G.O.D. è un blog polimorfo pensato dalle sette peggiori menti di un paio di generazioni: il palindromico Batman,
il massiccio Scortichini Guido, l'impalpabile JoMontalban, l'imprevedibile ilgaffeur, lo zombie Stenelo, la spia Mirumir e l'inaggettivabile Dust

Altamante Fruzzetti presenta GOD

Misurati nelle prove del "Cimento godardo":
scaricare l'unico calendario riutilizzabile per almeno quattro anni, scoprire perché Altamante Fruzzetti è l'uomo più intelligente di tutti i tempi, unirsi alla dissennata ricerca dell'uomo sessuale e scartare gli erotici "Regali di Putin"™

Berlusconi: "Rete 4 sul satellite? Un insulto alle nostre radici catodiche" == Sircana, Marrazzo, Gasparri: Gli uomini preferiscono beyond == Contro la rimozione del crocefisso si invoca il sagrato di Stato == La sentenza UE offende le nostre tradizioni. Dobbiamo reagire: appendiamo in aula anche la pizza. == Il Vaticano: "Sentenza miope". L'invisibile legnetto verrà quindi sostituito da una riproduzione 1:1 del Cristo di Arezzo di Cimabue == Berlusconi chiede il rinvio dell'udienza Mediaset perché piove == Barbarie italiane: picchiati in sezione, crocifissi a scuola == Un trans confessa: "Con Casini, e non da solo"

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domenica, 31 maggio 2009
L'ultimo gioco in città

XIX — JELLYFISH

Non mi ricordo di ieri. Oggi pioveva.
Joseph Turner (Robert Redford) ne I tre giorni del Condor (Sydney Pollack, 1975).


Questa casa è un garage Olimpo! Ma in un altro appartamento si impicca quel che quassù (o laggiù?) chiamano la "crémaillère", termine intraducibile, lì (o qui?).
Ma in questa camera con tuffo manca il titolo di un film. Forse lo si nota di più guardandone altri. Dicci come si chiama, vinci tre fiammiferi made in Los Teques (o Marienbad?)



P.S.: Ti ricordiamo che le regole de L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ™ sono depositate presso gli eredi del notaio Altamante Fruzzetti e possono essere consultate qui. Se non ti piace la medusa in piscina, chiedi asilo alla Gorgone nel labirinto.

Attenzione: la partita si è conclusa sull'altro tavolo da gioco domenica 31 maggio alle 22.13. Il film invisibile era Vengeance (Johnnie To, 2009). Quando abbiamo preparato il filmato non lo avevamo neppure visto, sapevamo solo che era un film con Johnny Hallyday. L'abbiamo visto pochi giorni fa.

Il film racconta l'incontro tra Johnny e due dei killers (tanto per restare al bar Hué Ming-wai) della banda di The Mission: il ciccio che pensa solo a magnare (a destra in piscina) e l'eurasiatico silenzioso e vaiolato (quello che si becca il fiammifero nella sigaretta), due tra le meglio facce da poker di tutta la storia del cinema (non che il cinema abbia una storia, perlatro). Johnny ha un problema. Prima si chiamava Frank Costello e faceva il samurai. Poi si beccò una bullet nella head, e da allora si ritrova con letteralmente con una spada di Damocle sulla testa, come Lara Croft in Tomb Raider 2 o 3, non ricordiamo. Ora si chiama Francis Costello, e sa che prima o poi non ricorderà più nulla, e allora calerà la notte e lui dormirà in silenzio, e nel sonno si metterà in posizione di tiro. Dimenticando persino perché vuole vendicarsi, e di chi. E poi nei film di To piove sempre. Perché a To piace da matti mostrare strade piene di ombrelli. Esergo di GOD. Allora si segna tutto, come in Memento. Sulla pistola, traccia con il pennarello indelebile (quello che uso per scrivere i titoli dei film sui dvd) il nome di George Fung. Ma se Fung non indossa sempre lo stesso cappotto, lui non lo riconosce. Forse. Forse basta una faccina autoadesiva, come con The Comedian o nei messaggini predefiniti. Esergo su ealcinemavaccitu. Il vincitore è il solito ignoto. Gli abbiamo appena dedicato un omaggio nella nostra pagina di facciabucio.
Omaggio ad afasol, vincitore del quiz domenicale. Non riesco quasi mai a fregarlo. La musica di "Election" 1 e 2, regia di Johnnie To, l'angelo. Le immagini non c'entrano un vermicello secco.


La prossima sfida si terrà domenica 7 maggio. Segnatevelo sulla pistola.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA
afasol: 14 fiammiferi made in Hong Kong, France.
arcomanno : 11 fiammiferi made in Hong Kong, France.
bianca: 3 fiammiferi made in Hong Kong, France.
YagaBaba: 3 fiammiferi made in Hong Kong, France.
gegio: 3 fiammiferi made in Hong Kong, France.
maxeramax:
fiammiferi made in Hong Kong, France.

Postato da G.O.D. a 31/05/2009 10:58 | link | commenti (5)
musica, unico gioco in città, godsgods, funesgod, stentube, montaggino mio

sabato, 30 maggio 2009
La sparrocchiata del giorno

Del Presepe la gente ricorda soprattutto l'asino e il bue.
Don Carlo Gnocchi.

Postato da G.O.D. a 30/05/2009 18:17 | link | commenti (1)
pensieri, vaticano, natale, che te lo dico a fare, meglio di noi, perché non si sa mai, humour involontary

La zombata del giorno

When there's no more room in Hell, possiamo sempre andare in vacanza.

