G.O.D. è un blog polimorfo pensato dalle sette peggiori menti di un paio di generazioni: il palindromico Batman,
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Miljan sorride. Quando scoppia la guerra nella ex Jugoslavia Miljan ha appena finito l'università e vuole andare all'estero. È sua madre a spingerlo negli USA. Non deve essere facile: dal paese bombardato al paese bombardatore. Per anni, ogni giorno, Miljan riesce a mettersi in contatto con la famiglia: stanno tutti bene, oggi una bomba è caduta proprio qui vicino, ma non troppo. Beh, tutti bene in famiglia: qualche vicino, qualche amico, non c'è più. Nei suoi ricordi ci sono dei buchi.
Miljan sorride, di questo non parla, non ce n'è bisogno, bastano gli occhi dietro al sorriso.
Io lo capisco, e capisco che lui capisce che penso al mio, di paese, tronfio di accodarsi a quell'avventura, di scoprirsi aiuto aiuto assistente, o anche solo caposala, in un importante intervento chirurgico, di trasformarsi, finalmente, da paese bombardato a paese bombardatore.
Miljan vede che penso che da allora tutto è mutato, i giornali, i discorsi, le teste, il modo di pensare ai Palestinesi: tutto è inziato così. O qualche anno prima, in Iraq.
Miljan sente che quello che sento è vergogna. E mi sorride ancora.
Intorno, un parco meraviglioso, dove i nostri figli giocano insieme, e si sorridono.
" Homo homini suinus "
Tutti innamorati di Titti Postiglione, la dirigente della Protezione Civile che è intervenuta da S. Toro.
Ha certamente parlato con autorevolezza e competenza, e soprattutto ha sempre centrato il tema: rispondendo con precisione e chiarezza a domande altrettanto precise.
(Se sei d'accordo grazie e arrivederci. Se il dubbio ti scortica, clicca su "continua a leggere": c'è anche un video)
Quando Luke e Obi-One (che, nobi?) cercano un tassinaro nell'astroporto, Jan Solo (Jan Sboro nella versione dei Gem Boys), dice che con il Millennium Falcon ha attraversato la galassia in 13 parsec.
Nel 1977 all'uscita del cinema mio padre mi fa notare che era una cazzata, essendo il parsec un'unità di lunghezza e non di tempo, pari tra l'altro, aggiunge, a 3.26 anni luce: tanta roba.
Io c'era rimasto male, perché Jan mi stava assai più simpatico di quel signorino di Luke, e non volevo che fosse un cazzaro.
Poi una volta a cena coi cugini tutti più grandi e coi nonni per farmi bello e per salvare Jan dico che le galassie sono lunghe tredici parsec. Ma sempre mio padre mi corregge che col cazzo, le galassie sono lunghe decine di migliaia di parsec, e ne cita anche una, forse una banalissima andromeda, lunga 30000 parsec. (Non dovete giudicare male mio padre: lo faceva per sincero entusiasmo astronomico).
Ma quel giorno del 1977 mi alleai con Jan Solo (e con Edipo) contro mio padre. il mio primo contatto con la relatività avviene attraverso libri divulgativi in cui non si capiva nulla, come sempre avviene con i libri divulgativi, ma si intuiva che lo spazio e il tempo erano la stessa cosa. Quindi la prima obiezione di mio padre era superata: posso misurare i tempi con le unità di misura delle lunghezze. Restava il problema dei tredici parsec, comunque troppo pochi. Allora iniziai a inerpicarmi sulle formule per tirare fuori i tredici parsec e associarli alle galassie: ma niente da fare: misurale come vuoi ma sono sempre più grandi.
E' qualche giorno fa, ritagliando un cazzeggio plastico, che rileggo di quella cosa che si chiama tempo proprio e, all'improvviso, capisco: dovete sapere che più corriamo più lentamente il nostro tempo passa, tanto che se andassimo alla velocità della luce il tempo non passerebbe. Allora Jan quel giorno del 1977 all'astroporto voleva dire che il Millennium falcon andava così veloce da percorrerela galassia in un tempo che il suo orologio biologico ha computato in 13 parsec/luce = 3.26 anni per 13, un po' più di 40 anni.
Se li portava pure bene.
Molto tempo prima dell'episodio del post seguente, ero un bambino di sette anni. Passeggiando con mio padre ci ritrovammo in una piazza romana dalle dimensioni notevoli. Su un lato della piazza c'era un grande edificio, dall' aria austera. " E' la Zecca" rispose mio padre alla domanda di cosa fosse quell' edificio, "è il posto dove si fabbricano i soldi". Credetti che quel posto fosse magico, il luogo dove, lavorando 24 ore su 24, tanti uomini, come fuochisti di un vecchio treno a carbone, potessero risolvere tutti i problemi della povertà. Più "impastavano", più soldi fabbricavano, più ricchezza ci sarebbe stata per tutti. Fui però subito deluso da mio padre che disse che a quell' ora gli uffici erano chiusi. Così i "fuochisti" non lavoravano, i soldi non venivano fabbricati e la povertà, invece della ricchezza, dilagava.
