G.O.D. è un blog polimorfo pensato dalle sette peggiori menti di un paio di generazioni: il palindromico Batman,
il massiccio Scortichini Guido, l'impalpabile JoMontalban, l'imprevedibile ilgaffeur, lo zombie Stenelo, la spia Mirumir e l'inaggettivabile Dust

Altamante Fruzzetti presenta GOD

Misurati nelle prove del "Cimento godardo":
scaricare l'unico calendario riutilizzabile per almeno quattro anni, scoprire perché Altamante Fruzzetti è l'uomo più intelligente di tutti i tempi, unirsi alla dissennata ricerca dell'uomo sessuale e scartare gli erotici "Regali di Putin"™

La Lega vuole mettere una croce sulla bandiera. Ma guarda, io la metterei direttamente sull'Italia == La satira intelligente: "Berlusconi ce l'ha breve" == Berlusconi: "Rete 4 sul satellite? Un insulto alle nostre radici catodiche" == Sircana, Marrazzo, Gasparri: Gli uomini preferiscono beyond == Contro la rimozione del crocefisso si invoca il sagrato di Stato == La sentenza UE offende le nostre tradizioni. Dobbiamo reagire: appendiamo in aula anche la pizza. == Il Vaticano: "Sentenza miope". L'invisibile legnetto verrà quindi sostituito da una riproduzione 1:1 del Cristo di Arezzo di Cimabue == Berlusconi chiede il rinvio dell'udienza Mediaset perché piove

Istruzioni per GODersela


View my FriendFeed
dieci_domandamenti
terremoto_referendum



  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
RSS 2.0


Get Firefox!

sabato, 05 settembre 2009
Linguaccia

Il PdL ha da poco vinto le elezioni amministrative, che da anni vedeva il centrosinistra al governo della nostra città.

Al gentile lettore di GOD chiediamo gentilmente da dove è tratta la frase qui sopra riportata:

a. Un volantino firmato Forza Nuova.
b. L'ultima bustina di Minerva di Umberto Eco (ammesso che esista ancora (la bustina, cioè)).
c. Quagliariello, qualunque cosa ciò significhi.
d. Un aforisma del ministro competente, Altamente Fruzzetti.
e. Un sms di Ariodante Fruzzetti, com'è come non è.
f. Un pizzino di Bernardo Provenzano.
g. Un verso di Nek.
h. Fate come vi pare, fate, tanto la cultura alberga a sinistra, tanto.
i. Calderoli.
j. Bersani, che però assicura che nel dialetto di Bettola la frase è corretta.

Postato da G.O.D. a 05/09/2009 22:02 | link | commenti (10)
politica, le correzioni, attualità, berlusconi, poltica, calderoli a very local hero, s-fascio, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti, sistavameglioquandosistavameglio, faschifo, humour involontary, i grandi misteri della mente

Le colonne d'Ercole della ragione umana

Anche volendo trascurare il fatto che per dipingere una parete grande occorre in effetti un pennello di congrue dimensioni, resta inspiegata la presenza di un vigile urbano premunito di pennello.

Postato da G.O.D. a 05/09/2009 15:21 | link | commenti
vita, televisione, humour, berlusconi, poltica, altamante fruzzetti, nun fa ride, sistavameglioquandosistavameglio, i grandi misteri della mente

venerdì, 04 settembre 2009
Una lettera da Ariodante Fruzzetti (?)

Cari God,

visto che tanto spazio date alla mia famiglia me ne prendo un po' anch'io. Voglio gentilmente intervenire sul tema del giorno, e senza troppi quicqueri e quacqueri vengo subito al sodo, che poi neanche tanto: personalmente, com'è come non è, da ragazzo sono stato mezzo impotente. Ora ve l'ho detto, tanto a me che me ne frega.
Allora mi sono informato su epoca, sulla Garzantina e sulla trasmissione Rai che parlava di sesso con oserei dire, con rispetto parlando, Emanuela Falcetti, che è l'unica trasmissione, almeno così si diceva, dove si vedeva per la prima volta un pene in erezione alla Rai, ma se guardavi bene era il pene di un vecchio.

Com'è come non è esistono due sistemi contro il male del secolo scorso, perché da una decina d'anni mi è bello che passato, che vado gentilmente a enumerare, senza nasconderne né i suoi pro né i suoi contro.

1. La pompetta. Contrariamente al nome, ti fai mettere una camera d'aria all'interiore del pene e ti porti il gonfietto in tasca. Il gonfietto dico tipo quello per canotti, ma piu' piccolo, se ti sei mai misurato la pressione è come quello della pressione. Poi quando vuoi un'erezione fai ciuf ciuf e hai l'erezione. Quando non la vuoi piu' giri la valvola e pss pss fine dell'erezione, ti rimetti a lavorare di tutto punto.
Pro: infallibile, contrariamente alla parola. Contro: piuttosto rumorosa, piuttosto ingombrante, piuttosto difficile da nascondere alla partner (questo problema non si pone se per caso la partner non esiste).

2. La famosa puntura sul cazzo. Come si intuisce, si tratta di una puntura da effettuarsi sul pene. Conferisce un'erezione di tre-quattro-cinque-sei-sette ore. Non solo ne parla Sebastiano Vassalli in "archeologia del presente" (ve l'ho detto che mi sono informato), ma ho personalmente conferito con elementi che l'avevano fatta, e gentilmente dice che il cazzo diventa come nei sogni, quando è grandissimo.
Pro: è grandissimo. Contro: contrariamente ai sogni, non è smontabile (il cazzo).

Poi è uscito il Viagra che a) è molto meno efficiace b) ha effetti collaterali diciamo pure della Madonna. C'è anche chi ha scritto che solo una testa di cazzo prende il viagra, ma io non ho capito a chi si riferiva.