Postato da G.O.D. a 30/05/2009 16:02 | link | commenti (3)
viaggi, vita, morte, che te lo dico a fare, humour fou, cinema autarchico, housezombies, che cazzo dico, io bene e voi

giovedì, 28 maggio 2009
L'educazione sentimentale

Berlusconi: Iniziamo male l'anno!
Dell'Utri: Perché male?
B: Perché dovevano venire due di "Drive In" che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!
D: Ah! Ma che te ne frega di "Drive In"?
B: Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l'anno, non si scopa più!
D: Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!
B: Senti, dice Fedele che devi sacrificarti (...). Devi venire qui!
D: No, figurati!
B: Purché le tette siano tette! Truccate soprattutto bene le tette! (...) Grazie, ciao Marcellino!
D: Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!
B: Anche a te e tua moglie, ciao!
(...)

(telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza sul telefono di Marcello Dell'Utri a colloquio con Berlusconi nella sua casa ad Arcore, dove il Cavaliere festeggia il Capodanno con Confalonieri e l'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, ore 20.52 del 31 dicembre 1986).
da brionews.com


Postato da G.O.D. a 28/05/2009 10:39 | link | commenti (10)
politica, amore, riflessioni, sesso, , attualità, berlusconi, politically scorrett, che cazzo dice, europee 2009, vote motivation, desperate househusbands, queste incredibili storie vere, nun fa ride, uomo sessuale, sistavameglioquandosistavameglio, meglio di noi, faschifo, perché non si sa mai, sistavapegghioquando sistavapegg, humour involontary, settemani

lunedì, 25 maggio 2009
L'insieme di Humbert

Esiste un insieme di libri illustrati per i quali
la somma delle età del lettore maschio e della protagonista femminile
è una costante


Images courtesy by Artemisia Gentileschi


Postato da G.O.D. a 25/05/2009 13:37 | link | commenti (5)
immagini, news, humour

Stampato su carta velina

Book_fede

Postato da G.O.D. a 25/05/2009 11:29 | link | commenti (1)
politica, riflessioni, news, vignette, sesso, humour, satira, attualità, berlusconi, politically scorrett, humour fou, s-fascio, settemani

Via Garibaldi

08.05
1) Ultimo vizio sadico di fija7: farmi comprare al supermercato roba che poi non mangia mai. E allora me la devo magna' io. Tipo il succo di pompelmo. Che sarebbe pure incompatibile con le statine. Ce sta scritto, nelle istruzioni: con le statine puoi mangiare e bere tutto. Tranne il pompelmo. Il pompelmo no, il panino sì. Roba da cotto interrotto. E mo' mi ritrovo un litro di pompelmo nel frigorifero. E che devo fa', darlo ar sorcio? Me lo bevo, no?
2) Benjamin Button non sei nessuno. Sto prendendo le abitudini alimentari di una bambina di 7 anni. Solo oggi mi sono accorto che da tre giorni, quando taglio in due un muffin, lo metto nel tostapane e poi ci spalmo sopra la nutella, metà muffin me lo magno io. Er muffin. Caa nutella.
3) Oggi fija7 va a scuola fino alle sei del pomeriggio. Corso di musica (non ho capito in cosa consista, ma vabbe'). Mi dico alè. Oggi posso lavorare. E forse, ma pensa un po' te, farmi pure un po' di stracazzi miei. Poi apro il frigo. È vuoto. Mi toccano le grandi spese al supermercato.
4) Vabbe', vado: devo preparare le due merendine da mettere nella cartella. Due, perché il lunedì sta a scuola fino alle sei.

La scena è sempre quella, fai merenda con Girella:



Aò, embe'? 'Ndo' vai? Guarda che 'sto film nun è mica finito. È lunga, via Garibaldi, e sale, sale. Fin'ar Gianicolo. Roba da mozzafiato, tutta 'na saspenz. Lo so che non resisti, clicca sur "continua a legge'", dai, dai, che alla fine forse ci schizza pure un litro di sangue.


08.23
5) Penultima magliettina pulita a maniche lunghe di figlia7. Pulita pulita, tirata fuori dall'armadio dieci minuti fa. Dieci minuti dopo, è piena di chiazze marroni. 'A Nutella. Der muffin.
Ma perché le fanno, 'ste magliette bianche.

Aò, 'ndo vai. Guarda che 'sto film nun è mica finito. È lunga, via Garibaldi, e sale, sale. Roba da mozzafiato, tutta 'na saspenz. Lo so che non resisti, clicca sur "continua a legge", dai, dai, che alla fine forse ci schizza pure un litro di sangue.

Postato da G.O.D. a 25/05/2009 10:43 | link | commenti (5)
cinema, sesso, salute, ikea, signore dimmi perché, che te lo dico a fare, politically scorrett, che cazzo dice, che cazzo dico, troppo autoreferenziale, settemani

domenica, 24 maggio 2009
Family day

Berlusconi ha voluto ricordare, a fronte delle recenti polemiche, come abbia sempre sostenuto i valori sacri della famiglia avendo anche partecipato al "Family day". Ha aggiunto che la sua partecipazione è stata fatta con gioia, con Letizia.

Postato da G.O.D. a 24/05/2009 19:34 | link | commenti (2)
politica, humour, attualità, settemani

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

XVIII — TUTTI I GUSTAFSSON SONO GUSTAFSSON

"Nella macedonia sì. Ok nella panna, ok anche sulla torta. Ok nei fields, sempre. NO! NELLA CARBONARA NO!"
Per due gocce di aceto balsamico: Che film abbiamo trasmesso?

