G.O.D. è un blog polimorfo pensato dalle sette peggiori menti di un paio di generazioni: il palindromico Batman,
il massiccio Scortichini Guido, l'impalpabile JoMontalban, l'imprevedibile ilgaffeur, lo zombie Stenelo, la spia Mirumir e l'inaggettivabile Dust
|
Altamante Fruzzetti presenta GOD |
Misurati nelle prove del "Cimento godardo":
|
utente anonimo in Sir, I think I was t...
stenelo in Ormai soltanto un co...
Arkulari in Ormai soltanto un co...
stenelo in La caduta nel quotid...
agentemir in La caduta nel quotid...
stenelo in La caduta nel quotid...
Arkulari in La caduta nel quotid...
stenelo in La caduta nel quotid...
Arkulari in La caduta nel quotid...
stenelo in La caduta nel quotid...
a little less conversation
artefatti
bici e colti sbagli
buona la seconda
cultura e cucina
da dove veniamo
dobbamo andare al cine
gago
Gente che scompare
mirumir
occhio provato / 1
occhio provato / 2
occhio provato / 3
papi
parigi è sempre parigi
Riso degli Angeli
spotanatomy
uno che resiste
vocidipopolo
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
settembre 2006
maggio 2006
aprile 2006
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
amore attualità berlusconi che cazzo dice che cazzo dico che te lo dico... cinema crisi economia elezioni usa faschifo finanza godsgods godtube humour humour fou immagini le parole per ... libri morte musica news nun fa ride pensieri politica politically sc... queste incredi... riflessioni s-fascio satira scuola sesso settemani signore dimmi ... stentube televisione unico gioco in... vignette vita
Ho sognato l'ispettore Derrick e il giorno dopo lui è morto. Naturalmente ho pensato di scrivere per lui un coccodrillo su GOD ma non ne ho avuto il tempo.
La notte dopo l'ho sognato di nuovo, e soltanto allora mi sono ricordato di averlo già sognato.
In entrambi i sogni era fermo nel piano americano e mi guardava con i suoi occhi tristi appesantiti da due Samsonite da emigrante, ma di lusso, altro che spago.
Taceva, ma nessuno poteva dire se era davvero un silenzio o una delle sue pause. Le pause con cui guarda gli assassini e sembra dire loro perché hai ammazzato la vecchia zia ricca, tanto sarebbe morta lo stesso e comunque anche tu morirai e allora perché.
Sembrava dire così, ma senza cattiveria, solo con infinita tristezza e dolcezza.
L'ispettore Derrick, lo sanno tutti, era la gioia di molti anziani, specie donne. Li rispettava, dava loro il tempo di capire, li guardava da dietro lo schermo come per chiedere loro una pista.
Loro, gli anziani, sapevano sempre qual era la pista giusta, e intuivano chi era l'assassino. Lo beccavano sempre. Le statistiche hanno dimostrato che gli anziani che guardavano l'ispettore Derrick si sentivano più intelligenti di anziani del tutto analoghi che però non lo guardavano.
L'analisi dei palinsesti ha dimostrato che gli anziani indovinavano l'assassino non su base deduttiva, bensì perché quella puntata era già stata trasmessa nei sei anni precedenti e loro l'avevano già vista. Solo che si erano dimenticati di averla vista. Tranne, al momento giusto, riesumare un'immagine, un suono, un neurone: il neurone che contiene il nome dell'assassino.
Se al mondo c'è giustizia, e noi sappiamo che non c'è, ma se almeno ce n'è una parvenza un po' decente, il feretro dell'ispettore Derrick deve essere stato accompagnato dalla sigla finale dell'edizione italiana: ta-tan ta-tan ta-tan (pum!) ta-ta-tattà (...) ta-ta-ta, cioè:
Dice il ministro brasileiro l'Italia è ferma agli anni di piombo*. Não é verdade, Tarso. E' da quel dì che siamo passati alla fase degli anni di merda.

*A uso dei lusofoni: Itália está fechada nos anos de chumbo. e que caralho.

Dietro le quinte, ci si prepara alla caduta dei GOD. Ma l'orchestra continua a suonare, diretta dal Wrestler. E dov'è la notizia, direte voi. Beccatevi questa. Eccheccazzo.


Berlusca di qua, Berlusca di là. E io, allora, puzzo? Eccheccazzo.
stavo giusto per acquistarne uno da due tonnellate !
meglio provare prima quello da 500 kg !

I baluba prostrati sul sagrato a far salamelecchi, quelli son disdicevoli. Ma su questo rito (in realtà di pericolosa matrice pagano-massonica), tutti d'accordo.
"Nessuno nel mondo muore di sete per vanità e necrofilia secolarista": una massima degna della Nostra Civiltà. Di fronte a tali argomenti, la ragazza nella foto si è convertita al Neoilluminismo e si è abbonata al Foglio.
Tutto ciò premesso e ritenuto, mi sa che la Fallaci, se fosse ancora tra noi, avrebbe detto "o bischeri". Eccheccazzo.
12 Dicembre — 1 1969. Mio zio Luigi, detto Lulù, scompare fra gli agrumi, sancendo la fine di un incanto impossibile. Aveva per me, mi aveva detto, un portentoso fucile-giocattolo. Ma io nel fondo già sapevo: Lo zio Luigi non promette mai. E forse è stato meglio così: le armi sono pericolose. V. Okla(h)oma; Spianata. 2 1969 (nello stesso momento). Alla banca dell'Agricoltura, a Milano, scoppiano due bombe potentissime: è strage, si accusano gli anarchici, la sinistra — il paese è in tumulto. Ma gli altri capirono, e il 12 dicembre cominciarono a cantare: ♫ Il 12 dicembre, un anno era passato, dal giorno delle bombe della strage di stato… E poi ancora l'anno dopo, e l'anno dopo, e l'anno dopo: si sarebbe creduto per sempre. V.: Compagna; Compagno; Violenza, et alia. 3 1999: in cui di anni ne sono passati 30. Quando si smise di cantare? Dove è finito il profumo di agrumi? (Sela, Psalmenende, si potrebbe suggerire; ma cfr. Reitano, Mino: ♫ Era il tempo delle more, per cui v.: Al; Allucinante; Bestiale…).
Giuseppe A. Samonà, Quelle cose scomparse, parole (Dizionario), Ilisso, Nuoro 2004, p. 11.
Marchionne ha detto che se il Governo non interverrà, saranno a rischio 60.000 posti di lavoro. In compenso, per tutti gli altri posti di lavoro non c'è più nulla da fare.

