, sistavapegghioquando sistavapegg, i grandi misteri della mente

venerdì, 06 novembre 2009
Il toro nella rena


Non appartengo a nessuno e appartengo a tutti.
Eravate cornuti prima di vedermi, e lo sarete ancora quando me ne andrò.
Denì Diderò, Tori di cuori  (trad. it. di Scortichini Guido), Pizzighettone 2008.

Postato da G.O.D. a 06/11/2009 14:35 | link | commenti (5)
libri, cinema, vignette, berlusconi, signore dimmi perché, poltica, humour fou, cinema autarchico, s-fascio, sistavapegghioquando sistavapegg, toro osborone

venerdì, 16 ottobre 2009
Santa Teresa, Italia, annoduemilaseicentosessantasei

Battute di largo consumo


A quella stessa ora i poliziotti che smontavano dalla notte si ritrovavano a far colazione da Trejo's, una tavola calda lunga e stretta, con poche finestre, simile a una bara. Là bevevano caffè o mangiavano uova alla ranchera o uova alla messicana o uova con la pancetta o uova fritte. E si raccontavano barzellette. A volte erano monotematiche. Le barzellette. E abbondavano quelle sulle donne. Per esempio, un poliziotto diceva: com'è la donna perfetta? Be', alta mezzo metro, con gli orecchi grossi, la testa piatta, senza denti e bruttissima. Perché? Be', di mezzo metro perché ti arrivi esattamente ai fianchi, imbecille, con gli orecchi grossi per maneggiarla con facilità, con la testa piatta per avere un posto dove appoggiare la birra, senza denti perché non ti faccia male all'uccello e molto brutta perché nessun figlio di puttana te la rubi. Certi ridevano. Altri continuavano a mangiare le loro uova e a bere il loro caffè. E quello che aveva raccontato la prima barzelletta continuava. Diceva: perché le donne non sanno sciare?

Postato da G.O.D. a 16/10/2009 21:21 | link | commenti (9)
libri, televisione, sesso, attualità, berlusconi, godsgods, s-fascio, nun fa ride, faschifo, contiene parolacce

lunedì, 14 settembre 2009
God's Gods: Chicco Savio

Colgo l'occasione del post precedente per rendere omaggio a un morto che mi sarebbe davvero piaciuto incontrare.
I nostri contemporanei non si meritano neppure i discendenti di Pavolini. E questa destra si merita solo disprezzo.


Postato da G.O.D. a 14/09/2009 23:54 | link | commenti
libri, cinema, coccodrillo tardivo

venerdì, 11 settembre 2009
9/11

L’11 settembre 1962 Nicholas Ray crollò sul set dei 55 giorni a Pechino (il film venne terminato dall’ozioso Guy Green, e per le scene di battaglia dal subalterno Marton). Dopo essere andato a trovare Ray all’ospedale, Charlton Heston annota il 15 settembre nel suo diario: “He looks… not bad, really, but quelled, somehow”. La parola quelled è traducibile in modo imperfetto, perché indica al contempo l’annientamento e la calma che segue l’annientamento.
Jean-Patrick Manchette, Les Yeux de la momie, Rivages / Ecrits noirs, Paris 1997, p. 312.

Postato da G.O.D. a 11/09/2009 17:06 | link | commenti (2)
amore, libri, cinema, matrimonio, godsgods, che cazzo dico, le notizie che contano, indignazzione tardiva

domenica, 06 settembre 2009
L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

XXIV — DELL'ULTIMO ORIZZONTE

Quella sera, tuttavia, Hans gli chiese o si chiese a voce alta (era la prima volta che parlava) cosa pensassero quelli che vivevano o frequentavano la quinta dimensione. All'inizio il direttore non capì bene, benché il tedesco di Hans fosse molto migliorato da quando era andato a costruire strade e ancora di più da quando viveva a Berlino. Poi afferrò l'idea e smise di badare ad Halder e a Nisa per concentrare il suo sguardo di falco o d'aquila o di avvoltoio necrofago negli occhi grigi e tranquilli del giovane prussiano, che stava già formulando un'altra domanda: cosa pensavano quelli che avevano libero accesso alla sesta dimensione di quelli che si collocavano nella quinta o nella quarta? Cosa pensavano quelli che vivevano nella decima dimensione, cioè quelli che percepivano dieci dimensioni, riguardo alla musica, per esempio? Cos'era per loro Beethoven? Cos'era per loro Mozart? Cos'era per loro Bach? Probabilmente, si rispose da solo il giovane Reiter, solo rumore, un rumore come di pagine accartocciate, un rumore come di libri bruciati.
Roberto Bolaño, 2666**, traduzione di Ilide Carmignani, Adelphi, Milano 2008, pp. 398.