ATTENZIONE: LA PARTITA SI È CONCLUSA DOMENICA 24 MAGGIO ALLE 12.45. IL FILM TRASMESSO ERA "IL POSTO DELLE FRAGOLE" (INGMAR BERGMAN, 1957). COMPLIMENTI AL RAPIDO E TRANQUILLO "MAXERAMAX" DI PAURA.
LA PROSSIMA SFIDA SI TERRÀ DOMENICA 31 MAGGIO.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA

afasol: 11 gocce d'aceto balsamico.
arcomanno : 11 gocce d'aceto balsamico.
bianca: 3 gocce d'aceto balsamico.
YagaBaba: 3 gocce d'aceto balsamico.
gegio: 3 gocce d'aceto balsamico.
maxeramax: 2
gocce d'aceto balsamico

Postato da G.O.D. a 24/05/2009 11:40 | link | commenti (7)
cinema, enigmistica for dummies, unico gioco in città

Nel nero dipinto di nero

Postato da G.O.D. a 24/05/2009 02:03 | link | commenti
funesgod, nun fa ride

sabato, 23 maggio 2009
I padri sono un racconto

Il volto di lei.
Il volto dell’altra.
Il volto di lei.
Il volto dell’altra.
Il volto di lei.
Il volto dell’altra.
“Datemi ducento milioni di ’omparse!!!”
Urlo di uno spettatore toscano durante la proiezione di Persona (Ingmar Bergman, 1966) in un cinema di Firenze. Mio padre era presente in sala, e così me l’ha sempre raccontata.

Tra le sue scartoffie trovai questa bizzarra anamnesi, scritta su un solo lato di un foglio di carta velina con strana cura (pochissime cancellature, grafia chiarissima ma leggera, suppongo per non bucare la carta — ma perché non aver usato una materia più resistente?), che mi sembra una piccola perla di letteratura.


Il primo sintomo comparve all'età di 9-10 anni e fu un caso isolato e, al momento, inesplicabile. Mi trovavo in classe — frequentavo la V elementare — e la maestra mi affidò la scolaresca durante una sua assenza. Si doveva risolvere un problema sulla piramide. Mi accorsi che un mio compagno tentava di farsi fare il disegno del solido dal vicino di banco (ricordo pure i nomi). Quando tornò la maestra, tentai di dire, di riferirle, la scorrettezza che si era verificata in sua assenza: mi alzai dal banco e presso la cattedra cominciai a gesticolare senza riuscire a pronunciare parola sensata: hum, hem e simili suoni tipici di chi «non trova le parole». Le parole infatti non le trovavo. Era più l'imbarazzo che il panico. Ma alla fine feci come i muti: mi portai "al banco degli imputati" e mostrai i colpevoli rifacendo la scena e, finalmente, ritrovando, faticosamente, le parole. Sembrava un fatto senza importanza. Un anno o due dopo — all'età di 11-12 anni — ebbi una convulsione nel sonno con conati di vomito. Il mio medico curante, anche se sospettò qualcosa, diagnosticò un'indigestione causata dal fritto pesce mangiato la sera precedente. È da quell'epoca che non mangio più pesce fritto.

Giuro che finisce così. Come se il vero scopo del testo non fosse quello di tracciare le origini di una malattia del soggetto, ma il suo rapporto col pesce fritto.


Altri pesci, altri padri. Non so perché, ora questo testo mi fa pensare a quest'altro. Sarà che per un anno intero mio padre si ritrovò con un enorme brufolo sul labbro sinistro, e allora si lasciò crescere un baffo, per nasconderlo. Un baffo solo. E anni dopo capitai su un'immagine e capii che i padri sono un racconto, come lui stesso mi scrisse all'inizio di una lunga lettera. Sì, sono un racconto. Ma un racconto surrealista.

Postato da G.O.D. a 23/05/2009 16:27 | link | commenti (12)
racconti, cinema, vita, humour, salute, morte, le grandi biografie, che cazzo dice, funesgod, meglio di noi, io bene e voi , troppo autoreferenziale, i post che non si devono postare, settemani

venerdì, 22 maggio 2009
Il diplodoco stanco

Dopo quarant’anni di Australia, Cozzani torna a Spezia.
Con il cuore gonfio scopre che c'è ancora il baretto in Piazza Brin
E i suoi amici sono seduti al solito tavolo.
Si avvicina e siede un po’ discosto. I suoi amici continuano a giocare a carte.
Passa mezz’ora. Un’ora.
Alla fine Vergassola, senza staccare gli occhi dalle carte, fa:
“Aloa, Cosàn, te parti?"

Apologo spezzino.

http://www.iloveagrigento.it/wp-content/uploads/2008/06/lo-scheletrone-di-palmaria-a-porto-venere.jpg

È proprio accanto allo Scheletrone dell’Isola Palmaria che ho passato l’estate più bella della mia vita, e quindi il periodo più bello della mia vita, e cioè la fase storica più bella di tutti i tempi. Date uno sguardo alla foto dello scheletrone: accanto, sulla destra c’è una casa di sasso: lì.
È anche giunto il momento di dirla tutta: quella è l’isola di Altamante Fruzzetti. O se non è lei, è lì vicino. Ma non ho un ricordo distinto di Altamante. L’umanità che si muoveva sotto lo scheletrone (e non stuzzicatemi perché posso uscire i nomi e i cognomi, e non è detto che non lo faccia prima della fine del pezzo, o dopo) era emblematica, ma di cosa non so. Gente che viveva in rimesse di lamiera cucinando e offrendo a chiunque improbabili zuppe di pesce che i benpensanti trattavano come organismi decomposti. Gente che parlava (poco) ma soprattutto guardava come se fossero loro i padroni dell’Isola. Rettifico: i Comandanti dell’Isola. Forse Altamante era uno di loro, ma se volete saperlo, ho i miei dubbi: fondati, fondatissimi.
Potrei intrattenervi tutta la notte, ma lasciamo perdere, non solo non capireste nulla, ma soprattutto non capireste che non capite nulla, esattamente come ora non capite che non capireste nulla. E poi se ci andate ora, alla Palmaria, non trovate niente, nemmeno più lo scheletrone.