Gli anziani comunque raccontano che ai suoi tempi si faceva così: a) mettersi un anello di ferro attorno al cazzo, b) legarsi al collo con una cordicella una calamita, c) avvicinarla, al momento del bisogno, all'anello di ferro. Ma è un metodo che personalmente non capisco.

Vabbé, io a sto punto ho detto tutto e voi fate un po' come vi pare, come sempre.

Ariodante Fruzzetti.


Sarà.
GOD

Postato da G.O.D. a 04/09/2009 22:20 | link | commenti
politica, amore, riflessioni, vita, sesso, humour, salute, , attualità, berlusconi, poltica, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti, uomo sessuale, faschifo, contiene parolacce

lunedì, 15 giugno 2009
All'anima

Ho fatto il test "Che torre pendente sei?" e la risposta è "La torre di Pisa".
Dalla pagina fb dell' On. Min. A. Fruzzetti.


Bar Settimiano, esterno giorno.

GOD1: Questa m'era sfuggita.



Peccato che il filmato ce lo siamo già bruciati, perché la prima cosa che mi viene in mente è lui che manda a fare in culo i turisti tedeschi.
(E già che ci sono, ne approfitto per sputtanarmi definitivamente, confessandovi che per me il più grande attore di tutti i tempi è proprio lui.)

Niinetto er barista:
ma chi sarebbe quella che fa il saluto fassista?

GOD2:
La signora M.V. Brambilla, che già in precedenza aveva rilevato: "I nostri avversari si sono ridotti a misurare l’angolazione del mio gomito quando saluto i cittadini o a calcolare l’altezza delle mie braccia".
Si capisce™ che è solo una questione di angolazione.

Niinetto: Ah! Quella di Magic Italy!

GOD3: Quella che fa le ronde notturne. Come un faro nella notte. Più che una certezza, una sicurezza.

GOD4: La lucciola preferita dei turisti. A volte ritornano.

GOD5: I turisti?

GOD4: No, 'fanculo i turisti. Le lucciole.

Niinetto: Ostia!

GOD1:
Infatti anche quella del saluto romano può essere una questione molare.
Sospetto sia una leggenda, ma pare che all'inizio del ventennio (l'altro, non questo), mio nonno fosse stato condannato a soli 5 anni di galera, per motivi politici. Ma la Corte gliene avrebbe appioppati altri 10, all'ultimo momento, per vilipendio. L'avvocato insisteva perché lui facesse il saluto romano ai magistrati. E riuscì a vincere la ritrosia di mio nonno, il quale temeva che la Corte non apprezzasse il vero saluto romano.



(Ma ripeto: pare che le cose in realtà siano andate diversamente.)
(E poi dicono che la Turchia nun rimane in Europa.)

Niinetto: In Turchia intanto sono vietate le processioni religiose in strada mentre in italia, a Pisa, si mette la multa a chi non espone il lumino alla finestra al passaggio del "santo" loro. un San Carciofone qualsiasi di quegli idolatri là.
500 neuri la multa, eh.


GOD1: S'è magnati tutti i ceri / Taccitu e de san Ranieri.

GOD6: Questa invece era sfuggita a me. Bianchinerituttiuguali.

GOD3: Magari ce lo meritassimo ancora, Alberto Sordi.
Sarebbe da inventare un nuovo tag "indignazzione tardiva".

GOD7: Poi personalmente san Ranieri lo odio. Intendiamoci: la prima volta è uno spettacolo. Il massimo è alle 4 di notte, fare i lungarni in bici, ti tocca perché tutti dormono dopo aver trombato, tu non puoi se per esempio la partner ti spiega che lei ha problemi di sonno, si è messa i tappi per le orecchie, una specie di turbante, doppie calze, triplo pigiama: e dice che se vuoi puoi dormire nell'anticamera. Ma tu sei fiero e dici ma me ne torno nella mia stanza doppia, mi fermo un attimo alla fontana a bere e poi vado su per i lungarni, che vuoi che sia, anzi, a me piace molto di più così.
E già che ci sono mi godo Pisa di notte, che è il massimo perché non c'è nessuno, nessuno, nessuno neanche la sera della festa. Le candele bruciano ormai alla cazzo di cane, senza rispettare nessun progetto geometrico, ed è ancora più bello, perché sa di Monet, ma non Claude, un Monet diverso, un Monet alla cazzo di cane, guardarle, le candele, riflesse sull'arno, che è un fiume che fa veramente schifo a tutti tranne stanotte in cui a te, e solo a te perché non c'è nessun altro, non fa schifo. Quelli sono i momenti di cui ho nostalgia massima, personalmente.

GOD1
: Personalmente la nostalgia / Taccitu e de tu' zia.

Postato da G.O.D. a 15/06/2009 14:37 | link | commenti (5)
musica, immagini, cinema, sesso, le parole per male dirlo, storie damore, che cazzo dice, humour fou, s-fascio, che cazzo dico, meglio 50 giorni da godardi, hai la face come il book, altamante fruzzetti, sistavameglioquandosistavameglio, morte del testo lungo, faschifo, sistavapegghioquando sistavapegg, io bene e voi , troppo autoreferenziale, indignazzione tardiva

lunedì, 08 giugno 2009
Tecniche di autodifesa

Il mio gradimento è all'80%, no, all'800, no, all'8000.
Il mio partito al 40%, no, al 45%.

Iddu

Il suo gradimento è al 90%, no al 900, no, al 9000.
Vado alle elezioni perché obbligato, ma andrebbe tanto volentieri al mare.


L'altro

Ci sono porte che si difendono da sole
Altamante Fruzzetti.