Piove anche a Kabul (Karzai ladro). L'uomo della foto, alla finestra del suo localino trendy, sospira e pensa: "chissà che fine farà il povero Villari".
Anche un paesaggio tranquillo; anche una prateria con voli di corvo, messi e fuochi d’erba; anche una strada su cui passano automobili, contadini, coppie; anche un villaggio di vacanze con una fiera e un campanile possono portare a un campo di concentramento.
Voce narrante (Michel Bouquet) all’inizio di Notte e nebbia (Alain Resnais, 1955).
1. Donne e bambini
Sostituire, nel testo della recente analisi del Presidente del Consiglio, la parola "donne" con "bambini". Se avete svolto con cura l'esercizio, otterrete: "Gli stupri di bambini sono cose che capitano. Occorrerebbe un soldato per ogni bel bambino".
Trarne le dovute conclusioni.
2. Stupri e omicidi
Sostituire, nel testo della recente analisi del Presidente del Consiglio, la parola "stupri" con "omicidi". Svolgendo con cura l'esercizio, otterrete: "Gli omicidi di donne sono cose che capitano. Occorrerebbe un soldato per ogni bella donna".
Trarne le dovute conclusioni.
Due piccioni con una fava: sicurezza e immigrati
Le belle ragazze si fanno i soldati
Le cozze se le fanno i rumeni

Alle cozze niente.
Tanto quelle non aspettano altro !
Berlusconi sugli stupri:
"Dovremmo avere tanti soldati
quante sono le belle ragazze italiane,
credo che non ce la faremmo mai..."
Un film cupo e gelido sostanzialmente ambientato oggi in ItaliaCari G.O.D.,
ho conosciuto una ragazza bellissima, peccato che è fidanzata. Credo che dovrò mettere in gioco tutte le mie doti di corteggiatore e puntare su una strategia di lungo periodo. Conquistarla è certamente un'impresa difficilissima, ma, a vostro giudizio, è forse anche impossibile?
Armandin (eh già)
Caro Armandin (eh già),
non è il nostro ruolo quello di scalfire le tue convinzioni, né rientra nelle nostre prerogative. Saranno gli anni, gli amici più cari, i colleghi, i conoscenti, financo i semplici passanti a farti ricredere: capirai anche tu, per quanto troppo tardi, che conquistarla era facilissimo.
Cari G.O.D.,
sono una giovane lavoratrice precaria di 67 anni. Posso aspirare alla liquidazione?
Rosa Asor Reta.
Cara Rosa Asor Reta,
abbiamo una buona notizia per lei. Secondo voci di quel tratto di corridoio che dà sul gabinetto il ministro Sacconi starebbe per ingaggiare come consulente l'ottimo Santiago Meza.
Grazie alla sua esperienza nel settore possiamo agevolmente prevedere che in breve tempo ai precari (e non solo) potrà mancare qualsiasi cosa, ma non i liquidi.
Non so se fosse una grande attrice, ma era una grandissima pezza di fica. Che non vuol dire fica di pezza: in certi campi la proprietà commutativa non vale.
Un bel giorno l'attrice conosce il grande attore che (surpràis!) la invita a cena.
Il quale dopo la cena si mettono a parlare su due divani confinanti ma messi ad angolo retto (e non come in un noto film dove per esigenze di ripresa stanno sullo stesso lato del divano. Prima che fiate gli spocchiosi (del cazzo) stiamo parlando dell'attrice preferita di Orhan Pamuk e se non ci credete leggete Neve e poi rileggetelo tra le righe).
Comunque: il grande attore dice parlami di te. L'attrice parla e a un certo punto il grande attore le balza addosso. Lei lo respinge perché lei cede alla terza.
Il grande attore dice continua a parlar di te. Lei parla e a un certo punto (certo anch'esso ma diverso dal precedente) il grande attore plana (fluido) addosso all'attrice. Come sopra si evince l'attrice lo rimbalza ancora.
Il grande attore ridice riparlami di rite (o dice ririparlami di ririte, oppure riridice parlami di te. Questa è algebra, bellezza). Lei riparla nel mentreché aspetta di essere balzata addosso la terza e decisiva volta.
Ma il balzo non giunge. Dopo un po' lei si tace e controlla (per farvi capire occorreva prima avere detto che l'attrice parla di se' solo guardando in alto, l'attrice). Il grande attore è stranato sul divano, il grande attore. Dorme con la bocca aperta.
Un calabrone traccia frattali che spiraleggiano verso il suo cavo orale. Si indovinano: antiche carie, recidive, ponti, impianti. Il deserto del tartaro.
Lei lo guarda e vede: un vecchio. Minimizzando il rumore, se ne va.


(autori: sopra Manu Agah, sotto AP Photo/Сергей Пономарев)

(foto di Opo Terser - con un nome così, facile che sia un autoritratto. Guardatevi anche le altre)