La prima cosa che mi insegnarono i grandi era che lo scheletrone fa schifo. Peggio: è uno scandalo, una vergogna. La notte mi svegliavo, ma non sudato, tranquillo, e dalla mia stanza sentivo il mare, ovviamente, e dalla finestra vedevo ed ero guardato da cinque o sei dei venti o trenta occhi dello scheletrone. In uno di quegli occhi spuntavano delle scarpe da basket, e io, malato dell’amore non dico vero, ma certamente il più vero di tutti i tempi, ossia l’amore delle medie, fantasticavo di saccopelisti tedeschi che lì dentro, in quell’isante preciso, becciavano. E cercavo di ipnotizzarlo, lo scheletrone, per obbligarlo a ospitarmi, il giorno che sarei andato lì a becciare.

Per becciare c’era ovviamente una tecnica molto precisa, ma era segretissima e non si poteva chiedere. Occorreva aspettare che un amico iniziato te la spiegasse. Ma siccome tu dovevi comunque fingere di conoscerla, quella tecnica precisa, nessun iniziato avrebbe mai avvertito la necessità di spiegartela. Il paradosso bloccava la tua esistenza come una ganascia dei vigili (che non esistono) e se qualcosa poteva salvarti era la stellata della Palmaria sopra lo scheletrone. Lo scheletrone si appoggiava alla roccia come un diplodoco stanco, che non ce la fa più, e di notte i suoi occhi formavano una necropoli come Pantalica, ma io non lo sapevo.

Lo scheletrone era una griglia abortita, la sconfitta della geometria contro la vita, qualcosa che avrebbe aperto gli occhi anche a Oscar Amalfitano.
Da Portovenere tutti lo vedevano e i genitori lo indicavano ai figli: vedi, quello è lo scheletrone e tu devi sapere che fa schifo, anzi è una vergogna, uno scandalo. I figli fissavano lo scheletrone e deglutivano, assimilavano.
Ora quei figli non potranno portare i loro figli a Portovenere a esperire l’idea platonica dello schifo, la vergogna quintessenziale, lo Ur-scandalo. Ora, e se conoscete Spezia non potete negarlo, i figli indicano ai loro figli il ground zero dello scheletrone, e dicono loro che c’era lo scheletrone, glielo descrivono, spiegano che faceva schifo, ma che era meglio quando c'era lui: molto meglio no, appena un po’ meglio.

Io da tutto questo prendo le distanze. Personalmente, io non so becciare.

Postato da G.O.D. a 22/05/2009 22:49 | link | commenti (9)
amore, riflessioni, vita, sesso, , morte, attualità, politically scorrett, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti, sistavameglioquandosistavameglio, morte del testo lungo, faschifo, sistavapegghioquando sistavapegg, settemani

la frase del giorno

Era una popolazione talmente povera che sulle medicine c' era scritto : " Avvertenze, prendere una pasticca a digiuno dopo i pasti"

Postato da G.O.D. a 22/05/2009 18:00 | link | commenti
pensieri, riflessioni, humour

giovedì, 21 maggio 2009
Proteggo il mio tesssoro

....altrimenti ci pensa lui

Postato da G.O.D. a 21/05/2009 16:20 | link | commenti
pensieri, immagini, riflessioni, vignette, humour, satira, attualità, berlusconi, humour fou, cinema autarchico, s-fascio

Stavolta non siamo riusciti a scegliere

110elodociteraitalia

Postato da G.O.D. a 21/05/2009 00:28 | link | commenti (4)
politica, riflessioni, vignette, satira, attualità, berlusconi, politically scorrett, s-fascio, settemani

mercoledì, 20 maggio 2009
Prima o poi lo abbiamo detto tutti: E se mettessimo su un giornale?

Oggi Stanley Kubrick è morto e io non mi sento tanto bene.
In realtà è morto più di dieci anni fa, ma l'errore mi ispira un progetto editoriale molto redditizio. Mettiamo su un giornale che porti la data giusta, ma presentiamo notizie del passato, date presentate e commentate come se il fatto fosse contemporaneo. Qualche esempio:
— CORRE PER CHILOMETRI E MUORE ALLA META — "Da Maratona ad Atene sola andata" — Il medico della delegazione persiana: "tracce sospette all'antidoping": ed è subito polemica. — La madre di Fidippide in lacrime: "Me l'hanno rovinato!" — Il record in discussione alla commissione Guinness: mancava il notaio — Foto esclusive.
— LA FOLLA PREMIA UN LADRO DI POLLI E METTE IN CROCE UN POVERO CRISTO! — Un suo amico dichiara: "Non l'ho mai visto, non so chi sia, sono solo un onesto lavoratore" — La madre di Gesù affranta dal dolore accusa: "Era tanto un bravo ragazzo, guardate come me l'hanno conciato" — Infuria la polemica: la crocifissione, una pedagogia antiquata? — Foto shock!
— GOSSIP DEL GIORNO: Enrico IV e Matilde di Canossa : Amore sincero o invenzione giornalistica? — Il nostro reporter sotto le lenzuola!
— IN CULTURA: Il nuovo libro di Stevenson divide la critica — Jekyll e Hyde: una metafora della condizione umana? — Ma la comunità scientifica mette all'indice il romanzo: "Del tutto inverosimile, basato su presupposti infondati".
— La ditta Hermes presenta la sella del futuro: cuoio ricoperto di strass, briglie di pizzo, design anticonformista: il cavallo è femmina. Divampa la polemica sui limiti di velocità.

