G.O.D. è un blog polimorfo pensato dalle sette peggiori menti di un paio di generazioni: il palindromico Batman,
il massiccio Scortichini Guido, l'impalpabile JoMontalban, l'imprevedibile ilgaffeur, lo zombie Stenelo, la spia Mirumir e l'inaggettivabile Dust

Altamante Fruzzetti presenta GOD

Misurati nelle prove del "Cimento godardo":
scaricare l'unico calendario riutilizzabile per almeno quattro anni, scoprire perché Altamante Fruzzetti è l'uomo più intelligente di tutti i tempi, unirsi alla dissennata ricerca dell'uomo sessuale e scartare gli erotici "Regali di Putin"™

Berlusconi: "Rete 4 sul satellite? Un insulto alle nostre radici catodiche" == Sircana, Marrazzo, Gasparri: Gli uomini preferiscono beyond == Contro la rimozione del crocefisso si invoca il sagrato di Stato == La sentenza UE offende le nostre tradizioni. Dobbiamo reagire: appendiamo in aula anche la pizza. == Il Vaticano: "Sentenza miope". L'invisibile legnetto verrà quindi sostituito da una riproduzione 1:1 del Cristo di Arezzo di Cimabue == Berlusconi chiede il rinvio dell'udienza Mediaset perché piove == Barbarie italiane: picchiati in sezione, crocifissi a scuola == Un trans confessa: "Con Casini, e non da solo"

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giovedì, 30 aprile 2009
Il glande è il timoniere

Saggezza pop
Alla sinistra non far sapere quanto sale il sondaggio con le pere

Postato da G.O.D. a 30/04/2009 13:48 | link | commenti (4)
news, sesso, humour

martedì, 28 aprile 2009
Smile

Miljan sorride. Quando scoppia la guerra nella ex Jugoslavia Miljan ha appena finito l'università e vuole andare all'estero. È sua madre a spingerlo negli USA. Non deve essere facile: dal paese bombardato al paese bombardatore. Per anni, ogni giorno, Miljan riesce a mettersi in contatto con la famiglia: stanno tutti bene, oggi una bomba è caduta proprio qui vicino, ma non troppo. Beh, tutti bene in famiglia: qualche vicino, qualche amico, non c'è più. Nei suoi ricordi ci sono dei buchi.
Miljan sorride, di questo non parla, non ce n'è bisogno, bastano gli occhi dietro al sorriso.

Io lo capisco, e capisco che lui capisce che penso al mio, di paese, tronfio di accodarsi a quell'avventura, di scoprirsi aiuto aiuto assistente, o anche solo caposala, in un importante intervento chirurgico, di trasformarsi, finalmente, da paese bombardato a paese bombardatore.
Miljan vede che penso che da allora tutto è mutato, i giornali, i discorsi, le teste, il modo di pensare ai Palestinesi: tutto è inziato così. O qualche anno prima, in Iraq.
Miljan sente che quello che sento è vergogna. E mi sorride ancora.

Intorno, un parco meraviglioso, dove i nostri figli giocano insieme, e si sorridono.

Postato da G.O.D. a 28/04/2009 19:08 | link | commenti
pensieri, politica, riflessioni, vita, , politically scorrett, s-fascio, queste incredibili storie vere, lezzioni ammericane, sistavapegghioquando sistavapegg

Nuova influenza di Hobbes

" Homo homini suinus "

Postato da G.O.D. a 28/04/2009 16:16 | link | commenti (1)
politica, riflessioni, humour, attualità

Longjumeau

Tutti innamorati di Titti Postiglione, la dirigente della Protezione Civile che è intervenuta da S. Toro.
Ha certamente parlato con autorevolezza e competenza, e soprattutto ha sempre centrato il tema: rispondendo con precisione e chiarezza a domande altrettanto precise.