Postato da G.O.D. a 08/06/2009 23:01 | link | commenti (2)
politica, , attualità, berlusconi, europee 2009, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti, perché non si sa mai

giovedì, 04 giugno 2009
Prima del big bang

Prima del big bang non c'era nulla
e quello che è successo dopo lo sappiamo.
Ma ignoriamo completamente
quello che è successo
tra il big e il bang
On. Min. A. Fruzzetti



Il bambino di cinque anni dice pof pof, lo dice in fretta, poi si volta e si allontana seguendo la battigia. Il raschiare dei ciottoli sotto i suoi piedi è indistinguibile dalla risacca. I suoi compagni, quasi tutti più grandi (uno di loro oscenamente più grande) lo guardano allontanarsi come si guarda un'equazione irrazionale.
Poi si allontanano anche loro, anche loro seguendo la battigia, ma in direzione opposta. Dopo venti, cinquanta metri uno di loro salta in aria, come se tra i ciottoli fosse nascosta una mina, ricade per terra e si contorce. Gli altri non hanno il tempo di comprendere perché immediatamente dopo uno di loro salta su un'altra mina. Come in una sequenza irregolare, come in un proiettore inceppato o in un video che si carica a scatti, tutti saltano, cadono e si contorcono.
Tutti tranne uno: l'osceno. Quello che fanno è ridere. E quello che non ride è Altamente.

Rincorro il bambino di cinque anni, cerco i suoi occhi che sfuggono ai miei senza mai perdere un'espressione di magnifica concentrazione. Come ti chiami? Quando parli a un bambino devi sempre chiedergli come si chiama, e lui dice che si chiama Canovacci. Ma Canovacci non è mica un nome, sai, certo che lo so, è un cognome, il mio cognome.
A questo punto mi guarda. E assomiglia davvero a un'equazione irrazionale fratta che se non stai attento ti sommerge di soluzioni nessuna delle quali, però, a analizzarla correttamente, la risolve davvero. Cerco di analizzarlo correttamente.

- E il tuo nome?
- Dopo. Forse.
Pausa.
- E io mi chiamo Fruzzetti.
Non mi chiede il nome, sa che verrà dopo, forse, io so che verrà dopo, forse, ma comunque prima del suo. Restiamo a guardare il mare, tiro qualche ciottolo nell'acqua per imbarazzo o per spezzare il ritmo dei diocàn che giungono dai ragazzi dietro: giocano a biliardino detto anche calcio-balilla, o a un gioco strano, in cui una pallina rotola senza strisciare su un piano inclinato sul quale è tracciata una strada stigmatizzata da fori dove la pallina (di metallo) può essere inghiottita, e il ragazzo deve (müßen, più che sollen: giuro) evitare che la pallina sia inghiottita, e ogni volta che accade l'ingoio dice diocàn, ogni volta che per miracolo la pallina resta in pista dice diocàn, ma in modo completamente diverso, fino a quando finalmente traspare che diocàn è una lingua perfetta e assoluta che può esprimere tutti i sentimenti umani ma anche concetti astratti e sicuramente buona parte della scienza (e della storia) del ventesimo secolo o di qualsiasi altro secolo si scelga di considerare. C'è chi dice che i ragazzi siano semplici come derivate, dritti come simboli di Leibniz, ma chi ha sentito la loro lingua sa che possono fondersi come segni di integrale e decomporsi, d'incanto, come polinomi nel campo complesso.

Canovacci, cinque anni, segno zodiacale ignoto come il nome proprio, disprezza il lancio di pietre nell'acqua.
- Ti ho sentito prima.
- ....
- Ho sentito cosa hai detto.
- Quando?
- Quando lo hai detto.
- Cosa?
- Pof pof.
- ....
- Vorrei che mi raccontassi la storia.
- ....
- Quello che hai detto prima.
- ....
- Il mondo prima del pof pof.

Sorride a metà, sfumato, come in una vecchia canzone di Billy Joel. Restiamo ad ascoltare i ragazzi, circonferenze che si toccano a formare l'infinito.
All'improvviso:
- C'è un goloso, un ladro e...
...e una forza soprannaturale mi solleva dalla battigia, come un siluro che arriva dagli antipodi, passando per il centro della terra. Ricado e ho convulsioni insostenibili: rido, rido, rido. Quando mi riprendo, Canovacci-cinque-anni mi guarda come una soluzione ben definita che esiste ed è unica. E dice.
- Te devi essere l'uomo più intelligente di tutti i tempi.
- ...
- ...
- Sì, è precisamente come hai detto. Devo. Ich soll.
- ...
- Ma ti giuro che se potessi scegliere

Postato da G.O.D. a 04/06/2009 23:18 | link | commenti (3)
amore, vita, , attualità, le grandi biografie, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti, nun fa ride, morte del testo lungo

mercoledì, 03 giugno 2009
Le carte altamantine

Voglio le carte là.
On. Min. A. Fruzzetti.


L'ecomostro non è solo la riflessione perfetta delle onde sonore, né uno scrittore prolisso. Ma che vi dobbiamo spiegare, voi cielo sapete benissimo, cielo sapete da God. Il dunque è che nei pilastri dell'ecomostro è stato rinvenuto Altamante Fruzzetti (che quindi non era morto, era solo svenuto) e soprattutto le sue fantomatiche carte: da gioco, geografiche, e di credito. In esse è tracciata la sua parabola, anche se in modo ellittico, con ripetuto uso di iperboli e argomenti circolari. Ma anche questo cielo sapete. Non resta che pubblicare le carte medesime, augurandovi buona lettura, nel senso che è meglio spegnere e leggere un bel libro.

Se il primo fu Altamente, o fui io, è materia inestricabilmente avvolta nella grafia di un ostetrico analfabetizzato, perché già di ritorno. La a è facilmente sovrapponibile alla e che è facilmente sovrapponibile a qualsivoglia ideogramma ippocratico. Non si sa, anche se è un'informazione chiavica: potendo arrecare in sé medesima (se si desidera l'accento), o in se stessa (se lo si rifugge) la decrittazione delle differenze tra due gemelli mutuamente ortogonali benché non solo omozigoti, ma anche coetanei e conterranei, e secondo certi filosofi d'oltralpe (se vivete di là), contestuali.