Eccetera. In fondo pare che in Argentina, ogni volta che trasmettono Gardel, la gente dica: "canta meglio ogni giorno che passa" o addirittura, variante ancor più didascalica: "Oggi Gardel canta meglio di ieri".
Il titolo del giornale: "L'ETERNO RITORNO": troppo scontato? Magari con un sottotitolo sobrio, tipo "Quotidiano d'informazione e d'attualità". Ma se preferite continuare a sorbirvi le dichiarazioni di La Russa e Maroni, liberi voi.

Postato da G.O.D. a 20/05/2009 12:48 | link | commenti (2)
musica, humour, godsgods, funesgod, che cazzo dico, io bene e voi , troppo autoreferenziale, i post che non si devono postare, settemani

martedì, 19 maggio 2009
Prove etniche di trasmissione

Oggi la Lega presenterà in Parlamento una proposta di riforma della caccia che consentirà di sparare a specie migratorie protette.
Solo a quelle animali, per ora.

Postato da G.O.D. a 19/05/2009 16:42 | link | commenti (1)
politica, vita, news, humour, satira, attualità, politically scorrett, s-fascio

Plèibòi

Postato da G.O.D. a 19/05/2009 14:58 | link | commenti
musica, amore, vita, , storie damore, godsgods, sistavameglioquandosistavameglio, sistavapegghioquando sistavapegg

lunedì, 18 maggio 2009
Notizie della necropoli

Quanto a me, cara signora, voi sapete bene che lo stato progressivo della società non mi riguarda per niente. Il mio stato, se non retrogrado, è eminentemente stazionario.
Giacomo Leopardi, lettera a Charlotte Bonaparte, maggio 1833.

Ma prima o poi andranno a cacare!
Un giorno o l'altro li uccido.
Mimmo (Domenico detto "Mimmo" Scicchitano) in Necropolis (Franco Brocani, 1970).

Postato da G.O.D. a 18/05/2009 09:25 | link | commenti (2)
morte

domenica, 17 maggio 2009
Disagio

Rinaldini strattonato e buttato giù dal palco di Torino. Brutta immagine. Quando un leader di un sindacato rappresentativo come lo è la Fiom subisce tale trattamento c'è da preoccuparsi. Significa che il sindacato non riesce più a svolgere la funzione di ammortizzatore delle tensioni sociali. Quindi, pericolo di violenze, di terrorismo con relativa strategia della tensione. Autori del pessimo gesto sarebbero gli iscritti, o i simpatizzanti, dei cobas, i sindacati di base che hanno trovato linfa vitale sia nell' acquiescenza di sindacati come la cisl e la uil, sia nell' isolamento subito dalla cgil per via della miope azione governativa. Ma, ferma restando l' assoluta condanna della violenza subita da Rinaldini, occorre riflettere sulle cause che hanno provocato l' esecrabile episodio. In genere, nelle proteste, qualunque forma esse assumano, ci sono motivi un po' più generali, come ad esempio le rivendicazioni contrattuali, e motivi più particolari, se per particolare intendiamo il timore di perdere il posto di lavoro. Una paura che nel caso dell' affaire-Marchionne sembra più che giustificata. La Fiat, indebitata fino all' osso, ha conquistato la Chrysler. In verità non è nemmeno vero questo. Per ora ha il 20% e la maggioranza azionaria è dei sindacati ( è la rivincita di Marx nel paese emblema del capitalismo?). Per questo 20% non ha sborsato nemmeno un euro. Darà tecnologia. Poi, "conquistata" la Chrysler, vuole conquistare la Opel, in grande difficoltà. Poiché la Opel è nelle situazioni in cui sta, anche qui la Fiat non sborserebbe un euro. La Merkel medita e meditano i sindacati tedeschi che non sono molto convinti, anche perché la opel produce macchine, tipo l' Agila, che sono concorrenti con quelle della Fiat. E allora, che senso industriale avrebbe la fusione? I sindacati italiani, a loro volta, chiedono rassicurazioni che ogni tipo di aggregazione non comporti un taglio occupazionale. Scaiola sventola la letterina che ha scritto alla Fiat per ricordare a Marchionne che gli incentivi per la rottamazione sono stati concessi per la salvaguardia dell' occupazione. I sindacati chiedono chiarimenti su tutto il piano, ma Marchionne dice che è inutile farlo adesso quando ancora non si conoscono gli esiti dell' affaire Opel. Morale : se l' incorporazione della opel avverrà, allora Marchionne chiederà il conto allo Stato Italiano, cioè ai contribuenti, pena un taglio occupazionale. Sia chiaro, comunque, che tutta l' operazione crea valore aggiunto per le varie holding della fiat, non per l' industria italiana- 

Postato da G.O.D. a 17/05/2009 19:54 | link | commenti (5)
politica, news, attualità

Attenuanti genetiche

Se ti sembra un'attenuante
Unhcr, La Russa "dispiaciuto"
"Ma ho detto quello che penso"
(da Republica.it)