(Se sei d'accordo grazie e arrivederci. Se il dubbio ti scortica, clicca su "continua a leggere": c'è anche un video)

Postato da G.O.D. a 28/04/2009 07:05 | link | commenti
riflessioni, vita, , attualità, politically scorrett, s-fascio, nun fa ride

lunedì, 27 aprile 2009
La spritzatura

IX

“5 MILIARDI DI PERSONE MORIRANNO A CAUSA DI UN VIRUS MORTALE NEL 1997.
I SUPERSTITI ABBANDONERANNO LA SUPERFICIE TERRESTRE.
GLI ANIMALI TORNERANNO AD ESSERE I PADRONI DEL MONDO.”
Brani di un’intervista a un paziente affetto da paranoia schizofrenica, 12 aprile 1990 — Baltimore County Hospital.
Didascalia iniziale di L’esercito delle dodici scimmie (Twelve Monkeys, 1995) di Terry Gilliam.

Solo ora scopro che C.S. Margherita si chiama

CAMPO S. MARGARITA

Lo sapevo che ero in Messico, in un romanzo che descrive centinaia di delitti efferati.
Solo ora scopro che sul cartoncino che uso a mo' di segnalibro c'è scritto

STAND-BY — N° 28 96 49

"Pure la paranoia cheap" fa l'oliva. "Ora scommetto che darai chissà quale significato ai numeri."
"Sì. Ti mollo 28 pugni in bocca, 96 testate e 49 calci in culo.
"

Postato da G.O.D. a 27/04/2009 20:25 | link | commenti (6)

Time

Quando Luke e Obi-One (che, nobi?) cercano un tassinaro nell'astroporto, Jan Solo (Jan Sboro nella versione dei Gem Boys), dice che con il Millennium Falcon ha attraversato la galassia in 13 parsec.
Nel 1977 all'uscita del cinema mio padre mi fa notare che era una cazzata, essendo il parsec un'unità di lunghezza e non di tempo, pari tra l'altro, aggiunge, a 3.26 anni luce: tanta roba.
Io c'era rimasto male, perché Jan mi stava assai più simpatico di quel signorino di Luke, e non volevo che fosse un cazzaro.
Poi una volta a cena coi cugini tutti più grandi e coi nonni per farmi bello e per salvare Jan dico che le galassie sono lunghe tredici parsec. Ma sempre mio padre mi corregge che col cazzo, le galassie sono lunghe decine di migliaia di parsec, e ne cita anche una, forse una banalissima andromeda, lunga 30000 parsec. (Non dovete giudicare male mio padre: lo faceva per sincero entusiasmo astronomico).

Ma quel giorno del 1977 mi alleai con Jan Solo (e con Edipo) contro mio padre. il mio primo contatto con la relatività avviene attraverso libri divulgativi in cui non si capiva nulla, come sempre avviene con i libri divulgativi, ma si intuiva che lo spazio e il tempo erano la stessa cosa. Quindi la prima obiezione di mio padre era superata: posso misurare i tempi con le unità di misura delle lunghezze. Restava il problema dei tredici parsec, comunque troppo pochi. Allora iniziai a inerpicarmi sulle formule per tirare fuori i tredici parsec e associarli alle galassie: ma niente da fare: misurale come vuoi ma sono sempre più grandi.

E' qualche giorno fa, ritagliando un cazzeggio plastico, che rileggo di quella cosa che si chiama tempo proprio e, all'improvviso, capisco: dovete sapere che più corriamo più lentamente il nostro tempo passa, tanto che se andassimo alla velocità della luce il tempo non passerebbe. Allora Jan quel giorno del 1977 all'astroporto voleva dire che il Millennium falcon andava così veloce da percorrerela galassia in un tempo che il suo orologio biologico ha computato in 13 parsec/luce = 3.26 anni per 13, un po' più di 40 anni.
Se li portava pure bene.