Il gioco riprende: tre dimensioni a chi riconosce il titolo di questo film.
AGGIORNAMENTO (mercoledì 9 settembre): Due fotogrammi, due dimensioni: Flatlandia. Approfondire non serve a niente, tanto le apparenze non ingannano mai, anche se Paco Coelho sostiene che "[…] non tutto sembra ciò che realmente poi, a ben vedere, dovrebbe, o potrebbe, sembrare" (L'aura del divino che è in noi illumina l'aura celeste fino alla beatitudine che guida alla dimensione dell'armonia, ed. Stacchia, Misterbianco 2007).
AGGIORNAMENTO (venerdì 11 settembre): Nuovo fotogramma. È ora di fare il punto della situazione. Per esistere una dimensione basta e avanza.

AGGIORNAMENTO (domenica 13 settembre): Bonus frame. Il gioco resta aperto fino a lunedì mattina. Watch the skies, folks, non il dito.






P.S.: Ti ricordiamo che le regole de L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ™ sono depositate presso il notaio Altamante Fruzzetti e possono essere consultate qui. Se ne hai il coraggio, vai a giocare nell'andere Seite.

ATTENZIONE: la partita si è conclusa domenica 13 settembre alle 12.47. Ancora una volta, Bianca ha trovato la soluzione: il film da riconoscere era Gli invasori spaziali (Invaders from Mars, 1953) dello scenografo William Cameron Menzies. Un bambino è convinto che un'astronave sia atterrata oltre il colle che vede dalla finestra. Ma si scontra con l'incredulità di genitori e autorità. È tutto frutto di un sogno o gli abitanti della cittadina sono posseduti dagli alieni del pianeta rosso? Anche se non esistono prove certe, pare che inizialmente il film fosse pensato per essere proiettato in 3D.
AGGIORNAMENTO (16.30): Solo ora scopriamo che anche maxeramax aveva trovato la soluzione, sebbene con tre ore di ritardo rispetto a Bianca. I God sono generosi e hanno deciso — in via del tutto eccezionale, infinita e iperscrotabile! — di premiare anche lui: per la sua assiduità, per la sua onestà e per la sua lucidità.

La prossima sfida si terrà lunedì 14 settembre.


L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA

afasol: 14 dimensioni.
arcomanno : 11 dimensioni.
bianca: 7 dimensioni.
maxeramax: 3 dimensioni.
YagaBaba: 3 dimensioni.
gegio: 3 dimensioni.
Andrea: 2
dimensioni.

Postato da G.O.D. a 06/09/2009 13:34 | link | commenti (39)
immagini, libri, cinema, unico gioco in città, faschifo

sabato, 22 agosto 2009
Robba da froci

In memoria ho un sms di Sandra. È il mio prozac. Ancora mi capita di rileggerlo quando l'umore peggiora, o nelle lunghe sere romane, quelle in cui per un impegno o un altro non riesco a tornare nella mia tana di Ceppaloni.
Quasi d'istinto mi ritrovo a tirar fuori il telefonino dalla tasca della giacca e ad armeggiare con la tastiera. «Messaggio
», «archivio», «apri»: è così che non avendone mai fatto uso, ho imparato a somministrarmi una dose giornaliera di antidepressivo.
«Clem ti prego, non mollare, pensa a Elio e a quanto ha bisogno di te. Pensa a Pelle e Alessia. Pensa a Sascha, che ha solo noi. E pensa a me, che non so se sopravviverò a tutte queste cattiverie.»
Clemente Mastella [Vedi NOTA dopo il "continua a leggere"] (con Marco Demarco), Non sarò clemente — Memorie dell'ultimo democristiano, Rizzoli, Milano 2009, p. 7.

Del resto, figlio mio, sta' in guardia: si fanno dei libri in numero infinito; molto studiare è una fatica per il corpo.
Ecclesiaste 12:14



Postato da G.O.D. a 22/08/2009 15:54 | link | commenti (7)
amore, libri, cinema, sesso, salute, citando, matrimonio, che te lo dico a fare, politically scorrett, le grandi biografie, che cazzo dice, humour fou, god dice poesia, stentube, che cazzo dico, montaggino mio, meglio di noi, magna come magni, perché non si sa mai, indignazzione tardiva

venerdì, 17 aprile 2009
Dell'abiezione

Les travellings sont affaire de morale.
Jean-Luc Godard, Table ronde sur "Hiroshima, mon amour" d'Alain Resnais, "Cahiers du cinéma", n° 97, luglio 1959.

La morale est affaire de travellings.
Luc Moullet, Sur les brisées de Marlowe, "Cahiers du cinéma", n° 93, marzo 1959.