Detta in big coins, Altamente capiva tutto laddove io nulla. Il mio epitelio frontale si squamava e accartocciava, le mie ghiandole salivavano, i miei occhi si ramazzottizzavano nella misura in cui la fronte di Altamente sembrava passata con lo stira e con l'ammira (e a tratti financo inamidata), le sue ghiandole crepitavano ubertose e i suoi occhi sembravano quelli di un'aquila taxidermizzata.

Fu verso la maggiore età (maggiore delle precedenti ma minore delle successive) che risolsi di domandargli perché io non capissi nulla: lui, certamente, lo aveva capito. Altamente non distolse le pupille dall'orizzonte (che io intuivo come vertice, a causa dell'ortogonalità) e disse con-testualmente: A Artamà, nun se capisce.  A cosa, comme cazzo se chiama, ah sì, a vida, nun è fatta pe esse capida. Te piace la forisma?

Quella fu la cosa, la prima cosa che capì: mio fratello gemello Altamente era il più grande imbecille di tutti i tempi.
La seconda: io capivo di non capire. E se l'uomo più saggio è quello che sa di non sapere, quello che capisce di non capire è il più capiente: il più intelligente di tutti i tempi.
La terza: il destino aveva concentrato il massimo della fortuna e della sfortuna in due gemelli: e quello che aveva avuto la peggio ero io.
La quinta: avrei trascorso il resto della mia esistenza a dimostrare con il massimo rigore quanto detto.
La sesta: incidentalmente avrei reso un servizio all'umanità: stabilendo esattamente l'ordinamento del genere umano in base all'intelligenza. Visto il livello dell'umanità, nel migliore dei casi sarei stato ignorato, nel peggiore ucciso da un sicario a calci nel culo: o viceversa.

Decisi quindi di progettare l'intelligenziometro (che un quotidiano locale ha definito fantomatico. Mi preme sottolineare che ho dedicato anni preziosi affinché l'intelligenziometro non fosse assolutamente fantomatico, proprio per nulla, ma per un cazzo! Scusate se mi scaldo ma mi preme sempre di più e un bel giorno scoppio). La macchina era facile, la parte più complicata fu trovarne il principio fondazionale. Alla fine il principio mi balenò, anzi mi squalò, mi orcassassinò quando sentì un bambino di cinque anni raccontare la barzelletta del pof pof.

Qui termina la prima carta di Altamante Fruzzetti. Nella seconda si spiega (insomma) in cosa consista la barzelletta del pof pof. Ma noi chiediamo ai nostri appassionati lettori di ricostruirla dal solo indizio che la barzelletta include, in qualche forma, il pof pof, e che serba in sé medesima o se stessa il principio della misura dell'intelligenza.
Nella prossima carta altamantina  si spiegherà perché tale principio, benché non fallimentare, non soddisfi il criterio di completezza richiesto da Altamante, e si sia reso necessario ricorrere all'invenzione complementare, il noto imbecillometro, il cui principio, come i nostri lettori più affezionati sanno, risiede nelle proprietà dei raggi cattolici.

Postato da G.O.D. a 03/06/2009 23:14 | link | commenti (2)
, attualità, altamante fruzzetti, nun fa ride, morte del testo lungo

venerdì, 22 maggio 2009
Il diplodoco stanco

Dopo quarant’anni di Australia, Cozzani torna a Spezia.
Con il cuore gonfio scopre che c'è ancora il baretto in Piazza Brin
E i suoi amici sono seduti al solito tavolo.
Si avvicina e siede un po’ discosto. I suoi amici continuano a giocare a carte.
Passa mezz’ora. Un’ora.
Alla fine Vergassola, senza staccare gli occhi dalle carte, fa:
“Aloa, Cosàn, te parti?"

Apologo spezzino.

http://www.iloveagrigento.it/wp-content/uploads/2008/06/lo-scheletrone-di-palmaria-a-porto-venere.jpg

È proprio accanto allo Scheletrone dell’Isola Palmaria che ho passato l’estate più bella della mia vita, e quindi il periodo più bello della mia vita, e cioè la fase storica più bella di tutti i tempi. Date uno sguardo alla foto dello scheletrone: accanto, sulla destra c’è una casa di sasso: lì.
È anche giunto il momento di dirla tutta: quella è l’isola di Altamante Fruzzetti. O se non è lei, è lì vicino. Ma non ho un ricordo distinto di Altamante. L’umanità che si muoveva sotto lo scheletrone (e non stuzzicatemi perché posso uscire i nomi e i cognomi, e non è detto che non lo faccia prima della fine del pezzo, o dopo) era emblematica, ma di cosa non so. Gente che viveva in rimesse di lamiera cucinando e offrendo a chiunque improbabili zuppe di pesce che i benpensanti trattavano come organismi decomposti. Gente che parlava (poco) ma soprattutto guardava come se fossero loro i padroni dell’Isola. Rettifico: i Comandanti dell’Isola. Forse Altamante era uno di loro, ma se volete saperlo, ho i miei dubbi: fondati, fondatissimi.
Potrei intrattenervi tutta la notte, ma lasciamo perdere, non solo non capireste nulla, ma soprattutto non capireste che non capite nulla, esattamente come ora non capite che non capireste nulla. E poi se ci andate ora, alla Palmaria, non trovate niente, nemmeno più lo scheletrone.