(Segue nel post precedente)

Postato da G.O.D. a 27/04/2009 07:35 | link | commenti (6)
riflessioni, vita, humour, pezzi di fisica, queste incredibili storie vere, sistavameglioquandosistavameglio, lezzioni ammericane, settemani

Money

Molto tempo prima dell'episodio del post seguente, ero un bambino di sette anni. Passeggiando con mio padre ci ritrovammo in una piazza romana dalle dimensioni notevoli. Su un lato della piazza c'era un grande edificio, dall' aria austera. " E' la Zecca" rispose mio padre alla domanda di cosa fosse quell' edificio, "è il posto dove si fabbricano i soldi". Credetti che quel posto fosse magico, il luogo dove, lavorando 24 ore su 24, tanti uomini, come fuochisti di un vecchio treno a carbone, potessero risolvere tutti i problemi della povertà. Più "impastavano", più soldi fabbricavano, più ricchezza ci sarebbe stata per tutti. Fui però subito deluso da mio padre che disse che a quell' ora gli uffici erano chiusi. Così i "fuochisti" non lavoravano, i soldi non venivano fabbricati e la povertà, invece della ricchezza, dilagava.
Fosse stato ministro allora Brunetta lo avrei guardato dritto negli occhi, tanto a sette anni ero già alto come lui, e gli avrei dato ragione sui fannulloni statali. Come, invece di "impastare" chiudono gli uffici! Dissi a mio padre che ero scandalizzato, che non era giusto non fabbricare soldi. Mio padre sorrise e disse che la cosa non era così semplice, che non si potevano stampare soldi all'infinito. Non potevo sapere allora il significato di "moneta", di inflazione, di base monetaria, di tassi d' interesse e di domanda e offerta di moneta. So solo che non fui molto convinto della spiegazione-non spiegazione (spiegare la moneta a un bimbo di 7 anni più che difficile è inutile) di mio padre. Quando sono cresciuto ho capito quello che mio padre non mi spiegò. Ma ho capito anche che nell'attuale situazione di crisi aveva ragione quel bimbo di 7 anni, cioè io. Dalla crisi si uscirà, se se ne uscirà, proprio stampando moneta, cioè creando inflazione.

Che i "fuochisti" si mettano all' opera.

Postato da G.O.D. a 27/04/2009 07:19 | link | commenti (2)
pensieri, riflessioni, vita, humour, attualità, queste incredibili storie vere, sistavameglioquandosistavameglio, settemani

Brain damage

Le gemelle Paolini sono rimaste zitelle per mancanza di immaginazione.
Ilgaffeur

Degli altri.
Dust

Ancora bambino mi ero posto il problema della mancanza dei soldi, e così mi ero messo a farli: era facilissimo e i grandi erano davvero coglioni a non esserci arrivati da soli. Li facevo con la penna rossa e quando mia mamma usciva le passavo venti o trenta miliardi, perché non si sa mai.
Poi un giorno vennero a trovarci le gemelle Paolini. Erano le vicine di casa, zitelle, già vecchissime (qualcuno diceva che avessero trent'anni), ma soprattutto dotate di sottile intelligenza. Conscio dei miei doveri di ospite regalai qualche miliardo a ciascuna delle due, e una, non ricordo quale, guardò la banconota e disse "ma sono falsi!".
Io ci rimasi davvero male: sapevo benissimo dell'esistenza di soldi falsi, ma che c'entrava? Le dissi (e furono le ultime parole che dissi a entrambe le gemelle Paolini): "Non sono falsi: li ho fatti io".
Comunque me li ripresi, perché non si sa mai. Da allora decisi di non fare mai più i soldi, in ogni senso, e di lasciare l'economia nelle mani dei grandi, con i risultati che sappiamo.
Le gemelle Paolini sono ancora zitelle.

(Se questo post ti fa pensare "embé?" è perché ignori l'artefatto).

Postato da G.O.D. a 27/04/2009 07:16 | link | commenti
vita, humour, finanza, queste incredibili storie vere, sistavameglioquandosistavameglio, lezzioni ammericane, perché non si sa mai, settemani

domenica, 26 aprile 2009
La spritzatura

VIII

HOMER SIMPSON: Ora ascoltate bene. Al picnic ci sarà il mio capo, perciò voglio che dimostriate amore e/o rispetto per vostro padre.
LISA SIMPSON: Scelta tosta.
BART SIMPSON: Io prendo il rispetto!
I Simpson, (prima stagione, episodio 4: “Amara casa mia”, 1989-90).