Postato da G.O.D. a 17/05/2009 12:28 | link | commenti
news

Quando c'era quella cosa che chiamavano progresso

Egli crede, e non immagina neppure che un uomo moderno possa pensare diversamente, che un oggetto il quale ubbidisca perfettamente allo scopo cui è destinato non può non essere bello. Il primo dei suoi articoli di fede nella costruzione delle sue macchine per scrivere è dunque questo: l'armonia del prodotto in vista del suo fine, e l'armonia di ciò che a quel prodotto s'ispira e che quel prodotto serve, infine l'armonia reciproca di tutti gli elementi che costituiscono il ciclo della produzione.
Non è vero che le macchine siano brutte in se stesse. Esse saranno belle, bellissime se l'architetto che ne immaginerà la linea s'ispirerà agli stessi criteri di armonia cui ubbidisce un architetto di genio nel disegnare il progetto di una chiesa. Così, a forza di pretendere rigore e armonia funzionali dai suoi disegnatori, egli è riuscito a costruire una macchina per scrivere, la Lexicon 80, che ora è esposta nel Museo d'Arte Moderna di New York, come uno dei prodotti significativi della civiltà industriale di oggi.
Sandro De Feo, L'uomo che cerca l'anima della macchina, "L'Europeo", VIII, 24 (346), 7 giugno 1952, p. 20.

Postato da G.O.D. a 17/05/2009 11:37 | link | commenti
crisi, sistavameglioquandosistavameglio, sistavapegghioquando sistavapegg

L'ultimo gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

XVII — LA SPRITZATURA

Troverò un cinema, da qualche parte in una foresta di tigli. Rimarrò là, giorno e notte, e proietterò i miei film preferiti, qualsiasi cosa succeda.
E sarò l’uomo più felice del mondo.
Quentin Tarantino intervistato da Samuel Blumenfeld per il settimanale francese “Le Monde 2”, n° 172, 2-8 giugno 2007, p. 31.

Solito bar, sguardo in campo Santa Margarita.
Oscar Amalfitano dice: "Sai cosa? Mi piacerebbe girare un film a Venezia come fosse Londra. Sono sicuro che sarebbe un bel film, roba che spacca".
Annuisco: "Sì, sarebbe un altro, splendido film impossibile. L'anello mancante tra Livorno e Hue".

Questo dialogo è incomprensibile, almeno per noi. Spiegacene il senso nascosto, ammesso e non concesso che ve ne sia uno, e vinci quattro olive estratte da altrettanti spritz, stuzzicadenti compresi.

P.S.: Ti ricordo che le regole de L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ™ sono depositate presso gli eredi del notaio Altamante Fruzzetti e possono essere consultate qui. Se non ti piace l'Aperol prendi un Campari.

ATTENZIONE: LA PARTITA SI È CONCLUSA SULL'ALTRO TAVOLO, MERCOLEDÌ 20 MAGGIO ALLE 11.04. PARE CHE SENZA SAPERLO, ASSIEME AD AMALFITANO AVEVAMO COMPOSTO UNA SCIARADA. MA NON SAPENDO COSA DICEVAMO, NON SAPEVAMO COME RISOLVERLA. CONTINUIAMO A NON CAPIRE, MA CI ADEGUIAMO ALLA RISPOSTA DI bogenscHUÉ: Amalfitano pensa a un film che fa vedere un posto e invece è un altro. Un film impossibile. Allora lo zombi, pensando a Venezia e a Londra, incrocia la sciarada filmica e riannoda i fili del cinematografo da Visconti a Kubrick, da Le notti bianche (una venezia livornese, o una livorno veneziana) a Full Metal Jacket (una Hue londinese o una Londra Huesiana).
Ovviamente non ha alcun senso. Ma nello spritz non ci sono olive, dunque potrebbe andare
.
INFATTI LE OLIVE SONO SCOMPARSE. FORSE NON CI SONO MAI STATE.

LA PROSSIMA SFIDA SI TERRÀ DOMENICA 24 MAGGIO.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA

afasol: 11 olive.
arcomanno : 11 olive.
bianca: 3 olive.
YagaBaba: 3 olive.
gegio: 3 olive.

Postato da G.O.D. a 17/05/2009 08:20 | link | commenti
cinema, cinema autarchico, unico gioco in città

sabato, 16 maggio 2009
8 secondi, ovvero Stella, stellina

Ora preferisco raccontar delle storielle.
Ne racconterò di tali che quelli torneranno apposta, per accopparmi, dai quattro venti.
Allora la sarà finita e ne sarò arcicontento.

Louis-Ferdinand Céline, Morte a credito, 1936.

I
n tutta Italia c'era un'unica persona convinta che il Governo Prodi avrebbe tenuto un'intera legislatura: Prodi.
Io che il Governo sarebbe caduto l'ho capito l'indomani delle elezioni, quando qualcuno mi svegliò con una telefonata, per comunicarmi che "avevamo vinto": grazie agli elettori residenti all'estero. Un ennesimo, inutile risveglio. Per avere notizie di
quelli che vivono altrove, e che vogliono dirci che c'è qualcosa di nuovo oggi nell'AIRE.
E glielo dissero subito, e glielo ripetevano, almeno due volte alla settimana. Lui non ascoltava mai. Voltava le spalle e tornava a "lavorare", perché Prodi è un vero lavoratore, e ha il senso del dovere e dello Stato, non può perder tempo a sentire stupide battute.
Dimenticò di segnarsi su un pizzino "ricordati che devi morire", e allora non ci restò che piangere, altro che battute da bagaglino o da God. Prodi aveva un solo compito da svolgere, durante la sua seconda, inutile presenza a Palazzo Chigi: cadere bene. Saper celebrare il seppuku al momento giusto, essere il Mishima della politica italiana. Oggi, ne sono quasi sicuro, ci troveremmo in un'altra realtà. Bastava poco: impuntarsi su un punto del programma elettorale, un punto magari minore ma popolare, sapendo di avere probabilmente con sé la maggioranza del Paese, ma certamente la minoranza nelle Camere. I Dico, per dirne uno.
Ma Prodi non è Mishima, è uno che passa il tempo a lavorare: davanti alle finestre aperte, come Pinelli. E il Governo fu defenestrato perché Prodi si era dimenticato di fare una telefonata, no, meglio, una telefonatina (o magari addirittura il messaggino predefinito "doveseicosafai?") a un tappetto di Ceppalonia. (Ricordo ancora, quel giorno madrileno in cui lessi la composizione del Governo, ed ero furioso. Tra le altre cose che urlai, lasciando i churros a poltrire nella cioccolata: pur ammettendo che purtroppo, considerati i numeri della maggioranza, con la sua pugnetta di voti quel "giornalista" è determinante, sì, insomma, capisco tutto, ma addirittura il Ministero della Giustizia?!)
Poi un giorno Clemente Mastella decise di ritirare l'appoggio esterno al Governo. E disse che il suo gesto non lo avrebbe spiegato alle Camere, ma in sede più appropriata. Ossia alla televisione.
E così il Governo cadde a "Porta a Porta". Cinque milioni di italiani e i destini del Paese appesi alle sue labbra. E lui parla, parla. Della moglie. Del figlio. Della suocera. Del cognato. Delle zie. Della mamma. Dei
cugini di secondo grado.