La prima cosa che mi insegnarono i grandi era che lo scheletrone fa schifo. Peggio: è uno scandalo, una vergogna. La notte mi svegliavo, ma non sudato, tranquillo, e dalla mia stanza sentivo il mare, ovviamente, e dalla finestra vedevo ed ero guardato da cinque o sei dei venti o trenta occhi dello scheletrone. In uno di quegli occhi spuntavano delle scarpe da basket, e io, malato dell’amore non dico vero, ma certamente il più vero di tutti i tempi, ossia l’amore delle medie, fantasticavo di saccopelisti tedeschi che lì dentro, in quell’isante preciso, becciavano. E cercavo di ipnotizzarlo, lo scheletrone, per obbligarlo a ospitarmi, il giorno che sarei andato lì a becciare.

Per becciare c’era ovviamente una tecnica molto precisa, ma era segretissima e non si poteva chiedere. Occorreva aspettare che un amico iniziato te la spiegasse. Ma siccome tu dovevi comunque fingere di conoscerla, quella tecnica precisa, nessun iniziato avrebbe mai avvertito la necessità di spiegartela. Il paradosso bloccava la tua esistenza come una ganascia dei vigili (che non esistono) e se qualcosa poteva salvarti era la stellata della Palmaria sopra lo scheletrone. Lo scheletrone si appoggiava alla roccia come un diplodoco stanco, che non ce la fa più, e di notte i suoi occhi formavano una necropoli come Pantalica, ma io non lo sapevo.

Lo scheletrone era una griglia abortita, la sconfitta della geometria contro la vita, qualcosa che avrebbe aperto gli occhi anche a Oscar Amalfitano.
Da Portovenere tutti lo vedevano e i genitori lo indicavano ai figli: vedi, quello è lo scheletrone e tu devi sapere che fa schifo, anzi è una vergogna, uno scandalo. I figli fissavano lo scheletrone e deglutivano, assimilavano.
Ora quei figli non potranno portare i loro figli a Portovenere a esperire l’idea platonica dello schifo, la vergogna quintessenziale, lo Ur-scandalo. Ora, e se conoscete Spezia non potete negarlo, i figli indicano ai loro figli il ground zero dello scheletrone, e dicono loro che c’era lo scheletrone, glielo descrivono, spiegano che faceva schifo, ma che era meglio quando c'era lui: molto meglio no, appena un po’ meglio.

Io da tutto questo prendo le distanze. Personalmente, io non so becciare.

Postato da G.O.D. a 22/05/2009 22:49 | link | commenti (9)
amore, riflessioni, vita, sesso, , morte, attualità, politically scorrett, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti, sistavameglioquandosistavameglio, morte del testo lungo, faschifo, sistavapegghioquando sistavapegg, settemani

sabato, 25 aprile 2009
Who's who?



Indovina chi è chi. E ringrazia con noi il genio di Yagababa.

Postato da G.O.D. a 25/04/2009 07:50 | link | commenti (8)
immagini, amore, vita, sesso, , berlusconi, storie damore, godsgods, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti, sistavameglioquandosistavameglio, meglio di noi

venerdì, 27 marzo 2009
Alla ricerca dell'Uomo Sessuale - V

Un insperato e tempestivo aiuto da un amico dei fan club di Gabriella Carlucci. Emerge che il vincitore del passato quiz è incredibilmente Yagababa, che dovrebbe ricevere un tritacarne mediatico da Altamante Fruzzetti, il quale però si dà il caso che sia defunto (eh sì) e che la sua morte sia avvolta nel più profondo Ministero, dove non si sa nemmeno se si fosse portato il famoso letto di morte. Comunque Altamante ha lasciato alcune carte, nonché degli scacchi, un go, un master mind e un "Allegro Chirurgo". Ci dispiace dirlo così ma ormai l'abbiamo detto così.
Una carta di Altamante dice "Il quiz di Venerdì sarà metti le parole laddove giacciono i puntini, e la vittoria arriderà a[...]. E di questo io notaio sono certo.". Appunto, mettete la parola dove giacciono i puntini.


Cari God,

mi chiamo Truante Antonio detto Tony, e appartengo ai fan club di Facebook e non solo dediti all'on. Gabriella Carlucci, se esistono. La mia stima di essa, che si sostanziò negli ormai purtroppo allontanatisi anni '80 e che le pervenne per traslazione a partire dalla di lei sorella Milly, la quale veniva prima della sorella e ballava in quel di Risatissima, si accrebbe notoriamente un anno or sono, quando l'onorevole Carlucci ebbe a discutere con il premio Nobel della fisica e non è che discuteva di bazzecole o di sua sorella Milly della quale si sono perse le traccie, forse perché siedette su un treno soppresso, no, discuteva proprio di Fisica con il premio Nobel della Fisica, e anzi discuteva con il Premio Nobel proprio delle scoperte stesse fatte da lui stesso Premio Nobel, spiegandogli quali erano importanti e quali no, quali erano giuste e quali erano sbagliate, e il Premio Nobel non si voleva arrendere, non se ne voleva proprio darsene ragione.

Posso giurarvelo che ho tante aspirazioni, che gli amici mi chiamano aspiratutto, se esistono, ma la cosa che aspiro con tutti i polmoni si chiama la possibilità concreta che Gabriella Carlucci rilievi Maria Stella Gelmini nel ruolo di Ministro della Conoscienza o come si chiama e si faccia sottosegretariare dall'onorevole come si chiama, l'amico della Stepanenko, bé mi verrà, sì, Barbareschi Luca, che ha mostrato direttamente in diretta che in dieci secondi si valutano i proggetti di ricerca, ed è anche un modello di efficenza che andrebbe bene nel prociesso penale e anche nella colonia penale.

Io ho molto ammirato queste cose perché io la scenza la so, e non parlo a valvola.