Figlia7 ha trovato un'amichetta di nome Camilla a Campo Santa Margherita: sono inchiodato lì, senza libertà condizionata. Consolazione: l'oliva impallidirà, di fronte a tale genitore modello. Corrono nel campo.
A un certo punto, a proposito di chissà quale dramma, Camilla dice: "Ma tuo padre non può fare qualcosa?". Figlia7: "Mio padre è troppo preso dalla perdita dei capelli per fare qualcosa".
L'oliva sghignazza
.

Postato da G.O.D. a 26/04/2009 20:58 | link | commenti

L'unico gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

XIV — IO SPERIAMO CHE LO CAPISCIO

Oggi il quiz è talmente facile che lo risolverebbe anche una bambina di 7 anni.
Portatemi una bambina di 7 anni!
Detto fatto.
Ascolta il suo racconto cliccando sul "Ceraunavolta", indovina il titolo del film, vinci tre Merendero.

Ceraunavolta...

P.S.: Ti ricordiamo che le regole de L'UNICO GIOCO IN CITTÀ™ sono depositate presso il notaio Altamante Fruzzetti e possono essere consultate qui. Se sei cattivone e non vuoi giocare a pallone con me vai a pettinare la bambolina.


ATTENZIONE: LA PARTITA SI È CONCLUSA DOMENICA 26 APRILE ALLE 14.35, MEZZ'ORA APPENA DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL GIOCO: CREDO SIA UN RECORD, CONSEGUITO DA YAGABABA. IL FILM DA INDOVINARE ERA "IL MAGNIFICO SCHERZO" ("MONKEY BUSINESS", 1952) DI HOWARD HAWKS.
LA PROSSIMA SFIDA SI TERRÀ DOMENICA 3 MAGGIO.

L'UNICO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA

afasol: 11 merendero.
arcomanno : 7 merendero.
YagaBaba: 3 merendero.
gegio: 3 merendero.
bianca: 2 merendero.

Postato da G.O.D. a 26/04/2009 14:00 | link | commenti (6)
cinema, unico gioco in città, godsgods

Flying

Tutti vanno in Ammerica alla ricerca di sesterzi.
On. Min. A. Fruzzetti "Se sterzi sgommi", in Ammerican Grappini.

Ho chiesto il granchio appena pescato, me l'hanno cotto a vapore. Nient'altro: solo granchio e vapore. Mentre lavoro il granchio con la pressa e il martello pneumatico il mio vicino di tavolo mi racconta che lui è greco, che nel mediterraneo non esistono granchi così e che l'Ammerica è il paese più libero del mondo perché qui puoi fare quello che vuoi, quello che vuoi, whatever you want, regardless of the color of your skin. E perché? Semplice: perché they don't care.
Mi fa un esempio? Come no. Io sono un pilota, ho più di duemila ore di volo. Ma in Grecia mi avevano detto che non potevo fare il pilota: I'm too small. Allora vengo in America e chiedo di fare il pilota. Mi dicono prego si accomodi. E io chiedo sicuri, non è che poi sono too small? Dicono: abbiamo i sedili regolabili, noi.

Postato da G.O.D. a 26/04/2009 08:38 | link | commenti
riflessioni, , alitalia, queste incredibili storie vere, lezzioni ammericane, magna come magni

E il mavaccagare è segno di assenso

Ratzinger: L'ora di religione è segno di laicità.
(da www.lastampa.it)

Postato da G.O.D. a 26/04/2009 08:22 | link | commenti (2)
politica, riflessioni, scuola, , attualità, signore dimmi perché, politically scorrett, che cazzo dice, s-fascio, queste incredibili storie vere, faschifo

sabato, 25 aprile 2009
La spritzatura

VII

Non mi ricordo di ieri. Oggi pioveva.
Joseph Turner (Robert Redford) ne I tre giorni del Condor (Sydney Pollack, 1975).