Fosse stato ministro allora Brunetta lo avrei guardato dritto negli occhi, tanto a sette anni ero già alto come lui, e gli avrei dato ragione sui fannulloni statali. Come, invece di "impastare" chiudono gli uffici! Dissi a mio padre che ero scandalizzato, che non era giusto non fabbricare soldi. Mio padre sorrise e disse che la cosa non era così semplice, che non si potevano stampare soldi all'infinito. Non potevo sapere allora il significato di "moneta", di inflazione, di base monetaria, di tassi d' interesse e di domanda e offerta di moneta. So solo che non fui molto convinto della spiegazione-non spiegazione (spiegare la moneta a un bimbo di 7 anni più che difficile è inutile) di mio padre. Quando sono cresciuto ho capito quello che mio padre non mi spiegò. Ma ho capito anche che nell'attuale situazione di crisi aveva ragione quel bimbo di 7 anni, cioè io. Dalla crisi si uscirà, se se ne uscirà, proprio stampando moneta, cioè creando inflazione.
Che i "fuochisti" si mettano all' opera.
Ratzinger: L'ora di religione è segno di laicità.
(da www.lastampa.it)
"Sono ancora in vigore le norme contro l'apologia del nazifascismo ?"
"No. Vigevano"
Da anni sognavo di fare una battuta cretina su Vigevano.
E già che ci siamo: a Abbiategrasso, possibile che non succeda mai niente ?
A volte mi è capitato di incrociare Fiorello su qualche canale TV. Sbaglierò, ma ho sempre ricavato l'impressione che come entertainer sia un bel po' sopra gli altri. L'altro giorno, vedendo uno spezzone della puntata che gli ha dedicato "La storia siamo noi", mi è venuta in mente una sua gag. Lo spunto era una finta telefonata del papa in trasmissione e la gag era quindi basata sulle risposte di F., che fingeva insieme emozione e zerbinica deferenza. Ad un certo punto F. si ferma, come ascoltando un discorsetto dall'altra parte e poi zelantissimo se ne esce con "Ma certo, Sua Santità ! Certo che è il sole che gira attorno alla Terra !"
- Che cazzo fai?
- Festeggio.
- Cosa?
- Il 25 aprile.
- Embè?
- La liberazione.
- Da cosa?
- Dal fascismo.
- Ma dai: se ormai anche i sacrestani portano la svastica e i sindaci vengono accolti dal saluto romano.
- Gnorante, che sei.
- Sei te disinformato.
- Festeggio l'anniversario della liberazione dal fascismo. Del Portogallo.
Invitiamo i lettori a inviare la loro preferenza per il divertente concorso Un simpatico nazista.
La scelta è tra:
1. Il nazisacrista di Vigevano 2. I nazifan del sindaco di Roma

La legge di Walter
Bianco. Ma anche nero
Oh, non deludeteci. Mixando questo e il primo indovinate come minimo il film, poi la scena vien da sé. E non cala nemmeno il bottino: sempre tre manette sono
situazione iniziale: solito branco di zombi non si sa perché e da dove spuntati ma solo (ex)maschi. Perché solo maschi ? No, sei fai 'ste domande non hai mai visto un film de zombis. Comunque: quei macachi vagano annoiati con aria ebete e inoffensiva, inciampando e sbattendo ovunque per instrinseca goffaggine.
Per rompere la monotonia - e soprattutto perché ci vorrà pure un motivo per proseguire - assaltano un centro commerciale e fanno razzia di medicinali sperando di curarsi. Incidentalmente si ingozzano di Viagra.
Ho fatto un sogno in cinese. Prima sono andato dal traduttore e poi dallo psicanalista.
Il rito documentato in questo sconvolgente spezzone di "Domenica In" - lo diciamo subito - non deve destare ilarità o sarcasmo, come è accaduto agli autori del video qui sotto. Guardiamolo insieme.
I protagonisti sono un ex-noto mago, ormai prossimo alla scomparsa perfino dall'immaginario collettivo, e una presentatrice che non conosco, nemmeno, ahimè, in senso biblico. Non lo immaginereste mai, ma tra i due sta per accadere qualcosa di sconvolgente, qualcosa di molto diverso dal solito spettacolino a base di sparizioni.
Fermate la visione del filmato nel momento in cui Silvan pronuncia l'unica parola realmente magica di questo show - e non sarò certo così stolto dal riprodurla qui per iscritto: tanto varrebbe evocare il Necronomicon dell'arabo pazzo Abdul Alhazred.