Postato da G.O.D. a 27/03/2009 08:51 | link | commenti (10)
riflessioni, humour, , morte, le grandi biografie, humour fou, altamante fruzzetti, brevi di nera, morte del testo lungo

martedì, 06 gennaio 2009
Alt & Max

Erano i due bambini più intelligenti, Massimo e Altamante, detti, non rispettivamente, Alt e Max. La gente era dicotomica: quelli che è più intelligente Alt, e quelli che ma stacippa, è più intelligente Max.

Erano così intelligenti che subito capirono che l'intelligenza era cosa da dissimulare ad ogni costo, perché fonte sicura di cazzo cacato.

La strategia di Alt la conosciamo: studio notarile e fuga sull'isola deserta, dove esprime il suo genio inventivo e scopre la sua negazione tennistica.

Diversa e più temeraria la strategia di Max: "Farò tante e tali sciocchezze, dirò tante e tali minchiate, riempirò la mia esistenza di tante e tali baloccaggini, sciempiaggini, corbellerie e coglionazzate che nessuno potrà avere più dubbi."

Postato da G.O.D. a 06/01/2009 16:44 | link | commenti (12)
politica, scuola, humour, satira, politically scorrett, le grandi biografie, humour fou, s-fascio, altamante fruzzetti

lunedì, 05 gennaio 2009
Gaza dolce Gaza

Non so se avete notato, ma c'è un grosso casino attorno alla striscia di Gaza. È un fatto più unico che raro, dato che solitamente quella zona, come tutti sappiamo, è considerata una specie di "buen retiro" più tranquillo di una pensione sulla costa californiana, e infatti è principalmente abitata da ricchissimi anziani tedeschi e svizzeri, che vengono lì per godersi un meritato riposo, all'ombra degli ulivi e col bel mare davanti. E poi il clima è assolutamente ideale. Ora questo piccolo paradiso è sotto una tempesta di merda.
(Fossi in te continuerei a leggere. O almeno dai un'occhiata, che c'è pure una foto di Eva Grimaldi.)

Postato da G.O.D. a 05/01/2009 14:18 | link | commenti (34)
pensieri, viaggi, vaticano, politica, televisione, crisi, le parole per male dirlo, signore dimmi perché, politically scorrett, catalogo delle idee chic, s-fascio, che cazzo dico, il riconformista, altamante fruzzetti, settemani

La posta del cervello di GOD

Cari God,
come funziona l'inteligenziomentro inventato da Altamante Fruzzetti, l'uomo più intelligente di tutti i tempi?

Deuterio, Bomba.

Caro Deuterio da Bomba,
l'intelligenziometro funziona benissimo, grazie.

Cari God,
qual è il processo in virtù del quale l'intelligenziomentro di Altamante Fruzzetti perviene alla misura dell'intelligenza umana (certo che ci vuole pazienza con voi)?

Trizio, Chernobyl.

Caro Trizio da Chernobyl,
il processo è semplicissimo. Il soggetto interessato alla misura precisa della sua intelligenza invia regolare domanda in carta bollata uso bollo, allegando le opportune marche da bollo, a Altamante Fruzzetti (che è pur sempre notaio), il quale le accetta senz'altro dietro opportuno compenso da notaio dell'era Bersanica (che coincide con l'opportuno compenso da notaio del Prebersanico).
Indi il soggetto viene inviato alla caverna dell'intelligenziomentro, isolata da interferenze eterne e dai raggi cattolici. Si innesta, a volte con fatica, nel marchingegno, e aspetta. Il custode dell'intelligenziometro, Clitoride Canovacci detto Camaròn, aziona il saltapicchio. La misura richiede tempo nel caso in cui la mente del soggetto sia di qualità estremamente scadente e/o eccelsa. Quando il rilievo è  stato completato compare, nell'apposito visore, il valore dell'intelligenza fino alla decima cifra decimale, o all'undicesima undicesimale.
Il funzionamento dell'imbecillometro è uguale e opposto, e si avvale del potere dei raggi cattolici.

Cari God,
che cos'è un raggio cattolico?

Cristiana, La Mecca.

Cara Cristiana da La Mecca,
un raggio cattolico è la linea che unisce il centro cattolico con il circolo cattolico. Misura esattamente quanto il circolo cattolico diviso per due volte pi greco (ortodosso).

Cari God,
il nome del custode dell'intelligenziometro, Clitoride Canovacci, è per caso in realtà uno pseudonimo?

Paranza, Casal di Principe.

Cara Paranza da Casal di Principe,
complimenti per la sagacia. In effetti trattasi di un nome d'arte, per scoprire il nome autentico caldo d'anagrafe devi volerlo.

Postato da G.O.D. a 05/01/2009 10:42 | link | commenti (6)
riflessioni, sesso, humour, humour fou, god cielo sa, altamante fruzzetti

lunedì, 22 dicembre 2008
This is what happens when you fuck GOD in the ass

Niente di quello che ho detto è vero. Non perché non sia vero, ma perché l'ho detto.
Tommaso Landolfi (in testa alla pagina facebook di un God's God).


GOD vuol bene a quasi tutti i suoi fedeli. Con loro si potrebbe quasi scusare per il mortorio di oggi, se non fosse che GOD non deve conti a nessuno e non perdona, mentre io neppure. Infatti ci sono anche lettori mascalzoni, che da ieri notte ci inondano di lettere (scritte coi piedi, che te lo dico a fare) accusandoci di mentire, a proposito della lettera appena ricevuta da Altamente Fruzzetti, l'uomo più imbecille di tutti i tempi (nonché ladro di prese Vimar e Ticino, e anche della nostre audiocassette dei Creedence). Manco ce la fossimo inventata noi, che abbiamo creato il mondo e quindi anche il suddetto Fruzzetti. Abbiamo sprecato la giornata sull'Olimpo (bar Settimiano) in sessione plenaria. ODG di GOD: controbattere a simili infamie.
Abbiamo deciso di denunciare tutte le malelingue per diffamazione e blasfema. Primo passo legale: chiedere ai nostri due avvocati di fiducia di sigillare subito la lettera e recapitarla personalmente al giudice, a mo' di reperto probatorio.
Marrani, convertitevi prima che sia troppo tardi, continuate a leggere, e siate accecati dallo splendore della verità.