Piove da due giorni. Per evitare di inzupparmi le chiappe sulle sedie fradice mi imbottisco di pannolini e mi consolo guardando l'oliva verde di rabbia. A Campo Santa Margherita il puzzo imputridito non arriva, i soliti noti volti umani sono stati sostituiti da un balletto di ombrelli, sembra di essere in un film di Johnnie To, è in momenti come questi che Venezia sembra finalmente bella, come Spinaceto. Quasi.

Postato da G.O.D. a 25/04/2009 23:49 | link | commenti

Imperfetto presente

"Sono ancora in vigore le norme contro l'apologia del nazifascismo ?"
"No. Vigevano"

Da anni sognavo di fare una battuta cretina su Vigevano.
E già che ci siamo: a Abbiategrasso, possibile che non succeda mai niente ?

Postato da G.O.D. a 25/04/2009 14:01 | link | commenti (3)
news, humour

Perché il nonno non festeggia ?

A volte mi è capitato di incrociare Fiorello su qualche canale TV. Sbaglierò, ma ho sempre ricavato l'impressione che come entertainer sia un bel po' sopra gli altri. L'altro giorno, vedendo uno spezzone della puntata che gli ha dedicato "La storia siamo noi", mi è venuta in mente una sua gag. Lo spunto era una finta telefonata del papa in trasmissione e la gag era quindi basata sulle risposte di F., che fingeva insieme emozione e zerbinica deferenza. Ad un certo punto F. si ferma, come ascoltando un discorsetto dall'altra parte e poi zelantissimo se ne esce con "Ma certo, Sua Santità ! Certo che è il sole che gira attorno alla Terra !"

Postato da G.O.D. a 25/04/2009 11:38 | link | commenti
news, humour

Rifugi

- Che cazzo fai?
- Festeggio.
- Cosa?
- Il 25 aprile.
- Embè?
- La liberazione.
- Da cosa?
- Dal fascismo.
- Ma dai: se ormai anche i sacrestani portano la svastica e i sindaci vengono accolti dal saluto romano.
- Gnorante, che sei.
- Sei te disinformato.
- Festeggio l'anniversario della liberazione dal fascismo. Del Portogallo.

Postato da G.O.D. a 25/04/2009 08:39 | link | commenti
settemani

Che simpatici nazisti

Invitiamo i lettori a inviare la loro preferenza per il divertente concorso Un simpatico nazista.
La scelta è tra
:

1. Il nazisacrista di Vigevano                      2. I nazifan del sindaco di Roma

Il sacrestano Angelo Idi (Sacchiero)
             http://www.barcellonapg.it/images/articoli/5maggio2008/pepe.jpg


Naturalmente il vincitore riceverà in omaggio un tritacarne mediatico.

Postato da G.O.D. a 25/04/2009 08:27 | link | commenti (3)
immagini, politica, satira, , attualità, signore dimmi perché, politically scorrett, s-fascio, queste incredibili storie vere, nun fa ride, brevi di nera, sistavameglioquandosistavameglio, faschifo, settemani

Who's who?



Indovina chi è chi. E ringrazia con noi il genio di Yagababa.

Postato da G.O.D. a 25/04/2009 07:50 | link | commenti (8)
immagini, amore, vita, sesso, , berlusconi, storie damore, godsgods, queste incredibili storie vere, altamante fruzzetti, sistavameglioquandosistavameglio, meglio di noi

mercoledì, 22 aprile 2009
La spritzatura

VI

Sono andata a Venezia, e una notte ho fatto un giro su una di quelle barche a remi che un uomo spinge con un bastone.
Non un matador. Quello era in Spagna. Ma qualcosa tipo matador.

Irene Bullock (Carole Lombard) ne L’impareggiabile Godfrey (My Man Godfrey, 1936) di Gregory La Cava.