Quello che alle orecchie di ognuno appare un innocente, fiacco tentativo di battuta, così lieve nella sua bolsaggine da non poter strappare né risate né riprovazione, imprimerà al rito una svolta inattesa.
Proseguite nella visione e osservate con attenzione la donna, l'orribile mutamento nel suo volto, quel fremere della mano in un gesto che sembra voler richiamare l'attenzione di una presenza fuori campo, oscura. Ma non è così: l'Altro è dentro di lei. E si contorce, preso dagli incantamenti del mago.
Ora appare chiaramente la portata della sfida che si sta svolgendo sotto i nostri occhi.
Silvan non si ferma, è implacabile. Con una veloce mossa fa sparire dalla mano della donna, ormai inchiodata nella trappola che le ha abilmente costruita intorno, l'anello, chiaro simbolo di arcano legame. E a questo punto avviene la spaventosa trasformazione che vedete testimoniata nell'ultima parte della ripresa: la presenza oscura esce dalla bocca della donna profferendo frasi orribili e insensate, in mezzo al battimani isterico e folle dei presenti, che immaginiamo contorcersi nudi e schiumanti bava dalla bocca.
Non sappiamo se Silvan il Bianco sia uscito dallo studio televisivo. Vorremmo saperlo ancora lì, travestito o invisibile ma sempre maieutico, pronto a trascinare nella piena luce del monitor - e quindi sotto l'occhio della nostra coscienza - le potenze maligne nascoste dietro la telecamera, nello specchio oscuro della televisione.
Questa volta siamo veramente allo sbraco.
Dovete indovinare il notissimo film d'azione a una delle cui più stranote scene allude l'inqualificabile indovinello che segue
Il prigioniero ha cantato
Nonostante sia di fonte poliziesca, la versione del detenuto non convince lo sbirro
In palio ci sono - ma giusto per invogliarvi - ben tre paia di manette.
ATTENZIONE: LA PARTITA SI È CONCLUSA VENERDÌ 24 APRILE ALLE 13.57. IL FILM DA INDOVINARE ERA "48 ORE" (WALTER HILL, 1982). ARCOMANNO SI AGGIUDICA TRE PAIA DI MANETTE. SOTTO PUOI VEDERTI LA SCENA CULT RICORDATA DAL PRIMO INDOVINELLO.
LA PROSSIMA SFIDA SI TERRÀ DOMENICA 26 APRILE.
L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.
GRADUATORIA
afasol: 11 manette.
arcomanno : 7 manette.
gegio: 3 manette.
bianca: 2 manette.
Diciamo che il programma è riuscito solo a metà
"[il Signore], quando ci fa partecipare delle Sue sofferenze è perché vuol farci partecipare anche della gloria della Sua resurrezione"
Ultimo indizio dell'unico gioco. Ti resta meno di un giorno. Ma se stavolta non trovi vuol dire che non c'è proprio niente da fare e che per il nuovo quiz di domani ci toccherà scegliere tra una foto con Kate Winslet e Leonardo DiCaprio sulla prua di una grossa stupida nave o un "In che film lei dice tante volte 'Domani è un altro giorno'?
Una volta volevo fare lo scrittore. Volevo scrivere una cosa che un giorno una persona inferiore avrebbe citato. Ma non l’ho mai fatto. Sono io la persona inferiore, Patricia. Non dico mai niente di significativo che non sia stato già detto. Sono da buttare via. Ho buttato via le persone e sono da buttare via.
Chuck Barris (Sam Rockwell) a Patricia Watson (Julia Roberts) in Confessioni di una mente pericolosa (George Clooney, 2002).
— Come ha detto Bertrand Russell, “L’unica cosa che riscatta il genere umano è la collaborazione”. E so che adesso faremo nostre queste parole.
— Non erano su un sotto bicchiere?
— Sì, della Guinness doppio malto.
Shaun (Simon Pegg) e Liz (Kate Ashfield) ne L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, 2004) di Edgar Wright.
L’attore, invece di voler dare l’impressione di improvvisare, dovrebbe mostrare piuttosto cosa è la verità: citare.
Bertolt Brecht.
— Se quell’aereo decolla senza di te, finirai col pentirtene. Forse non oggi, forse non domani, ma presto, e per il resto della tua vita.
— Oh, che belle parole…
— Sono di Casablanca. Ho aspettato tutta una vita l’occasione di usarle.
Allan Felix (Woody Allen) e Linda Christie (Diane Keaton) in Provaci ancora Sam (Herbert Ross, 1972).
Amer savoir, celui qu'on tire du voyage !
Le monde, monotone et petit, aujourd'hui,
Hier, demain, toujours, nous fait voir notre image :
Une oasis d'horreur dans un désert d'ennui !
Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal ("Le Voyage").