Solo violenza aiuta dove violenza regna. Ieri sera ho messo sul fuoco una pentola piena d'acqua, ho tirato fuori dal frigo una confezione di ravioli ricotta e spinaci Rana, ho tagliato con le forbici un cartoccio di panna liquida, ho grattato un po' di parmigiano e ho acceso il televisore.
C'era AnnoZero.

Postato da G.O.D. a 17/04/2009 22:59 | link | commenti (6)
pensieri, vaticano, politica, libri, cinema, televisione, satira, morte, berlusconi, università, che te lo dico a fare, che cazzo dice, s-fascio, funesgod, il riconformista, meglio 50 giorni da godardi, hai la face come il book, nun fa ride, sistavameglioquandosistavameglio, meglio di noi, settemani

Non riconciliati, ovvero seguirà testo. Forse.

Una volta volevo fare lo scrittore. Volevo scrivere una cosa che un giorno una persona inferiore avrebbe citato. Ma non l’ho mai fatto. Sono io la persona inferiore, Patricia. Non dico mai niente di significativo che non sia stato già detto. Sono da buttare via. Ho buttato via le persone e sono da buttare via.
Chuck Barris (Sam Rockwell) a Patricia Watson (Julia Roberts) in Confessioni di una mente pericolosa (George Clooney, 2002).

— Come ha detto Bertrand Russell, “L’unica cosa che riscatta il genere umano è la collaborazione”. E so che adesso faremo nostre queste parole.
— Non erano su un sotto bicchiere?
— Sì, della Guinness doppio malto.
Shaun (Simon Pegg) e Liz (Kate Ashfield) ne L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, 2004) di Edgar Wright.

L’attore, invece di voler dare l’impressione di improvvisare, dovrebbe mostrare piuttosto cosa è la verità: citare.
Bertolt Brecht.


— Se quell’aereo decolla senza di te, finirai col pentirtene. Forse non oggi, forse non domani, ma presto, e per il resto della tua vita.
— Oh, che belle parole…
— Sono di Casablanca. Ho aspettato tutta una vita l’occasione di usarle.
Allan Felix (Woody Allen) e Linda Christie (Diane Keaton) in Provaci ancora Sam (Herbert Ross, 1972).

Amer savoir, celui qu'on tire du voyage !
Le monde, monotone et petit, aujourd'hui,
Hier, demain, toujours, nous fait voir notre image :
Une oasis d'horreur dans un désert d'ennui !
Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal ("Le Voyage").

Postato da G.O.D. a 17/04/2009 16:05 | link | commenti
libri, cinema, che te lo dico a fare, che cazzo dico, meglio 50 giorni da godardi

venerdì, 27 marzo 2009
E ne siamo pure orgogliosi, pendejo!

Ma gli italiani non hanno gli occhi bendati, vedono che mentre noi andiamo avanti voi proseguite con la testa voltata all'indietro.
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio della Repubblica italiana al 1° Congresso nazionale del Popolo della libertà, 27 marzo 2009.

Noi tedeschi abbiamo dei problemi con le nostre “storie”. L’ostacolo vero è la nostra “Storia”. Il 1945, anno zero della Germania, ha cancellato molto, ha creato una voragine nella capacità di ricordo della gente. Un intero popolo – come afferma Mitscherlich – “è diventato incapace di essere in lutto”, il che significa “incapace di raccontare”.
Il regista Edgar Reitz.

[…] e poi Lima fece un'affermazione misteriosa. Secondo lui, gli attuali realvisceralisti camminavano all'indietro. Come all'indietro? domandai.
— Di spalle, guardando un punto ma allontanandosene, in linea retta verso l'ignoto.
Roberto Bolaño, I detective selvaggi, traduzione di Maria Nicola, Sellerio Editore, Palermo 2003, p. 21.

Postato da G.O.D. a 27/03/2009 20:19 | link | commenti
pensieri, musica, libri, attualità, berlusconi, che cazzo dice, godsgods, s-fascio