A C.S. Margherita non ci sono canali. Per quello ci vado, con un po' di fantasia sogno di bere uno spritz in una città a misura d'uomo, tipo Mexico D.F.
"Disegnami una gondola" fa l'oliva.
"Non so disegnare, cogliona. Ho visto una gondola all'inizio di Mancia competente: era adibita alla raccolta della monnezza. Credo che all'epoca Herbert Marshall avesse già una gamba di legno. Quando camminava pareva Fred Astaire.
"

Postato da G.O.D. a 22/04/2009 20:44 | link | commenti (1)

L'ultimo gioco in città - un indizio

La legge di Walter
Bianco. Ma anche nero

Oh, non deludeteci. Mixando questo e il primo indovinate come minimo il film, poi la scena vien da sé. E non cala nemmeno il bottino: sempre tre manette sono

Postato da G.O.D. a 22/04/2009 14:36 | link | commenti
unico gioco in città

martedì, 21 aprile 2009
La notte brava dei morti viventi

situazione iniziale: solito branco di zombi non si sa perché e da dove spuntati ma solo (ex)maschi. Perché solo maschi ? No, sei fai 'ste domande non hai mai visto un film de zombis. Comunque: quei macachi vagano annoiati con aria ebete e inoffensiva, inciampando e sbattendo ovunque per instrinseca goffaggine.
Per rompere la monotonia - e soprattutto perché ci vorrà pure un motivo per proseguire - assaltano un centro commerciale e fanno razzia di medicinali sperando di curarsi. Incidentalmente si ingozzano di Viagra.

Miracolo !

(per i raffinati: "turning point")
Quello che pareva morto (non lo zombi intero, ma solo un componente) resuscita e ti si impenna a livelli empirestatebuildici. E qui scatta la sindrome detta "la fissa dello zombi", che anche questa volta è la ricerca di carne umana, ma con obiettivi non gastronomici, almeno in prima battuta.
Gli zombi le provano tutte per sfogarsi ma gli va storta in una serie di modi che trovano un limite solo nella nostra immaginazione più splatter e maiala (cioé: no limits).
Alla fine, portati alla follia da quella idea maniacale, si eliminano da soli con una revolverata in fronte, come hanno finalmente appreso a forza di andare al cinema.

Postato da G.O.D. a 21/04/2009 23:17 | link | commenti
humour

Globalizzazione

Ho fatto un sogno in cinese. Prima sono andato dal traduttore e poi dallo psicanalista.

Postato da G.O.D. a 21/04/2009 19:22 | link | commenti (2)
riflessioni, humour, attualità

La parola magica

Il rito documentato in questo sconvolgente spezzone di "Domenica In" - lo diciamo subito - non deve destare ilarità o sarcasmo, come è accaduto agli autori del video qui sotto. Guardiamolo insieme.
I protagonisti sono un ex-noto mago, ormai prossimo alla scomparsa perfino dall'immaginario collettivo, e una presentatrice che non conosco, nemmeno, ahimè, in senso biblico. Non lo immaginereste mai, ma tra i due sta per accadere qualcosa di sconvolgente, qualcosa di molto diverso dal solito spettacolino a base di sparizioni.

Fermate la visione del filmato nel momento in cui Silvan pronuncia l'unica parola realmente magica di questo show - e non sarò certo così stolto dal riprodurla qui per iscritto: tanto varrebbe evocare il Necronomicon dell'arabo pazzo Abdul Alhazred.
Quello che alle orecchie di ognuno appare un innocente, fiacco tentativo di battuta, così lieve nella sua bolsaggine da non poter strappare né risate né riprovazione, imprimerà al rito una svolta inattesa.

Proseguite nella visione e osservate con attenzione la donna, l'orribile mutamento nel suo volto, quel fremere della mano in un gesto che sembra voler richiamare l'attenzione di una presenza fuori campo, oscura. Ma non è così: l'Altro è dentro di lei. E si contorce, preso dagli incantamenti del mago.

Ora appare chiaramente la portata della sfida che si sta svolgendo sotto i nostri occhi.