Quella sera, prima di andare a dormire, spedii una ninnananna a un cugino di primo grado:

Mastella mastellina
la notte si avvicina:
la fiamma tricolore balla,
La Russa è nella stalla.
La Russa e Schifani,
Calderoli e Tajani,
Berlusconi cogl'italiani,
la mamma coi bambini.
Ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna.

E appena prima avevo scritto a un piccolo giornale locale, con il quale collaboravo sporadicamente. Tanto poco importa la maggiore o minore notorietà delle testate, ormai piccoli e grandi giornali sono tutti altrettante macchine celibi, che come in una
greve notte d’estate del 1924, ballano al suono di Valencia o di Tea for Two, passeggiano, fanno il bagno nella piscina, "come villeggianti sistemati da molti giorni a Los Teques o a Marienbad". A giocare con qualche fiammifero, in un'autorappresentazione rotatoria, in una recita senza spettatori, a parte qualche naufrago casuale.

E siccome non sapevo quale battuta improvvisare, scelsi di fare come l’attore brechtiano, che "dovrebbe mostrare piuttosto cosa è la verità: citare".

Nella vecchia Inghilterra la punizione per un traditore era la decapitazione. Dopo l’esecuzione tiravano su la testa tagliata per i capelli: non, come molti pensano, per farla vedere alla gente, ma affinché la testa vedesse la gente, perché la coscienza dura altri 8 secondi.
L’agente speciale dell’FBI Alexander Mahone (William Fichtner) al collega e traditore Wheeler (Jason Davis) nella serie televisiva creata da Paul Scheuring Prison Break (stagione II, episodio 20: “Panama”, 2007).

Lo pubblicarono. Ma in una pagina che parlava della Borsa. I mezzi di comunicazione tutti, blog compresi, e la classe politica tutta, almeno quella che siede ora sulle poltrone delle Camere e di "Porta a Porta", avevano deciso che il Governo non lo aveva fatto cadere Mastella. Lo avevano fatto cadere "le sinistre". Il problema dell'Italia era la sinistra. E ora la nostra gloriosa democrazia era pronta, finalmente, a compiere il grande passo, il salto in avanti verso la maturità definitiva: liberarsi in saecula saeculorum della sinistra, cancellarla forever and ever and ever dal panorama della politica italiana. Come nelle fotografie della dittatura sovietica.
E ora che ci siamo riusciti, ci sentiamo tutti molto meglio, e guardiamo al futuro con fiducia e speranza, sorridenti viaggiatori nella lunga, interminabile notte del grande e strano spazioazzurro.

MONSIEUR DUCON: Che peccato. Nutrivo molte speranze, in quel ragazzo.
MADAME LABEUVE: Non potevamo mica sapere che era pazzo.
MONSIEUR DUCON: Ha vissuto in un ambiente marcio. Il suo talento non lo ha salvato. La buona sorte è venuta troppo tardi, per lui.
MADAME LABEUVE: Fortuna che ha potuto invocare la follia, al processo.
MONSIEUR DUCON: Fortuna soprattutto che possiamo continuare lo spettacolo senza di lui.
Jean-Patrick Manchette, brano della sceneggiatura Mésaventures et décomposition de la compagnie de la danse de mort, scritta nel 1968 e mai girata.


Titoli di coda del film "Too Late Crocodile" con credits, ringraziamenti e buonanotte ai suonatori in una singola playlist youtube.

Postato da G.O.D. a 16/05/2009 14:17 | link | commenti (7)
musica, politica, riflessioni, televisione, morte, berlusconi, signore dimmi perché, che te lo dico a fare, s-fascio, funesgod, il riconformista, meglio 50 giorni da godardi, noi lo avevamo detto, nun fa ride, sistavameglioquandosistavameglio, morte del testo lungo, i post che non si devono postare, settemani

Chiarimento

" Credo che sua moglie la desideri"

" Impossibile"

" Intendevo al telefono"

Postato da G.O.D. a 16/05/2009 09:48 | link | commenti (2)
amore, humour, attualità

venerdì, 15 maggio 2009
Partorirà una pantegana

Se non vi piace il mare, se non vi piace la montagna, se non vi piace la città… andate a farvi fottere!
Michel Poiccard (Jean-Paul Belmondo) agli spettatori in Fino all’ultimo respiro (Jean-Luc Godard, 1959).