mercoledì, 28 gennaio 2009
Di anni ne sono passati 40

12 Dicembre — 1 1969. Mio zio Luigi, detto Lulù, scompare fra gli agrumi, sancendo la fine di un incanto impossibile. Aveva per me, mi aveva detto, un portentoso fucile-giocattolo. Ma io nel fondo già sapevo: Lo zio Luigi non promette mai. E forse è stato meglio così: le armi sono pericolose. V. Okla(h)oma; Spianata. 2 1969 (nello stesso momento). Alla banca dell'Agricoltura, a Milano, scoppiano due bombe potentissime: è strage, si accusano gli anarchici, la sinistra — il paese è in tumulto. Ma gli altri capirono, e il 12 dicembre cominciarono a cantare: ♫ Il 12 dicembre, un anno era passato, dal giorno delle bombe della strage di stato… E poi ancora l'anno dopo, e l'anno dopo, e l'anno dopo: si sarebbe creduto per sempre. V.: Compagna; Compagno; Violenza, et alia. 3 1999: in cui di anni ne sono passati 30. Quando si smise di cantare? Dove è finito il profumo di agrumi? (Sela, Psalmenende, si potrebbe suggerire; ma cfr. Reitano, Mino: ♫ Era il tempo delle more, per cui v.: Al; Allucinante; Bestiale…).
Giuseppe A. Samonà, Quelle cose scomparse, parole (Dizionario), Ilisso, Nuoro 2004, p. 11.

Postato da G.O.D. a 28/01/2009 01:08 | link | commenti (33)
musica, libri, obituaries

mercoledì, 14 gennaio 2009
Ammazza!

Il grande scrittore inventa il verismo a lieto fine. Il prossimo romanzo si intitolerà "Come trucidare un botto di gente e vivere felici a Copacabana".

http://www.wumingfoundation.com/images/cesare.jpg


Postato da G.O.D. a 14/01/2009 21:53 | link | commenti (46)
pensieri, viaggi, politica, libri, humour, che te lo dico a fare, politically scorrett, humour fou, s-fascio, nun fa ride, settemani

Evasione abortita

Lo hanno riacciuffato dopo due giorni.
Cercando la fuga giù per il tubo si credeva Harry Lime. Ma ha confuso prater, partire e partorire. Così madre natura ha vomitato l'embrione fecale.



O come nella Freccia del tempo di Martin Amis, dove un vecchio nazista vive letteralmente "à rebours", cacando cibo intatto dalla bocca e ritrovandosi con la merda che gli risale dal cesso nel buco del culo.

Postato da G.O.D. a 14/01/2009 16:50 | link | commenti (3)
libri, cinema, attualità, noi lo avevamo detto

venerdì, 02 gennaio 2009
Anàzer cauntri (1953-1992)

Per il primo dell'anno, GOD ti mostra uno dei 5 monologhi di Marco Paolini per "Report", se non hai i soldi per comprarti i dvd o magari il libro a cui si è ispirato. Poco più di mezz'ora per raccontare un'Italia che non esiste più.(1)
Se non lo hai mai visto, "te tocca".
Fidati.

Postato da G.O.D. a 02/01/2009 11:30 | link | commenti (7)
politica, libri, televisione, godsgods, funesgod

domenica, 28 dicembre 2008
L'unico gioco in città

XXI — IL GIRO DEL MONDO IN 46 SECONDI

Fino allora l'erba sembrava intatta; le vacche venivano lasciate a pascolare nel prato vicino alla casa. Ma verso la fine di maggio, il latte cominciò a guastarsi. Allora Nahum mandò le vacche sulle terre alte, e tutto ritornò normale. Poco dopo il mutamento di erba e foglie divenne visibile: tutto ciò che era verde prese una colorazione grigiastra e Ammi era oramai l'unico che andasse a trovare Nahum, ma anche le sue visite si facevano sempre più rare. Quando le scuole chiusero, i Gardner rimasero praticamente tagliati fuori dal mondo; qualche volta dovettero affidare ad Ammi l'incarico di fare le loro commissioni in città. Tutta la famiglia sembrava vittima di una strana degenerazione fisica e mentale: così nessuno fu sorpreso di sapere che la signora Gardner era diventata pazza.
Howard Phillips Lovecraft, Il colore venuto dallo spazio.

Ultimo unico gioco prima di decretare il vincitore dell'anno. Indovina da che film è tratta questa sequenza e vinci tre gettoni per la giostra. Mercoledì aggiungeremo un indizio e ci riprenderemo un gettone. Venerdì, altro indizio, e a questo punto dovrai sceglierti bene il cavalluccio, perché farai un solo giro in giostra.



P.S.: Ti ricordiamo che le regole de L'UNICO GIOCO IN CITTÀ™ sono depositate presso il notaio Altamante Fruzzetti e possono essere consultate qui. Se non ti piace la nostra giostra puoi sempre andartene a giocare in un altro altergarten.

AGGIORNAMENTO (mercoledì 31 dicembre): L'indizio si trova nell'esergo. La posta scende a due gettoni.

AGGIORNAMENTO (venerdì 2 gennaio): Il filmato ora è leggermente più lungo e la posta si riduce a un gettone.