Silvan non si ferma, è implacabile. Con una veloce mossa fa sparire dalla mano della donna, ormai inchiodata nella trappola che le ha abilmente costruita intorno, l'anello, chiaro simbolo di arcano legame. E a questo punto avviene la spaventosa trasformazione che vedete testimoniata nell'ultima parte della ripresa: la presenza oscura esce dalla bocca della donna profferendo frasi orribili e insensate, in mezzo al battimani isterico e folle dei presenti, che immaginiamo contorcersi nudi e schiumanti bava dalla bocca.

Non sappiamo se Silvan il Bianco sia uscito dallo studio televisivo. Vorremmo saperlo ancora lì, travestito o invisibile ma sempre maieutico, pronto a trascinare nella piena luce del monitor - e quindi sotto l'occhio della nostra coscienza - le potenze maligne nascoste dietro la telecamera, nello specchio oscuro della televisione.



Postato da G.O.D. a 21/04/2009 13:44 | link | commenti (2)
immagini, news, televisione, humour, queste incredibili storie vere

lunedì, 20 aprile 2009
La spritzatura

V

— Ho ricevuto una lettera dal cugino di mio marito, in Abruzzo: sua madre è morta. Ti ricordi di Emilio Di Giorgio, che aveva un’osteria in Abruzzo? È morto. Sai chi altro è morto? Ma sì, quel vecchio irlandese che abitava al piano di sopra, sempre ubriaco. Si becca una pleurite, sta due settimane in ospedale, e ieri… è morto.
— Mi piace tanto venirti a trovare, Caterina, perché hai sempre notizie allegre da raccontare.
Caterina (Augusta Ciolli) e la sorella Teresa Piletti (Esther Minciotti) in Marty, vita di un timido (Delbert Mann, 1955).

A C. S. Margherita piove. Chiudo l'ombrello, come il marito di Betsy Blair. In realtà si chiama Elisabeth Winifred Boger, è un po' cozzetta e a parte Marty (premio a Cannes) lavorò poco, perché era sulla lista nera di Hollywood.
"Razza di cretino, era una gran donna. Se fosse viva, si rivolterebbe tra le lenzuola di Vauro, invece che nella tomba" mi dice l'oliva
"Come 'nella tomba'?"
"È morta un mese fa. Imbecille."

Postato da G.O.D. a 20/04/2009 23:57 | link | commenti (5)

domenica, 19 aprile 2009
L'unico gioco in città (LE SCOMMESSE SONO CHIUSE)

Questa volta siamo veramente allo sbraco.
Dovete indovinare il notissimo film d'azione a una delle cui più stranote scene allude l'inqualificabile indovinello che segue

Il prigioniero ha cantato
Nonostante sia di fonte poliziesca, la versione del detenuto non convince lo sbirro

In palio ci sono - ma giusto per invogliarvi - ben tre paia di manette.

ATTENZIONE: LA PARTITA SI È CONCLUSA VENERDÌ 24 APRILE ALLE 13.57. IL FILM DA INDOVINARE ERA "48 ORE" (WALTER HILL, 1982). ARCOMANNO SI AGGIUDICA TRE PAIA DI MANETTE. SOTTO PUOI VEDERTI LA SCENA CULT RICORDATA DAL PRIMO INDOVINELLO.
LA PROSSIMA SFIDA SI TERRÀ DOMENICA 26 APRILE.

L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA

afasol: 11 manette.
arcomanno : 7 manette.
gegio: 3 manette.
bianca: 2 manette.

Postato da G.O.D. a 19/04/2009 23:20 | link | commenti
unico gioco in città

Il cielo può stendere

Diciamo che il programma è riuscito solo a metà
"[il Signore], quando ci fa partecipare delle Sue sofferenze è perché vuol farci partecipare anche della gloria della Sua resurrezione"


Postato da G.O.D. a 19/04/2009 06:49 | link | commenti (2)
news, humour, signore dimmi perché

sabato, 18 aprile 2009
Controcampo

Ultimo indizio dell'unico gioco. Ti resta meno di un giorno. Ma se stavolta non trovi vuol dire che non c'è proprio niente da fare e che per il nuovo quiz di domani ci toccherà scegliere tra una foto con Kate Winslet e Leonardo DiCaprio sulla prua di una grossa stupida nave o un "In che film lei dice tante volte 'Domani è un altro giorno'?