Cena con figlia7 e sua nonna tedesca, che grazie a Gott mastica un po' d'italiano e a volte prova pure a scriverlo, nelle cartoline tipo "Zaluti ta Pompei!".
A un certo punto sua nonna e io si parla della campagna elettorale in corso (la nonna è preoccupata, una sorta di presentimento oscuro e molto tedesco le fa temere che le cose andranno piuttosto maluccio).

Figlia7: "Ma è bella, questa campagna elettorale? E dov'è?".

Le spieghiamo che non si tratta dello stesso tipo di campagna. Le dico che esiste addirittura, pensa un po' te, la campagna militare, e che anche quella non è in Toscana. Le dico che è tutta una metafora (nonna: "Si tice metafa!").
Lei fa sì sì con la testa, dà l'impressione di aver capito tutto, è una ragazza sveglia, figlia7.

Dice: "Quindi esiste anche la montagna elettorale!".

Postato da G.O.D. a 15/05/2009 09:18 | link | commenti (18)
amore, vita, berlusconi, europee 2009, humour fou, s-fascio, queste incredibili storie vere, meglio di noi, io bene e voi , troppo autoreferenziale, settemani

Ultimo gioco in città

Indizio di oggi

Per fare questo film servirebbero almeno due John Woo

Postato da G.O.D. a 15/05/2009 07:26 | link | commenti
unico gioco in città

¡Que esercizio di autolástima!

Commento di amico di facciabuco a post scatto logic di tre giorni fa (scaduto, non si linka, rischio gastroenterite): eh eh eh prova a comprare "reparto bolscevichi" a fartene dare di più a prezzo da MAXIsupermercato gli hamburger così i 32 rotoli alla fine servirannoalla gastroenterite =)

Passiamo al canale privato:


GOD1:
anche questo commento su fb al tuo ultimo post è drammatico
GOD2: Cos'è, un generatore automatico di parole a valvola?
GOD3: e spara pure raggi cattolici

Ritorno a casa Facebook


GOD (indistinto, mutliplo, innumenobbile): Marco, hai perfettamente ragioni da vendere gelati agli eschimesi. E scommetto che sai cosa fanno dodici eschimesi.
Amico di facciabuco (lo stesso): No giuro....veramente...
GOD (idem con patate): un eschianno.
GOD (i.c.p): un altro GOD: non so se sia il caso di vantarsene ma c'ero arrivato.
GOD (i.c.p): un altro GOD: non so se sia il caso di vergognarsene ma io no.
GOD (i.c.p): a questo punto nessuno avrà difficoltà a immaginare cosa fanno cinque trogloditi.
GOD (i.c.p): e 120 trogloditi ? così, per toccare il fondo.

Si torna all'Olimpo privato
(Thread intitolato didascalicamente "Lo scemo"):

GOD2:


a questo punto nessuno avrà difficoltà a immaginare cosa fanno cinque trogloditi

Troglomano? Mah.

e 120 trogloditi ? così, per toccare il fondo

A questa proprio non ci arrivo.
GOD1: fanno tre ottomani AHAHAHAHAHAH
GOD4: 24troglomani.
GOD3: naturalmente avete tutti sbagliato, era un troglopiede.
GOD1: quindi 5000 trogloditi fanno un troglomillepiedi.

Back to the facebook:

GOD (i.c.p):  allora. Vorrei spezzare una lancia a favore della tesi "I GOD sono un gruppo di idioti" svelandovi ciò che avviene nel backstage, cioè lo scambio di email generato dallo stolido quesito qui sopra
"A questa proprio non ci arrivo"
"fanno 3 ottomani AHAHAHAH"
"24 troglomani"
"naturalmente avete tutti sbagliato, era un troglopiede"
"quindi 5000 trogloditi fanno un troglomillepiedi"
E intanto il gruppo giovanile che suona sotto la mia terrazza sta sfigurando - se possibile -"Non voglio mica la luna"
Tutto questo sembra avere una misteriosa coerenza

GOD (i.c.p): Non si capisce
GOD (i.c.p): Per questo è coerente

Conclusione. Con un po' di kultur e weltansciampo in più, avremmo potuto sconfiggere i tarzanelli e buonanotte ai suonatori:

— Che ne dici? Dimentichiamo i nostri padri.
— Siamo il parto di noi stessi.
— Dunque siamo Dei.
— Ti credi un genio?
— Sì! E tu?
— A volte mi vergogno di pensarlo.
Il cileno Juan (Daniel Smith) e il tedesco Hermann (Henry Arnold) nella serie televisiva Heimat 2 — Cronaca di una giovinezza in 13 film (Edgar Reitz, 1993; Secondo episodio: “Due occhi da straniero — Juan, 1960/61”).

Postato da G.O.D. a 15/05/2009 01:36 | link | commenti
che te lo dico a fare, che cazzo dice, humour fou, che cazzo dico, meglio 50 giorni da godardi, hai la face come il book, morte del testo lungo, faschifo, troppo autoreferenziale, i post che non si devono postare

mercoledì, 13 maggio 2009
Ultimo gioco in città: logica indiziaria

Te l'avevamo già detto una volta, qui. Te lo diciamo una seconda, qua: al cinema si mostrano gli effetti. Solo dopo, eventualmente, le cause. Che te lo diremo a fare una terza volta?

Postato da G.O.D. a 13/05/2009 11:35 | link | commenti
cinema, unico gioco in città

Qual è il dramma?

Con tatto le chiesi se il marito aveva un anno di vita. Rispose piangendo che era più vecchio.

Postato da G.O.D. a 13/05/2009 06:50 | link | commenti
riflessioni, vita, humour