ATTENZIONE: LA PARTITA SI È CONCLUSA DOMENICA 4 GENNAIO ALLE 01.48.
LA SOLUZIONE ERA "PROVIDENCE" (ALAIN RESNAIS, 1977). IN QUELLA SCENA, IL VECCHIO JOHN GIELGUD DICE AI FIGLI RACCOLTI INTORNO AL TAVOLO (NEL SETTORE DEL CERCHIO CHE ABBIAMO NASCOSTO), GUARDANDO LA BOTTIGLIA DI ROSSO VUOTA: "ECCO IL PRIMO MORTO DELLA GIORNATA". E, SORRIDENDO: "QUALE SARÀ IL SECONDO?". CHE CI FA PENSARE AL 2008, SOLO CHE QUELL'ANNO SAPEVA DI TAPPO.
SE NON AVESSE RICONOSCIUTO LA VILLA DEL RHODE ISLAND, BIANCA AVREBBE COMUNQUE VINTO LA BOTTIGLIA 2008, CHE POI SARÀ UNA DIVINA SPILLA.
LA PROSSIMA SFIDA SI TERRÀ DOMENICA 4 GENNAIO. I PUNTEGGI SARANNO AZZERATI. LA SOLUZIONE SARÀ RICOMPENSATA CON DUE BYTE, E PER FAVORE NON MORDERMI SUL MOUSE.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA DEFINITIVA 2008

bianca
: 11 gettoni.

afasol: 7
gettoni.
arcomanno: 6 gettoni.
malvino: 3 gettoni.
andrea: 2
gettoni.
desaparecida: 2
gettoni.
orsopio: 1
gettoni.
rabbi: 1
gettone e mezzo.
adlimina: 1 gettone
.

Postato da G.O.D. a 28/12/2008 11:41 | link | commenti (1)
libri, unico gioco in città, stentube

sabato, 27 dicembre 2008
Il silenzio di GOD / 2

Mio nonno soleva dire: “La vita è straordinariamente corta. Ora, nel ricordo, mi si contrae a tal punto che, per esempio, non riesco quasi a comprendere come un giovane possa decidersi ad andare a cavallo sino al prossimo villaggio senza temere (prescindendo da una disgrazia) che perfino lo spazio di tempo, in cui si svolge felicemente e comunemente una vita, possa bastar anche lontanamente a una simile cavalcata”.
Franz Kafka, Il prossimo villaggio.

Postato da G.O.D. a 27/12/2008 14:12 | link | commenti
riflessioni, libri, cinema, che te lo dico a fare, godsgods, meglio 50 giorni da godardi

venerdì, 26 dicembre 2008
Il silenzio di GOD

Se si potessero misurare gli spostamenti dell’attenzione, il lavoro dei muscoli oculari, le oscillazioni dell’anima e tutti gli sforzi cui un uomo deve sottoporsi per mantenersi in piedi nella corrente del traffico, probabilmente si otterrebbe una grandezza a paragone della quale la forza necessaria ad Atlante per sollevare il mondo è irrisoria, e si potrebbe misurare l’immane fatica compiuta oggigiorno anche da un individuo che non fa nulla.
Robert Musil, L'uomo senza qualità.

Postato da G.O.D. a 26/12/2008 20:37 | link | commenti (7)
riflessioni, libri, godsgods, meglio 50 giorni da godardi

venerdì, 19 dicembre 2008
I scream, you scream...

M[ondo].  Che diavolo è questo che mi vieni ingarbugliando? Che ha da fare il Mondo colla natura? (Che ho da far io) Sempre che ti sento parlare stimo che sia risuscitata mia nonna, o di trovarmi ancora in conversazione (compagnia della) colla balia. Siamo ai tempi d’Abramo o dei re pastori, o della guerra troiana? La natura mi fece la scuola da fanciullo, ma ora, come succede spesso in fatto di maestri, è mia somma e capitalissima nemica, e la mia grande impresa è questa di snidarla da qualunque minimo cantuccio, dov’ella sia rannicchiata. Ed oramai son vicino a riuscire, e spero che fra poco le farò dare un bando generale che la scacci da tutto quanto il genere umano, e non si troverà più vestigio della natura fra gli uomini.
G[alantuomo].  V. E. senza fallo dev’essere amica della ragione.
M.  Si, ma di quella fredda freddissima, e dura durissima come il marmo. A questa sì le voglio bene, povera vecchia, debole quanto una pulce.
G.  È stata sempre cosi debole, o solamente dopo invecchiata?
M. Sempre da quando nacque. Appena ha forza di dare il fiato. E non solamente è stata debole, ma ha snervato e snerva chiunque l’ha seguita o la segue. Fo che tenga una bottega dove una quantità di politici filosofi ec. ci stanno da garzoni, e lavorano il giorno e la notte a farmi il sorbetto e altre cose ghiacciate che mi piacciono sommamente e mi giovano moltissimo.