Postato da G.O.D. a 18/04/2009 15:07 | link | commenti
unico gioco in città

venerdì, 17 aprile 2009
La spritzatura

IV

Un  giorno, lo giuro sulla testa di Anna Bolena, scenderò in quella calle di lacrime e farò un esempio.
On. Min. A. Fruzzetti, Le baffute chiattozze.

C. S. Margherita. Da una Birnam di studenti si sradica una ragazza con 2 (due!) seni enormi, si dirige a passo marziale verso di me. Si siede incrociando le gambe (calze autoreggenti), mi guarda negli occhi e dice: "Io non butto mai nessun sms: il mio nuovo cellulare ne può conservare 8000. Ho 27 anni e sono vergine: per scelta, non per caso. Addio". Si alza. L'oliva e io la guardiamo allontanarsi, con la bocca aperta.

Postato da G.O.D. a 17/04/2009 23:21 | link | commenti (2)

Dell'abiezione

Les travellings sont affaire de morale.
Jean-Luc Godard, Table ronde sur "Hiroshima, mon amour" d'Alain Resnais, "Cahiers du cinéma", n° 97, luglio 1959.

La morale est affaire de travellings.
Luc Moullet, Sur les brisées de Marlowe, "Cahiers du cinéma", n° 93, marzo 1959.

Solo violenza aiuta dove violenza regna. Ieri sera ho messo sul fuoco una pentola piena d'acqua, ho tirato fuori dal frigo una confezione di ravioli ricotta e spinaci Rana, ho tagliato con le forbici un cartoccio di panna liquida, ho grattato un po' di parmigiano e ho acceso il televisore.
C'era AnnoZero.

Postato da G.O.D. a 17/04/2009 22:59 | link | commenti (6)
pensieri, vaticano, politica, libri, cinema, televisione, satira, morte, berlusconi, università, che te lo dico a fare, che cazzo dice, s-fascio, funesgod, il riconformista, meglio 50 giorni da godardi, hai la face come il book, nun fa ride, sistavameglioquandosistavameglio, meglio di noi, settemani

Non riconciliati, ovvero seguirà testo. Forse.

Una volta volevo fare lo scrittore. Volevo scrivere una cosa che un giorno una persona inferiore avrebbe citato. Ma non l’ho mai fatto. Sono io la persona inferiore, Patricia. Non dico mai niente di significativo che non sia stato già detto. Sono da buttare via. Ho buttato via le persone e sono da buttare via.
Chuck Barris (Sam Rockwell) a Patricia Watson (Julia Roberts) in Confessioni di una mente pericolosa (George Clooney, 2002).

— Come ha detto Bertrand Russell, “L’unica cosa che riscatta il genere umano è la collaborazione”. E so che adesso faremo nostre queste parole.
— Non erano su un sotto bicchiere?
— Sì, della Guinness doppio malto.
Shaun (Simon Pegg) e Liz (Kate Ashfield) ne L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, 2004) di Edgar Wright.

L’attore, invece di voler dare l’impressione di improvvisare, dovrebbe mostrare piuttosto cosa è la verità: citare.
Bertolt Brecht.


— Se quell’aereo decolla senza di te, finirai col pentirtene. Forse non oggi, forse non domani, ma presto, e per il resto della tua vita.
— Oh, che belle parole…
— Sono di Casablanca. Ho aspettato tutta una vita l’occasione di usarle.
Allan Felix (Woody Allen) e Linda Christie (Diane Keaton) in Provaci ancora Sam (Herbert Ross, 1972).

Amer savoir, celui qu'on tire du voyage !
Le monde, monotone et petit, aujourd'hui,
Hier, demain, toujours, nous fait voir notre image :
Une oasis d'horreur dans un désert d'ennui !
Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal ("Le Voyage").

Postato da G.O.D. a 17/04/2009 16:05 | link | commenti
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