Postato da G.O.D. a 22/12/2008 19:25 | link | commenti (2)
cinema, che te lo dico a fare, meglio 50 giorni da godardi, noi lo avevamo detto, altamante fruzzetti

Una lettera da Altamente Fruzzetti

Riceviamo e pubblichiamo una missiva dal gemello dell'uomo più intelligente di tutti i tempi, il quale gemello, abbiamo recentemente appreso, segnò il massimo punteggio all'esame dell'imbecillometro a raggi cattolici, strumento sul quale non siamo ancora in grado di dare delucidazioni.

Cari God,

se il mio fiato non mi inganna, a giudicare dalla lettura che ho appena espletato del vostro blog voi avete a cuore la questione morale: ebbene, io non solo sono deputato, e come tale direttamente investito di tale questione, ma sono anche un dentista, e come tale seguo la questione molare (per la quale andava bene anche un chimico quantitativo, ma si guadagnava meno), e ho pure un cugino dantista, cosa che dimostra che tutto è legato insieme come in un video bondage.

La cosa che qui interessa di me sottoscritto, direi, è l'aspetto deputativo. Si dice, infatti, che noi deputati saremmo come quelli degli anni ottanta: che occupandoci della cosa pubblica ne approfitteremmo per ricavarne denaro (e il denaro sono soldi).

Smentisco senza tema di smentite (ma con una Thema Ferrari nel garage) questa idea malsana. Infatti noi deputati del ventunesimo secolo ma col catapacchio che ci occupiamo della cosa pubblica: sarebbe davvero un atto di presunzione, di ingerenza nella vita altrui e anche di violazione, come si dice, del privé del pubblico.

Si diceva infatti una volta che il privato è politico, ma è totalmente falso, perché il politico non si priva di niente, donne, denaro o cielo, mentre il pubblico è privato, nel senso che lo abbiamo privato di quasi tutto (non solo servizi e diritti, ma anche rovesci e volée).

Oltre al fatto che quelli che si infilano nella cosa pubblica si beccano delle brutte malattie.

Postato da G.O.D. a 22/12/2008 00:20 | link | commenti (5)
politica, riflessioni, vita, humour, humour fou, s-fascio, altamante fruzzetti, settemani

giovedì, 18 dicembre 2008
Preleonarditi

Sono di Altamante Fruzzetti
Sotto un quadro di Leonardo scoperti tre disegni
(fonte: Repubblica.it)

Postato da G.O.D. a 18/12/2008 14:40 | link | commenti (1)
news, altamante fruzzetti

Una lettera da Altamante Fruzzetti

Riceviamo da cotanto uomo e tremolanti pubblichiamo l'incontinente (anche perché vi si narra di un volo intercontinentale) missiva. Essa contiene un mistero di stampo cinematografico alla cui soluzione chiediamo ai nostri lettori di concorrere. Il primo che darà la risposta riceverà in gentile omaggio un tritacarne mediatico.

Cari God,

è con malcelato cacamento di cazzo (d'ora in poi CDC) che apprendo del vostro interesse per la mia persona. Proprio quello che avevo sempre temuto e presentito: attraversare la vecchiaia con il cazzo cacato. Io, che sacrificai il notariato e il notabilato alla costruzione dell'intelligenziometro, ora sacrificherò il tennismo al suo opposto, la distruzione lenta, agonica e inesorabile dello stesso.
Checche siate stati impietosi nello sfruculiare i miei segreti, nulla avete potuto contro la vostra maldestrezza, che vi ha precluso alcune tra le più scorticanti delle mie passioni, e dei più corrosivi nei miei dubbi.

Sappiate che mai lasciai la mia isola e il mio strumento, eccetto quando troppo pressante si manifestava il richiamo cinematico, ossia del cinema: ma non soffrendo il CDC della connessa burocrazia (un biglietto, mille lire, e ma aumenta sempre, buongiorno buonasera) ricorrevo, per vedere un film, ad uno stratagemma che traspira, ovviamente, intelligenza: effettuare un volo intercontinentale.

E qui comincia il mistero.

Postato da G.O.D. a 18/12/2008 13:13 | link | commenti (31)
racconti, cinema, humour, alitalia, humour fou, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti

martedì, 16 dicembre 2008
Altamante Fruzzetti e l'enigma de lo Pari

Ancorché Altamante Fruzzetti sempre godette, pugnette o non pugnette, fama meritoria de homo più intellighente du mundo, eppur tuttavia sia gli annali che gli anali (fu tennista di merda, ma cosa c'entri lo tennis dopo si capirà, forse) riportano notizia di suo grande cruccio mai risolto in tutta sua vita: l'enigma del signor Pari. C'è da rimembrare che il Fruzzetti fu amante appassionato dello sport della bala piccola, ossia delo tennis. Nel suo arcipelago costruì ed istruì più campi tennistici in terra focaia, metà pietra, metà rossa, che studi notarili. E adunque fu qui che gli si presentò l'enigma del signor Pari che gli rovinò vita e racchetta. Sul 40 pari (ma lui diceva 40 uguali, anzi 45 uguali perché Fruzzetti contava a botte sempre di 15) delo game, lui punto faceva ed il punteggio diventava "vantaggio Fruzzetti". Questo lo capiva ed era loico. Ma se perdeva il punto successivo, il punteggio diventava "vantaggio Pari". Eppure, per quanto avesse jocato lo tennis, mai un suo avversario si era chiamato "Pari". Li sui avversari si potevano nomare "Adelmo fu Antonio", oppuramente, "Antonio fu Adelmo" perché incontrò jocatori de diverse generazioni, sempre de unico ceppo e ceppa, un po' come "Cent' anni di solitudine-sai che palle!" Pe' la solitudine, mica pe' Marquez. In ogni caso, che sinnò perdo er filo co' tutto er gomitolo, mai incontrò sul campo da tennis lo signor Pari. E allora, si chiese pe' tutta la vita senza trovare via alo mistero, chi cazz' era questo signor Pari, questo terzo giocatore, e sempre lo stesso, che improvvisamente si materializzava nel punteggio e rischiava de vince' la partita dopo tutto lo culo che si faceva lui stesso, Altamante Fruzzetti, e pure lo suo legittimo avversario, Adelmo fu Antonio, o Antonio fu Adelmo. La vana ricerca del signor Pari, tennista misterioso che mai si presentava con racchetta e maglietta puzzolente, fu mistero irrisolto anche dalla sua enorme intellighenzia. Fu questa irrisolta questione che lo posticipò in classifica tra gli aspiranti Nobel a Brunetta che lo fissò con dispregio ad altezza di palle, ancorché non da tennis. 

Postato da G.O.D. a 16/12/2008 17:30 | link | commenti (18)
racconti, humour, le grandi biografie, humour fou, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti

lunedì, 15 dicembre 2008
Vita di Altamante Fruzzetti

Cari God,
potreste raccontare la vita di Altamante Fruzzetti, l'uomo più intelligente di tutti i tempi?
Ermenessenda, Bad Tölz.

Cara Ermenessenda da Bad Tölz,
sì.

Cari God,
raccontateci la vita di Altamante Fruzzetti, l'uomo più intelligente di ogni tempo.
Eraclide, Good Tölz.


Caro Eraclide da Good Tölz,
Altamante Fruzzetti era l'uomo più intelligente di ogni bel tempo, crollando miseramente quando faceva brutto, in particolare quando grandinava. Durante la sua vita vide la grandine otto volte per otto notti nelle quali concepì otto figli ognuno dei quali gli portò in dote una moglie, cosa assai negativa per un uomo del suo rango, come il seguito implicitamente esplicita.
La prima cosa che capì fu di essere l'uomo più intelligente di ogni tempo (eccetto quando grandina) e della necessità che l'uomo piu' intelligente di tutti i tempi capisse di esserlo diede insuperata dimostrazione matematica, che potremmo riportare in calce viva, ma ci asterremo.
La seconda cosa che capì immediatamente è che la vita consiste eminentemente in un processo di slalom attraverso le seccature (che con potenza mitopoietica chiamava "avere il cazzo cacato", o, alternativamente, "essere cacato il cazzo").

Postato da G.O.D. a 15/12/2008 12:11 | link | commenti (9)
racconti, humour, le grandi biografie, humour fou, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti, settemani

sabato, 13 dicembre 2008
God cielo sa!

Sempre più molteplici e polisense giungono in redazione domande di carattere generale, che spaziano dalla nascita dell'universo alla morte dell'universo. Accade che, almeno fino ad ora, GOD sappia rispondere (e all'istante!) a tutte le questioni sollevate dai nostri pur insaziabili lettori. Abbiamo deciso di farne una rubrica fissile, scegliendo fra le istanze represse quelle di carattere più generale, impellente, assolutistico e totalitario. Ma qui ci arrestiamo -già s'ode tintinnar di manette- e lasciamo spazio ai nostri lettori.

Cari God,
perché durante la sosta nelle stazioni è vietato servirsi delle ritirate?

Agilulfa, Montepiano Pelago.

Gentilissima Agilulfa da Montepiano Pelago,
sgombriamo immediatamente il campo dal pregiudizio secondo cui la disposizione da lei citata sarebbe motivata dalla necessità di lasciare intonse le vie ferrate nei tratti di stazione. L'episodio di St. Théodule-lès-Chieuse del 1974 risponde -nella sua drammaticità- alla questione da lei sollevata: in quella stazione, in un giorno di quell'anno, i parenti dei partiti si ritrovarono con fazzoletti, abiti e talora anche visi e volti schizzati di materiale indiscutibilmente fecale. Com'era stato possibile?
Era successo che un assicuratore di Ventrueil, che chiameremo M. Jean Duclos, colto da un momento critico, aveva contravvenuto al divieto da lei esposto. Le di lui deiezioni si erano depositate non al centro della via ferrata, bensì su uno dei due tracciati metallici: alla partenza del convoglio, il passaggio delle ruote aveva determinato lo schizzìo escrementizio rimasto poi negli annali di quella peraltro niente affatto truculenta (anzi!!) cittadina.
Se ne deduce infallibilmente che il sistema ideato dai padri fondatori prevede che quanto emesso cada sul tracciato da dove la ruota provvederà a diffonderlo nell'ambiente circostante, a beneficio della campagna, ciò che spiega perché le campagne in prossimità delle vie ferrate risultino assai più fertili della media, e anzi la fertilità scemi all'aumentare della distanza dai tracciati ferroviari.
S'intuisce senza bisogno d'altro il carattere ultroneo, quando non di spreco, di qualunque atto defecatorio che avvenga quando il treno è in stazione.

Cari God,
come si misura l'intelligenza? E chi è l'uomo più intelligente di tutti i tempi?

Massimo, Lema.

Caro Massimo da Lema,
con somma astuzia lei propone due domande. Riceverà quindi due risposte, che trova di seguito indicate con 1. e 2.

Postato da G.O.D. a 13/12/2008 11:55 | link | commenti (19)
riflessioni, vita, humour, attualità, humour fou, god cielo sa, altamante fruzzetti