Postato da G.O.D. a 19/12/2008 09:24 | link | commenti (9)
pensieri, riflessioni, libri, humour fou, godsgods

sabato, 06 dicembre 2008
GOD's creature: un principe


 

Postato da G.O.D. a 06/12/2008 16:44 | link | commenti (1)
amore, libri, cinema, vita, godsgods

martedì, 25 novembre 2008
Ask the Dust

Osserva infatti, ogni volta che raggi trapelano
e infondono la luce del sole nell'oscurità delle stanze:
vedrai molti corpi minuscoli vorticare
in molteplici modi nel vuoto nella stessa luce dei raggi,
e come in un'eterna contesa muovere contrasti e battaglie
scontrandosi a torme, senza mai trovar pace,
continuamente agitati da rapidi congiungimenti o effrazioni;
così che puoi arguire da ciò quale sia l'eterno
agitarsi degli elementi primordiali delle cose nell'immenso vuoto;
per quanto un piccolo fenomeno può offrire l'immagine
di grandi eventi e una traccia per la loro conoscenza.
Tanto più giusto è perciò che tu volga il tuo animo
a questi corpuscoli che appaiono rimescolarsi nei raggi del sole,
poiché tutto quel turbinio rivela per di più che in essi
si celano moti segreti e invisibili della materia.
Tito Lucrezio Caro, La natura delle cose (trad. Luca Canali), II, 114-128


Due godardi lo avevano appena disperso nel Pacifico…



… ma a volte ritornano. E agli altri tre spolverini è toccato raccoglierlo alla stazione.

Postato da G.O.D. a 25/11/2008 11:53 | link | commenti (10)
libri, cinema, vita, morte, god dice poesia, che cazzo dico, meglio 50 giorni da godardi

lunedì, 24 novembre 2008
Rivoli ore 11

Chi, di fronte a uno stabile parigino, ha mai pensato che non fosse indistruttibile? Una bomba, un incendio, un terremoto possono abbatterlo certo, ma che altro? Agli occhi di un individuo, di una famiglia, di una dinastia perfino, una città, una via, una casa, sembrano inalterabili, inaccessibili al tempo, agli accidenti della vita umana, tanto da farci credere di poter confrontare e opporre la fragilità della nostra condizione all’invulnerabilità della pietra. Ma la stessa febbre che, verso il 1850, alle Batignolles come a Clichy, a Ménilmontant come alla Butte-aux-Cailles, a Balard come a Pré-Saint-Gervais, ha cavato su dalla terra tutti quei casamenti, si accanirà adesso a distruggerli.
    Verranno i demolitori e con le loro mazze schianteranno intonaci e ammattonati, sfonderanno pareti, torceranno serramenti, sfasceranno travi e capriate, strapperanno via pietre e lastroni: immagini grottesche di una casa crollata, ricondotta alle materie prime di cui i ferraioli dai grossi guanti verranno a disputarsi il mucchio: piombo di tubature, marmo di caminetti, legno di armature e parquet, di porte e plinti, rame e ottone di maniglie e rubinetti, specchiere e dorature delle loro cornici, lavandini, vasche, il ferro battuto delle tante ringhiere…
    I bulldozer instancabili si porteranno via il resto: tonnellate e tonnellate di calcinacci e briciole.
Georges Perec, La vita istruzioni per l'uso.

CROLLA_S

Postato da G.O.D. a 24/11/2008 17:02 | link | commenti
libri, scuola, morte, signore dimmi perché, che te lo dico a fare, s-fascio, funesgod

mercoledì, 12 novembre 2008
Rubrica "Sparatemi a vista, ma in mezzo agli occhi, altrimenti torno"

Il tg1 di stasera chiede a varie "personalità" di votare il loro libro preferito del 2008.

Paolo Mieli: "L'università truccata" di Roberto Perotti.
Alberto Arbasino: "La folie Baudelaire" di Roberto Calasso.
Alessandro Baricco: "2666" di Roberto Bolaño.
Ferruccio De Bortoli: "Un cappello pieno di ciliege" di Oriana Fallaci.
Vittorio Feltri: "I sinistrati" di Edmondo Berselli.
Roberto Saviano: "Il paese delle spose infelici" di Mario Desiati.

Baricco sarà pure uno scrittore mediocre. Ma ha buon gusto (sempre pensato). Hai detto niente.

P.S.: Pregasi evitare, negli eventuali commenti, considerazioni demenzial-chic tipo "Saviano deve ringraziare la camorra perché sennò col piffero che il suo libro diventava un best seller" o "Non mi piace Saviano perché ha detto che vive per la boxe". Non per altro. È solo che non mi piacciono, ecco.

Postato da G.O.D. a 12/11/2008 21:34 | link | commenti (3)
libri, news

sabato, 08 novembre 2008
Massa e potere

Non mi sarei mai azzardato a girare per i locali con il Tractatus logico-philosophicus, perché c'era già W che lo faceva, e la sua ragazza, S, era perfetta.

Dopo vari tentativi infruttuosi (Montagna Incantata, Uomo Senza Qualità, Pessoa, Cioran, Zichichi), capii che la scelta ideale era Massa e Potere. All'epoca non era facile procurarsi la versione tedesca, così dovetti ripiegare sull'edizione Adelphi, ben sapendo che ciò avrebbe comportato, per me,  la figura del coatto (qualunque cosa ciò significhi).

Rispetto al Tractatus, Massa e Potere è un testo assai più problematico: laddove il primo riesce a passare quasi inosservato, e scivola agilmente nei tasconi dei giacchetti, il secondo troneggia dovunque lo si ponga, e ogni tentativo di occultarlo scatena la sua ignobile vendetta, che si estrinseca nella produzione di protuberanze goffamente allusive.

Ma la verità era che amavo S: e non potevo farne a meno, essendo lei perfetta.

La sera in cui il suo amore con W era transitato dalla potenza all'atto, in principio nel letto eravamo in tre. E a ripensarci avrei almeno potuto cercare di competere. Ma dal taschino del pigiama di W a un certo punto era spuntato il Tractatus, e io mi ero allontanato con una scusa (miserabile).

La sera in cui S e W si lasciarono S venne a cercarmi, come nella canzone (di Adriano Celentano), ma proprio quella sera io stavo con K, che non era assolutamente perfetta, anzi, ed esibiva un disprezzo (davvero fuori luogo e inspiegabile) per Massa e Potere.

La sera in cui S e me medesimo ci siamo rincontrati, venti anni dopo, lei era sempre perfetta. Abbiamo parlato dei rispettivi figli, e delle rispettive monogamie. Abbiamo deplorato la caduta del desiderio che le monogamie, almeno nel medio periodo, inevitabilmente generano. Ci siamo trovati d'accordo sull'opportunità di relazioni extraconiugali, nell'indubbia certezza (quindi indubbia al quadrato), che tali relazioni non scalfirebbero l'amore coniugale.

Dopo un minuto di silenzio ci siamo salutati: non posso dire se S mi guardasse, perché non la guardavo io.

Arrivato a casa, ho ordinato via internet la versione tedesca di Massa e Potere, e ora aspetto impaziente che il corriere suoni alla mia porta.


Postato da G.O.D. a 08/11/2008 12:05 | link | commenti (4)
amore, libri, vita, sesso, humour, storie damore, humour fou, queste incredibili storie vere, settemani

giovedì, 06 novembre 2008
Magari un giorno ricostruiremo il suo dna

Aò, de gustibus non sputacchiandum est: non sarà stato Hermann Broch, ma a me Congo, Andromeda, L'uomo terminale e Mangiatori di morte erano piaciuti un frego.
E poi non era certo Kubrick, ma Il mondo dei robot, col pelatone a terminare tutti dieci anni prima del futuro ministro di Obama, è invecchiato maluccio, ma lo dobbiamo proprio buttare via? E Runaway non è forse una piccola perla di cinema boro, con Magnum contro il cattivissimo cantante dei Kiss e Kirstie Alley quand'era gnocchissima e non il sosia di Ave Ninchi che è diventata oggi?
Vabbe', celoso che Ben Hecht è un'altra cosa, ma almeno fino alla morte del dottor Greene, di' la verità: E.R. ti faceva davvero così schifo?

Postato da G.O.D. a 06/11/2008 19:54 | link | commenti (13)
libri, cinema, obituaries, godtube

mercoledì, 05 novembre 2008
Obama's nose

“Il film Zombi 2 di Lucio Fulci è un’ucronia in via di costituzione” scriveva Jean-Patrick Manchette. E subito aggiungeva, nel caso qualcuno non capisse: “È vietato ai minori; saggia decisione; un’ucronia in via di costituzione non è uno spettacolo per bambini.” Di Lucio Fulci ci occuperemo un’altra volta. Oggi parliamo di ucronie, quindi è meglio allontanare i bambini.


Postato da G.O.D. a 05/11/2008 01:04 | link | commenti (2)
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domenica, 02 novembre 2008
Son già passati gli anni di Cristo: altri tempi, altre 3 P

Quando il suo corpo venne ritrovato, Pasolini giaceva disteso bocconi, un braccio sanguinante scostato e l’altro nascosto dal corpo. I capelli impastati di sangue gli ricadevano sulla fronte, escoriata e lacerata. La faccia deformata dal gonfiore era nera di lividi, di ferite. Nerolivide e rosse di sangue anche le braccia, le mani. Le dita della mano sinistra fratturate e tagliate. La mascella sinistra fratturata. Il naso appiattito deviato verso destra. Le orecchie tagliate a metà, e quella sinistra divelta, strappata via. Ferite sulle spalle, sul torace, sui lombi, con i segni degli pneumatici della sua macchina sotto cui era stato schiacciato. Un’orribile lacerazione tra il collo e la nuca. Dieci costole fratturate, fratturato lo sterno. Il fegato lacerato in due punti. Il cuore scoppiato.
Perizia del medico legale, 2 novembre 1975.

Postato da G.O.D. a 02/11/2008 13:59 | link | commenti (1)
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venerdì, 31 ottobre 2008
GOD's Halloween: Ph'nglui mglw' naf h Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn




It's close to midnight and something evil's lurking in the dark


Under the moonlight you see a sight that almost stops your heart


You try to scream but terror takes the sound before you make it


You start to freeze as horror looks you right between the eyes


Come gracchia sempre la mia colf transilvana quando stira le camicie, "Se tu scruterai a lungo GOD, anche GOD scruterà dentro di te". Una volta, stufo di sentirla ripetere la stessa frase come un disco rotto di discorsi di Ceaucescu, sbottai: "Ma insomma, lo sanno anche i vermi che GOD è morto! Pensa piuttosto a non rovinarmi il colletto!". E lei, senza batter ciglio (ha delle ciglia lunghissime, che si congiungono al centro: ma in compenso in calze a rete e stivali di cuoio nero con tacchi a spillo è uno schianto): "Morire, essere veramente morti: dev’essere splendido!".
Un giorno metteremo su uno spettacolo di varietà, la mia colf transilvana e io: faremo furore. Un duetto da far impallidire Harpo e Chico.
Aspettando la gloria cabarettistica, at the midnight hour noi GOD abbiamo frugato nella nostra memoria millenaria, per riesumare cinque orrori primordiali. Cosa si prova a vivere nella paura? chiedeva un eroe antico. Ora lo saprai. E potrai anche divertirti a indovinare la scelta di ogni GOD. Ma attento, l'errore verrà punito con la morte. E sarà una morte lenta, che te lo dico a fare.

Postato da G.O.D. a 31/10/2008 23:54 | link | commenti (11)
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sabato, 25 ottobre 2008
2.000.000

Siamo in un mondo dove coloro che fanno

meno rumore non saranno ascoltati

(il che forse non è così grave: basta saperlo)

Daniel Biga citato in Jean-Bernard Pouy, Le Cinéma de papa, "Folio" Gallimard, pp. 109-10.

Postato da G.O.D. a 25/10/2008 20:17 | link | commenti (2)
politica, libri, god dice poesia

mercoledì, 22 ottobre 2008
There will be blood

A mio cugino: lui sa perché, lui sa cos'è, lui sa dov'è

Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare. […] Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro. […] Convocherò oggi il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere.
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio della Repubblica italiana, 22 ottobre 2008.

A furia di pensare cose orribili, finiscono per succedere cose orribili.
Irwin Molyneux, alias Felix Chapel (Michel Simon) in Lo strano dramma del dottor Molineaux (Drôle de drame, 1937) di Marcel Carné.

Queríamos, pobres de nosotros,
pedir auxilio; pero no hab
ía
nadie para venir en nuestra ayuda.
              PETRONIO
Esergo di Roberto Bolaño, Amuleto, Anagrama Editorial, Barcelona 1999.





Postato da G.O.D. a 22/10/2008 16:48 | link | commenti (9)
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sabato, 18 ottobre 2008
Landscape with dark knight



   Anzitutto, l'immagine delle terre dell'Arizona: l'immagine delle terre dell'Arizona e del Nuovo Messico, terre che poggiano su illustri fondamenta di oro e di argento, terre vertiginose ed aeree, terre di monumentali altipiani e di delicati colori, terre che hanno il bianco splendore di uno scheletro spellato dagli uccelli. E in quelle terre, un'altra immagine: Billy the Kid, il cavaliere inchiodato alla sella, il giovane di rudi sparatorie che assordano il deserto, il dispensatore di pallottole invisibili che uccidono a distanza, come per magia.
    Il deserto venato di metallo, arido e rilucente. E lui, ancora un ragazzo, che morendo a ventun'anni lasciava alla giustizia degli uomini un conto di ventun morti, "senza contare i messicani".

Jorge Luis Borges, "Bill Harrigan, assassino disinteressato", in Storia universale dell'infamia.

Postato da G.O.D. a 18/10/2008 12:16 | link | commenti
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